PMA, AIFA accoglie la richiesta di AIFe. Il Segretario Generale Ginefra:”Sanato il paradosso dell’età, ora serve una rivoluzione culturale”

PMA, AIFA accoglie la richiesta di AIFe. Il Segretario Generale Ginefra:”Sanato il paradosso dell’età, ora serve una rivoluzione culturale”

PMA, AIFA accoglie la richiesta di AIFe. Il Segretario Generale Ginefra:”Sanato il paradosso dell’età, ora serve una rivoluzione culturale”

Accolta da AIFA la richiesta di AIFe (Associazione Italiana Fertilità) di armonizzare i limiti di età per la prescrizione dei farmaci della PMA con quanto previsto dai LEA. Il Segretario Generale Ginefra: superata un'incongruenza normativa, ora è necessario promuovere una nuova cultura della fertilità

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha accolto la richiesta di armonizzazione normativa avanzata da AIFe (Associazione Italiana Fertilità), allineando i limiti di età per la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN) dei farmaci per la Procreazione medicalmente assistita (PMA) con quanto previsto dal nomenclatore tariffario dei Livelli essenziali di assistenza (LEA).

La decisione pone fine a un’incongruenza normativa: la Nota AIFA 74 limitava la rimborsabilità dei farmaci fino ai 45 anni, mentre i LEA garantiscono il diritto alle tecniche di PMA fino al compimento del 46° anno di età della donna.

“Pur riconoscendo il dibattito scientifico e i dubbi clinici sull’opportunità di stimolare farmacologicamente una donna oltre i 45 anni, questo allineamento normativo era un atto dovuto che abbiamo fortemente richiesto e ottenuto – commenta l’avvocato Dario Ginefra, Segretario Generale di AIFe – Il compito di AIFe è tutelare e rappresentare anche la più piccola percentuale di soggetti interessati. La coerenza del nostro ordinamento giuridico e l’accesso ai diritti fondamentali non si misurano con il pallottoliere. Non potevamo più accettare la discriminazione economica e il paradosso di pazienti che, pur avendo diritto alle prestazioni LEA, erano costrette a pagare di tasca propria i farmaci propedeutici al trattamento.”

Medicina della riproduzione in Italia: serve una riflessione più ampia

L’iniziativa legale e istituzionale si è basata su un consolidato orientamento giurisprudenziale – richiamato anche dal Consiglio di Stato – secondo cui la terapia farmacologica rappresenta una componente essenziale del percorso di PMA e non può essere assoggettata a limiti discriminatori.

Risolta l’incongruenza normativa, l’avvocato Ginefra invita a una riflessione più ampia sul futuro della medicina della riproduzione in Italia. Il risultato ottenuto, sottolinea il Segretario Generale di AIFe, non deve creare false aspettative, poiché la biologia impone limiti che impediscono di ottenere gravidanze “vita natural durante” utilizzando esclusivamente i propri gameti freschi.

Vincoli ideologici e culturali

L’Italia, osserva Ginefra, deve affrontare i vincoli ideologici e culturali che ancora ostacolano due aspetti fondamentali della PMA moderna: la donazione di gameti (fecondazione eterologa) e il social freezing.

Nel nostro Paese la fecondazione eterologa continua a incontrare resistenze culturali, tanto che gran parte dei gameti utilizzati viene ancora importata dall’estero.

Manca inoltre un’informazione adeguata e un supporto strutturato al social freezing, cioè la crioconservazione preventiva degli ovociti per motivi non medici, che consente di preservare la fertilità in età più giovane in vista di una futura gravidanza.

Consentire alle giovani donne di preservare la fertilità quando è al suo apice, per poi potervi accedere in futuro per motivi sociali, professionali o personali, è fondamentale per una genitorialità consapevole.

“Per tutelare efficacemente la natalità, bisogna abbandonare l’illusione della fertilità eterna – conclude il Segretario Generale di AIFe – È necessario investire culturalmente, scientificamente e in termini di coperture sanitarie sia sui percorsi di donazione, sia sulla tutela preventiva della fertilità biologica, offrendo soluzioni concrete, trasparenti e sostenibili nel tempo. Anche di questo parleremo nel nostro Congresso del prossimo 15 luglio a Roma. Durante lo stesso presenteremo una proposta di misure strutturali per affrontare, anche in Italia, il tema della denatalità che offriremo ai Gruppi parlamentari in vista della costruzione dei programmi elettorali per le politiche del prossimo anno: il Manifesto Fertilità 2030”.

26 Giugno 2026

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