Oncologia in Friuli-Venezia Giulia. Ongaro (Aiom): “Un modello Hub and Spoke consolidato”. La prossimità tra professionisti rafforza la rete

Oncologia in Friuli-Venezia Giulia. Ongaro (Aiom): “Un modello Hub and Spoke consolidato”. La prossimità tra professionisti rafforza la rete

Oncologia in Friuli-Venezia Giulia. Ongaro (Aiom): “Un modello Hub and Spoke consolidato”. La prossimità tra professionisti rafforza la rete

Alla base del modello regionale, la collaborazione tra professionisti, una formazione unitaria e un nuovo Piano oncologico orientato all'uniformità dei percorsi di cura

Con quasi 1,2 milioni di abitanti e circa 9mila nuove diagnosi di tumore ogni anno; il Friuli-Venezia Giulia si confronta con una popolazione oncologica in costante evoluzione. Secondo i dati del Registro Tumori regionale, infatti, sono quasi 90mila le persone che vivono dopo una diagnosi di tumore maligno e quasi la metà convive con la malattia da oltre dieci anni. Un dato che, secondo Elena Ongaro, Coordinatrice regionale AIOM Friuli-Venezia Giulia e dirigente medico dell’Oncologia medica e prevenzione oncologica del Centro di riferimento oncologico di Aviano, testimonia i progressi della medicina, ma impone anche un cambiamento nell’organizzazione dell’assistenza.

“Questo è un dato da interpretare con attenzione, perché da un lato racconta la storia di un successo della medicina moderna che permette a sempre più persone di sopravvivere e convivere con la malattia, ma dall’altro impone la necessità di avere un sistema capace di prendersi cura della cronicità”.

Il territorio regionale presenta caratteristiche geografiche molto diverse, con aree montane, costiere e zone più periferiche dove raggiungere i centri di cura può rappresentare una difficoltà, soprattutto per le persone anziane e più fragili. Per rispondere a questa complessità, il sistema sanitario regionale è organizzato secondo un modello Hub and Spoke, con tre Hub di riferimento e otto Spoke territoriali che garantiscono la presa in carico diagnostica, il follow-up e le terapie di prossimità, mantenendo un collegamento costante con i centri di riferimento per le prestazioni più complesse.

Accanto all’organizzazione formale della Rete oncologica regionale, Ongaro individua però un elemento distintivo che rappresenta una peculiarità del Friuli-Venezia Giulia: la stretta collaborazione tra i professionisti. “In Friuli-Venezia Giulia, complici proprio queste brevi distanze chilometriche, i professionisti coinvolti nei percorsi diagnostico-terapeutici vantano conoscenze dirette, reciproche e reali. Questa prossimità professionale si traduce in una vera disponibilità alla collaborazione a vantaggio diretto dei pazienti”.

A rafforzare ulteriormente questa coesione contribuisce la presenza di un’unica Scuola di specializzazione in Oncologia medica, nell’ambito dell’Università degli Studi di Udine, che forma gli specialisti attraverso una rete diffusa su tutto il territorio regionale. “Avere un unico percorso formativo per i futuri specialisti significa costruire fin dall’inizio una comunità professionale unita che condivide linguaggio, metodo e standard di cura elevati”.

Proprio su questi presupposti – dati epidemiologici consolidati, modello Hub and Spoke, collaborazione tra professionisti e formazione comune – si sviluppa il Piano della Rete oncologica regionale per il triennio 2025-2027. Il documento punta a uniformare i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali nelle diverse aziende sanitarie, sviluppare un sistema informativo oncologico unico per tutta la regione e garantire equità di accesso alle cure anche attraverso la concentrazione delle procedure chirurgiche più complesse nei centri con maggiore esperienza.

Tra le priorità individuate dalla Coordinatrice regionale AIOM figura anche il rafforzamento della prevenzione secondaria. Sebbene il Friuli-Venezia Giulia registri tassi di adesione ai programmi di screening superiori alla media nazionale, i livelli di partecipazione restano ancora distanti dagli obiettivi indicati a livello nazionale ed europeo. Per questo AIOM Friuli-Venezia Giulia promuove da anni iniziative di informazione scientifica rivolte alla popolazione, con l’obiettivo di diffondere una corretta cultura della prevenzione e sensibilizzare sull’importanza degli screening e dei corretti stili di vita.

Nel racconto di Ongaro emerge così una rete oncologica ancora in evoluzione sul piano organizzativo, ma già sostenuta da una forte identità professionale. Più che sulle dimensioni del sistema, il modello del Friuli-Venezia Giulia si fonda sulla prossimità tra i professionisti, sulla condivisione delle competenze e su una formazione comune, elementi che, insieme all’obiettivo di uniformare i percorsi di cura, rappresentano la base per garantire ai cittadini un’assistenza oncologica omogenea e di qualità su tutto il territorio regionale.

Marzia Caposio

17 Settembre 2026

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