La cura non va in vacanza

La cura non va in vacanza

La cura non va in vacanza

Gentile Direttore, ogni estate il tema dell’abbandono degli animali d’affezione torna, purtroppo, al centro dell’attenzione pubblica. È un fenomeno grave, che non può essere affrontato solo come emergenza stagionale o come fatto di cronaca, ma che richiama una questione più profonda...

Gentile Direttore,
ogni estate il tema dell’abbandono degli animali d’affezione torna, purtroppo, al centro dell’attenzione pubblica. È un fenomeno grave, che non può essere affrontato solo come emergenza stagionale o come fatto di cronaca, ma che richiama una questione più profonda: il modo in cui la società interpreta la relazione con gli animali e la responsabilità che ne deriva.

Proprio su questo messaggio si inserisce la campagna FNOVI “Tu sei la mia meta”, consultabile al link https://link.fnovi.it/tu-sei-la-mia-meta, rilanciata anche in vista dell’estate per richiamare i cittadini a una relazione consapevole con gli animali d’affezione, fondata non solo sull’affetto, ma sulla cura, sulla prevenzione e sulla responsabilità.

La convivenza con un animale non può essere legata soltanto ai momenti più semplici della vita quotidiana. Vacanze, spostamenti, cambi di abitazione temporanei, caldo intenso e modifiche della routine familiare non sospendono gli obblighi di cura. Al contrario, sono proprio queste circostanze a mettere alla prova la solidità di una scelta che deve essere consapevole fin dall’inizio.

Portare un animale in vacanza, o affidarlo temporaneamente ad altri, richiede organizzazione. Non basta decidere all’ultimo momento. Occorre valutare lo stato di salute, l’idoneità al viaggio, la documentazione necessaria, la corretta identificazione, le eventuali profilassi, le condizioni di trasporto e la disponibilità di strutture adeguate. Quando l’animale resta a casa o viene affidato a terzi, servono indicazioni precise su alimentazione, terapie, abitudini e riferimenti da contattare in caso di necessità.

Anche il caldo estivo impone particolare attenzione. Colpi di calore, disidratazione e aggravamento di condizioni cliniche preesistenti sono rischi concreti. Acqua, ombra, ventilazione, orari corretti per le uscite e divieto assoluto di lasciare animali in auto sono misure semplici, ma decisive.

In questo quadro il ruolo dei medici veterinari è centrale. Non solo per curare, ma per prevenire, orientare, informare correttamente e aiutare i proprietari a compiere scelte adeguate. Il consiglio medico-veterinario consente di valutare i rischi specifici per ciascun animale e di evitare decisioni improvvisate, spesso assunte in buona fede ma non sempre compatibili con il suo reale benessere.

Parlare di abbandono significa quindi parlare anche di prevenzione culturale. L’adozione, l’acquisto o la detenzione di un animale non possono essere il risultato di un impulso, di una moda o di un’emozione momentanea. Sono scelte che richiedono tempo, risorse, conoscenza e disponibilità a modificare parti della propria organizzazione familiare.

L’affetto è indispensabile, ma non è sufficiente. Deve tradursi in cura, prevenzione, rispetto dei bisogni dell’animale e capacità di chiedere supporto professionale quando necessario.

La cura non va in vacanza perché la responsabilità non è stagionale. È un impegno quotidiano, che accompagna l’animale in ogni fase della vita e in ogni contesto. È anche questo il senso della campagna FNOVI: ricordare che l’animale non è parte della nostra vita solo quando è comodo, ma una responsabilità che ci accompagna sempre.

Anche per questo i medici veterinari continuano a svolgere un ruolo essenziale: aiutare i cittadini a trasformare l’affetto in cura consapevole.

Cordiali saluti,

Daniela Mulas
Consigliera FNOVI

22 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

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