Mitili, virus dell‘epatite A etc…

Mitili, virus dell‘epatite A etc…

Mitili, virus dell‘epatite A etc…

Gentile Direttore, mentre cresce progressivamente in Campania e nel Lazio la conta dei casi di epatite A, verosimilmente conseguenti al consumo di molluschi eduli bivalvi (mitili, in primis) contaminati dal virus, ritengo doveroso fare alcune importanti precisazioni....

Gentile Direttore,
mentre cresce progressivamente in Campania e nel Lazio la conta dei casi di epatite A, verosimilmente conseguenti al consumo di molluschi eduli bivalvi (mitili, in primis) contaminati dal virus, ritengo doveroso fare alcune importanti precisazioni.

I mitili innanzitutto, popolarmente definiti cozze, sono organismi invertebrati dotati di una straordinaria capacità di filtrazione, pari a 5-7 litri di acqua marina ogni ora per singolo esemplare, vale a dire ben oltre 100 litri nell’arco delle 24 ore (Di Guardo, 2023)!

Di una siffatta prerogativa si avvalgono una nutrita serie di agenti patogeni, virali, batterici e protozoari, caratterizzati da un ciclo di trasmissione oro-fecale, oltre ad una vasta gamma di contaminanti ambientali persistenti.

Oltre al virus dell’epatite A appare utile citare, tra i primi, batteri quali Salmonella spp., Escherichia coli, Vibrio cholerae e Listeria monocytogenes, unitamente a protozoi quali Toxoplasma gondii, senza trascurare al contempo la possibilità che anche il betacoronavirus SARS-CoV-2 – responsabile della pandemia da CoViD-19 -, una volta eliminato per via fecale, possa andare a contaminare, a sua volta, i mitili presenti e/o allevati nelle acque circostanti (Zheng et al., 2020).

Fra i contaminanti ambientali persistenti, un posto di assoluto rilievo spetta senza alcun dubbio alle micro-nanoplastiche (MNP), la cui presenza via via crescente nei mari e negli oceani del Pianeta desta motivi di fondato allarme (Di Guardo, 2024). Ciò appare ulteriormente giustificato dalla documentata capacità delle MNP di attrarre e concentrare su di sé svariati agenti protozoari zoonosici (e non solo) quali Toxoplasma gondii, Giardia enterica e Cryptosporidium parvum (Zhang et al., 2022), da un lato, nonché una folta gamma di contaminanti ambientali persistenti (quali ad esempio diossine, PCB, metalli pesanti, etc.), dall’altro (Di Guardo, 2023). Se a ciò poi si aggiunge l’acclarato ruolo delle MNP di attrarre e concentrare su di se’ batteri in grado di trasferire, mediante il fenomeno della “trasmissione genetica orizzontale”, i caratteri responsabili della propria antibiotico-resistenza ad altri batteri a loro volta colonizzanti le MNP (Nath et al., 2023), il quadro si complica ulteriormente.

È bene tenere a mente, a tal proposito, che tutte le noxae microbiche e chimiche dianzi citate – seppur “con arrotondamento per difetto” – possono essere assimilate e concentrate dai mitili congiuntamente al virus dell’epatite A, vista e considerata la straordinaria capacità filtratrice da essi posseduta nei confronti dell’acqua marina, che e’ già stata debitamente richiamata in premessa.

A fronte di quanto sin qui esposto, appare doveroso sottolineare con particolare enfasi che, a far tempo dal lontano 1959 e’ in vigore nel nostro Paese (Legge 125/1959) e, a seguire, nell’Unione Europea (Regolamento CE n. 853/2004), una normativa “ad hoc” disciplinante le norme igieniche relative alla produzione, alla depurazione e al commercio dei molluschi eduli bivalvi lamellibranchi, in un’ottica generale “dal mare alla tavola”. Più in dettaglio, i mitili devono essere trattati in appositi centri autorizzati, alias impianti di depurazione che garantiscano un idoneo abbattimento della carica microbica prima della vendita. Una volta depurati, i mitili andranno riposti all’interno di appositi retini di colore blu o verde (fattispecie che ne attesta l’idoneità alla vendita e al consumo), mentre saranno di colore rosso quelli che li accolgono prima del trattamento anzidetto.

Si tratta di misure che offrono piene garanzie di sicurezza ai consumatori e che sarebbe stato più che mai opportuno citare ad ogni piè sospinto nella comunicazione mass-mediatica sui recenti casi di epatite A verosimilmente conseguenti al consumo di mitili contaminati ad opera del virus. Va da sé, pertanto, che l’acquisto di mitili venduti sfusi, non contenuti all’interno dei succitati retini e, nondimeno, consumati crudi, espone i consumatori ad un potenziale rischio “biologico” e “chimico”, vista e considerata l’eccezionale capacità di tali organismi invertebrati di filtrare le acque marine e, con essa, di concentrare al proprio interno tutte le noxae ambientali presenti nell’ecosistema circostante.

In ultima analisi, la sorveglianza epidemiologica e la prevenzione delle infezioni, delle tossinfezioni e delle contaminazioni chimico-ambientali associate al consumo di molluschi eduli bivalvi lamellibranchi richiede una stretta quanto imprescindibile collaborazione intersettoriale fra medici e veterinari, in primis, in una salutare ottica e prospettiva “One Health”, la salute unica di uomo, animali ed ambiente.

Giovanni Di Guardo
DVM, Dipl. ECVP, Già Professore di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo

Bibliografia citata

Di Guardo G. Flood-Associated, Land-to-Sea Pathogens’ Transfer: A One Health Perspective. Pathogens 2023; 12(11):1348. DOI:10.3390/pathogens12111348.

Di Guardo G. Micro-nanoplastics: A serious threat to whales’ health and conservation. BMJ 2024;386:q2095. DOI:10.1136/bmj.q2095. PMID: 39348950.

Nath J., De J., Sur S., Banerjee P. Interaction of microbes with microplastics and nanoplastics in the agroecosystems: Impact on antimicrobial resistance. Pathogens 2023;12:888.

Zhang E., et al. Association of zoonotic protozoan parasites with microplastics in seawater and implications for human and wildlife health. Sci. Rep. 2022;12:6532.

Zheng S., et al. Viral load dynamics and disease severity in patients infected with SARS-CoV-2 in Zhejiang province, China, January–March 2020: Retrospective cohort study. BMJ 2020;369:m1443.

Giovanni Di Guardo

26 Marzo 2026

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