Laboratorio Res: reti, equità, sostenibilità

Laboratorio Res: reti, equità, sostenibilità

Laboratorio Res: reti, equità, sostenibilità

Gentile Direttore, si è svolto a Roma il 24 aprile il primo workshop del Laboratorio RES (Reti, Equità, Sostenibilità), un’iniziativa finalizzata a supportare l’evoluzione organizzativa del Servizio Sanitario Nazionale attraverso modelli di rete integrata, equità di accesso e sostenibilità.

Gentile Direttore,
si è svolto a Roma il 24 aprile il primo workshop del Laboratorio RES (Reti, Equità, Sostenibilità), un’iniziativa finalizzata a supportare l’evoluzione organizzativa del Servizio Sanitario Nazionale attraverso modelli di rete integrata, equità di accesso e sostenibilità.

L’iniziativa, promossa sotto la mia responsabilità scientifica e con il contributo di un qualificato gruppo di esperti — Prof. Federico Lega (Università degli Studi di Milano), Prof. Giuseppe Turchetti (Istituto di Management, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Prof.ssa Federica Morandi (Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma), Prof. Luca Giorgio (Università Europea di Roma) e Dott. Giulio Bigagli (CEO, ApertaMente Srl) — ha coinvolto le Direzioni Strategiche di Aziende Sanitarie e Ospedaliere provenienti da diverse Regioni italiane, in un contesto di confronto strutturato e orientato alla costruzione di una visione condivisa.

Il progetto si inserisce nel quadro delle principali traiettorie di trasformazione del sistema sanitario, già delineate dal DM 77/2022 e dal PNRR (Missione 6 – Salute), che evidenziano la necessità di rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, promuovere modelli di presa in carico multiprofessionali e sviluppare logiche di prossimità e continuità assistenziale.

Nonostante le elevate performance complessive del Servizio Sanitario italiano in termini di esiti di salute, persistono criticità strutturali rilevanti: liste d’attesa, sovraccarico dei Pronto Soccorso, rinuncia alle cure e, soprattutto, disuguaglianze nell’accesso ai servizi, in particolare per i pazienti cronici e fragili e per le popolazioni residenti in aree interne.

In questo contesto, il workshop ha rappresentato un momento di confronto operativo volto a identificare priorità strategiche condivise e azioni concrete, a partire da un caso di riferimento in cui sono state implementate dieci azioni (le “10 leve operative RES”), mirate a garantire, in primis, l’equità delle cure e dell’accesso alla prevenzione e, al contempo, una maggiore sostenibilità del SSN, attraverso la riduzione dell’ospedalizzazione evitabile e del ricorso improprio alle strutture ospedaliere.

Le 10 leve operative RES si articolano lungo cinque dimensioni chiave:

  • Architettura del modello
  • lo sviluppo di reti clinico-assistenziali strutturate, in grado di garantire integrazione ospedale–territorio e gestione coordinata dei percorsi di cura
    • Governance e responsabilità
  • il rafforzamento della multi-professionalità e dell’integrazione socio-sanitaria, con il coinvolgimento di Comuni, organizzazioni professionali e associazioni dei cittadini
  • la valorizzazione della medicina territoriale, con il Medico di Medicina Generale quale “garante e sentinella” all’interno di modelli proattivi, supportati da una governance distrettuale strutturata
    • Processi di presa in carico
  • il potenziamento del raccordo ospedale-territorio, anche attraverso strumenti di teleconsulto e modelli di continuità assistenziale basati sulla collaborazione tra MMG e specialisti
  • lo sviluppo di modelli orientati a migliorare appropriatezza ed efficienza, considerando il peso delle cronicità (>84% delle risorse) e la necessità di ridurre frammentazione e ospedalizzazioni evitabili
  • il miglioramento dell’aderenza terapeutica, quale leva chiave per ridurre eventi avversi e ricorso improprio ai servizi
    • Abilitatori tecnologici e informativi
  • l’introduzione di cruscotti direzionali di monitoraggio a livello di zona-distretto per identificare disomogeneità e criticità di accesso
  • l’utilizzo di strumenti avanzati di analisi dei dati e stratificazione della popolazione, abilitati dall’interoperabilità dei sistemi informativi
    • Impatto su equità e sostenibilità
  • la garanzia di equità di accesso alle cure, inclusi tempi di soccorso adeguati anche nelle aree interne
  • la promozione della partecipazione attiva di professionisti, istituzioni e cittadini come leva strutturale di sostenibilità

A questo primo incontro di approfondimento e condivisione hanno aderito e partecipato diverse istituzioni tra cui ASL Roma 1, ATS Bergamo, ASL della Romagna, AOU Careggi, AUSL di Modena, Grande Ospedale metropolitano di Reggio Calabria, ASL Gallura, ISPRO. I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali della D.ssa Maria Teresa Menzano (Ministero della Salute) del Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie.

Su queste basi si è avviato un percorso di lavoro strutturato, per il quale è già previsto un secondo step nel mese di maggio, con l’obiettivo di tradurre le evidenze emerse in modelli organizzativi replicabili e progressivamente estendibili alle diverse realtà regionali.

L’iniziativa è realizzata anche grazie al contributo non condizionante di Daiichi Sankyo, Fondazione Francesco Calì e Pfizer, a supporto di un progetto di rilevanza strategica per il futuro del Servizio Sanitario.

Enrico Desideri
Esperto Ministro della Salute per la programmazione, organizzazione e gestione delle Aziende sanitarie

Enrico Desideri

28 Aprile 2026

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