I dubbi sulle aziende 0

I dubbi sulle aziende 0

I dubbi sulle aziende 0

Muta profondamente la catena decisionale ponendo le aziende zero in una posizione intermedia tra le Regioni e le Asl/Ao, generando così una distribuzione a valle di salute che non riuscirà a tenere conto delle diversità che le stesse aziende hanno il dovere di adeguare al fabbisogno epidemiologico del loro target assistenziale.

Scrivevo su questo giornale il 19 dicembre 2023 che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, con riferimento ad una delibera della giunta regionale laziale del 14 dicembre precedente (la n. 917) bastonata in sede di parifica del rendiconto del consolidato 2022 (sentenza 148/2023 della Sez. di controllo per il Lazio della Corte dei conti. Con la delibera giuntale n. 1300 del 23 dicembre scorso (B.U. regionale del 2 gennaio scorso), l’esecutivo regionale presieduto da Francesco Rocca approva l’atto di autonomia aziendale della Azienda Regionale Sanitaria Lazio 0 (si, proprio zero).

Renderla attiva, attraverso la sua regola macro-organizzativa rappresentata dall’atto aziendale, dopo cinque anni di doveroso silenzio la dice davvero lunga. Ciò anche senza consultazione alcuna con le sigle sindacali interessate, prescindendo dalla assenza di organico, attesa l’influenza che si vuole attribuire all’ente, nel senso di scindere dalle Asl laziali i loro principali compiti assegnati dalla legge statale tali da attribuire loro l’autonomia imprenditoriale. Infatti, svuotarle dei rapporti “commerciali” e del pagamento da effettuare ai fornitori, della gestione di fatto del personale, nella sostanza della contabilità e dei controlli qualitativi sulle strutture accreditate equivale a sottrarre alle 10 Asl del Lazio i loro compiti amministrativi, sino a renderle un nulla istituzionale. Lo stesso oggetto dello strumento “atto di autonomia aziendale” non dice nulla di più di quanto consacrato nelle leggi statali e regionali, per non parlare della giurisprudenza consolidata, costituzionale e ordinaria.

D’altronde non sarebbe stato possibile modificare il dictum legislativo con un atto giuntale della Regione. Il problema serio è quello che la deliberazione aggiunge nel senso di dissolvere i compiti che i legislatori assegnano alle aziende sanitarie se non addirittura sottraendo ad esse la ragione di esistere, così come la stessa dichiara apertamente i limiti che la Regione ha da tempo avuto nell’assicurare al Ssr indicazioni utili alla standardizzazione dei processi amministrativi e gestionali, tali da assicurare la qualità e le uniformità delle procedure nonché a rafforzare la capacità programmatoria e di vigilanza.

Da qui, l’Azienda regionale sanitaria Lazio 0, istituita con la L.R. 115/2021, che diventa “un organismo centrale con poteri penetranti, in grado di incidere direttamente sulla gestione, sui conti e sulle performance delle singole aziende sanitarie” (Fimmg dixit in una condivisibile nota critica). Ciò senza erogare e incidere positivamente sulla esigibilità della salute in favore delle persone, atteso che costituisce una sovrastruttura “inventata” dalle Regioni senza che lo Stato ne abbia accennato nei principi fondamentali sui quali improntare le leggi di dettaglio regionali.

Corretta l’assimilazione che fa la Federazione italiana dei medici di famiglia, che ritengono le Aziende Zero “un commissariamento di fatto delle Asl, che restano formalmente autonome ma vengono sottoposte a un livello di supervisione e indirizzo senza precedenti nella storia”. Non solo. Si sovrappongono alle funzioni legislative delle aziende sanitarie, siano territoriali che ospedaliere, in relazione alle quali le stesse esercitano la loro autonomia imprenditoriale, così violata ai massimi livelli.

E ancora. Muta profondamente la catena decisionale ponendo le aziende zero in una posizione intermedia tra le Regioni e le Asl/Ao, generando così una distribuzione a valle di salute che non riuscirà a tenere conto delle diversità che le stesse aziende hanno il dovere di adeguare al fabbisogno epidemiologico del loro target assistenziale.

Quella del Lazio rappresenta l’ultimo stadio, in ordine di tempo, della grande confusione che le Aziende cosiddette zero stanno generando da anni ad un SSN di per sé nello scompiglio erogativo. La loro inutilità sistemica è palese. Costituisce lo strumento per fare sì che le Regioni concentrino in un ente il dominio politico sui loro sistemi sanitari, affidandolo solitamente a governance più compiacenti, senza aggiungere nulla di positivo all’esistente. Anzi, è generativo di confusioni enormi su chi firma, chi approva, chi paga, chi è responsabile, determinando grandi incertezze su a chi riferirsi e forti ritardi nelle procedure.

Nella sintesi, una considerazione: le aziende zero decidono senza “erogare”, mentre le aziende territoriali “erogano” senza più decidere sui fondamentali. Un pericoloso cambiamento culturale prima ancora che organizzativo, che costerà tanto allo spessore dell’assistenza.

Ettore Jorio

12 Gennaio 2026

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