L’Intersindacale Sanitaria Abruzzese (ISA) ha dichiarato lo stato di agitazione dei professionisti convenzionati e dipendenti del Servizio Sanitario Regionale – fa sapere Walter Palumbo, coordinatore dell’Intersindacale in un documento – con l’obiettivo di ottenere la convocazione urgente di un incontro con l’Assessore alla Salute Nicoletta Verì, finalizzato a condividere soluzioni riorganizzative della assistenza sanitaria regionale da inserire nel Piano operativo 2026-2028 in via di definizione per risolvere il pesante debito economico accumulato negli ultimi anni.
I punti sollevati dalla protesta riguardano in primis il mancato riordino della rete ospedaliera (proposta con la legge regionale n° 60/2023) e poi la mancata realizzazione delle Aziende Ospedaliere-Universitarie con il coinvolgimento delle Scuole di Medicina della Università di Chieti-Pescara e della Università di L’Aquila sospese nel 2009 a causa del terremoto di L’Aquila.
A cui si aggiungono, si legge nel documento:
- l’urgente salvaguardia delle scuole di specializzazione mediche delle Università,
- le lunghe liste di attesa per le prestazioni di visite specialistiche e di esami diagnostici
- il sovraffollamento dei Pronto Soccorso specie quelli dei capoluoghi di Provincia
- il contenimento della spesa farmaceutica e della spesa per la diagnostica
- l’insufficiente assistenza territoriale per la sempre più grave carenza di medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta.
Criticità “importanti e dispendiose” a cui – si legge ancora – “si aggiunge una eccessiva discrezionalità da parte delle AA.SS.LL. nella applicazione e nella gestione periferica di alcuni provvedimenti regionali”. Nello specifico:
- i tagli alle indennità economiche accessorie agli operatori sanitari,
- le modalità di scelta dei professionisti ai quali viene assegnata la responsabilità di dirigere i Dipartimenti medici e chirurgici a livello aziendale spesso assegnati con la formula del facentefunzioni per periodi oltre quello previsto dalle normative nazionali;
- l’incompleto conferimento degli incarichi di funzione organizzativa apicale a tutte le categorie professionali aziendali;
- l’insufficienza di operatori socio-sanitari nelle Unità operative ospedaliere delle AA.UU.SS.LL., in particolare quelle geriatriche e di lungodegenza, anche perché destinati ad altre mansioni piuttosto che fare assistenza a pazienti;
- la proliferazione di unità UU.OO.CC., UU.OO.SS.DD. e UU.OO.SS., non supportate da una programmazione che dovrebbe essere rapportata a criteri riferibili al Decreto ministeriale n° 70 dell’aprile 2015 e all’Accordo in data 26.03.2012 del Comitato Permanente per la verifica dell’ erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficacia nell’utilizzo delle risorse;
- il sovrannumero delle UU.OO.CC. amministrative nelle AA.SS.LL. rispetto all’Accordo per la verifica dell’ erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza ed efficacia nell’utilizzo delle risorse;
- la mancata regolamentazione nelle AA.SS.LL. di UU.OO.CC. universitarie necessarie a salvare le restanti Scuole di specializzazioni universitarie abruzzesi a rischio chiusura che si aggiungerebbero a quelle recentemente chiuse nella Università di Chieti-Pescara (Anestesia e Urologia);
- la cancellazione/l’accorpamento dei Servizi di Psicologia sotto altre UOC e UOSD negli Ospedali e nei Distretti Sanitari togliendo a questi la specificità di disciplina a sé stante non solo nei SERT ma anche nei Distretti sanitari e nei Consultori familiari;
- le modalità di scelta dei professionisti cui viene assegnata la responsabilità di Centri regionali di riferimento spesso solo con provvedimenti della Giunta Regionale.