Morti sospette in ambulanza a Meldola, indagato operatore. Fnopi: “Non è un infermiere”

Morti sospette in ambulanza a Meldola, indagato operatore. Fnopi: “Non è un infermiere”

Morti sospette in ambulanza a Meldola, indagato operatore. Fnopi: “Non è un infermiere”

Il soccorritore volontario è accusato di avere provocato la morte di alcuni anziani durante trasporti in ambulanza. La Federazione degli infermieri chiede ai media che stanno utilizzando in modo improprio la qualifica di infermiere l’immediata rettifica”, per tutelare la credibilità degli operatori sanitari e la fiducia dei cittadini.

Morti sospette in ambulanza a Meldola, indagato operatore. Fnopi: “Non è un infermiere”

Il soccorritore volontario è accusato di omicidio volontario di anziani durante trasporti in ambulanza. La Federazione degli infermieri chiede “ai media che stanno utilizzando in modo improprio la qualifica di infermiere l’immediata rettifica”. Le informazioni errate, sottolinea la Fnopi, “minano credibilità degli operatori sanitari e compromettono la fiducia dei cittadini”.

Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi) interviene, a tutela della professione, sulle errate informazioni che alcuni media stanno diffondendo in merito al caso del soccorritore volontario accusato di omicidio volontario di anziani durante trasporti in ambulanza a Meldola, chiedendo la rettifica alle testate che lo hanno definito erroneamente “infermiere”.

“A tutela della verità dei fatti e dell’identità professionale, la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche precisa che la persona coinvolta nelle indagini per le morti in ambulanza a Meldola non è un infermiere iscritto all’Albo, né risulta in alcun modo abilitata all’esercizio della professione infermieristica, che prevede specifici percorsi universitari, il conseguimento di un titolo abilitante, l’iscrizione obbligatoria all’Ordine, con il conseguente rispetto del Codice deontologico”, spiega la Fnopi in un comunicato stampa.

“La Federazione nazionale, con l’Ordine di Forlì-Cesena, territorialmente competente, chiede alle testate che stanno utilizzando in modo improprio la qualifica di infermiere l’immediata rettifica e ha attivato l’ufficio legale in tal senso”.

Un richiamo necessario perché, sottolinea la Fnopi, “l’attribuzione errata della qualifica di infermiere rappresenta un fatto grave, che genera disinformazione e produce un danno diretto all’immagine e alla credibilità di una professione sanitaria fortemente impegnata ad affrontare le criticità del sistema di emergenza-urgenza. In un contesto così delicato, ogni imprecisione rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nel sistema di assistenza e di alterare la corretta percezione di ruoli e responsabilità. Questo, anche nel rispetto per il dolore delle famiglie delle vittime finora accertate, alle quali va la vicinanza di tutta la comunità infermieristica”.

14 Aprile 2026

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