Con i 18 voti a favore della maggioranza, mentre la minoranza non ha partecipato al voto, l’Aula del Consiglio regionale della Liguria ha approvato il Disegno di legge 85 Disegno di legge 85: “Disposizioni di riordino del servizio sanitario regionale e modifica all’articolo 29 della legge regionale 7 novembre 2013, n. 33 (Disciplina del sistema di trasporto pubblico regionale e locale e del Piano regionale integrato delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti (PRIIMT)”.
La decisione dell’Opposizione, spiega una nota del Consiglio regionale, è arrivata dopo il rifiuto della maggioranza di sospendere la seduta per incontrare una delegazione di lavoratori del comparto sanitario, sospensione richiesta prima dai consiglieri di minoranza e poi dagli stessi rappresentanti sindacali del settore sanità, che hanno assistito alla seduta protestando dai posti riservati al pubblico. I gruppi di minoranza prima hanno spesso di partecipare ai lavori e, infine, hanno abbandonato l’aula.
Soddisfazione per l’approvazione espressa in una nota dal presidente della Regione, Marco Bucci: “Questa riforma, voglio ribadirlo, ha come obiettivo quello di utilizzare meglio le risorse e incrementare quelle a disposizione della cura, dei territori, dei servizi ai malati e ai cittadini. La nostra è una scelta di responsabilità nei confronti dei liguri: per questo la direzione scelta è quella di unificare quello che non ha senso mantenere frammentato, cioè funzioni amministrative, tecniche e di supporto, il cosiddetto back office, tutto quello che non è a diretto contatto con il cittadino e il malato. Al contrario avviciniamo e rafforziamo i servizi alle persone: presìdi, distretti, medicina di base, cure domiciliari e presa in carico dei pazienti cronici restano dove devono stare, vicini alle persone e alle comunità. Questo è possibile adottando una regia unica, per standardizzare i processi, ridurre sprechi, liberare energie professionali e reinvestire risorse nell’assistenza, per una sanità più efficiente e quindi più equa e sempre di più al servizio delle persone”.
“Cinque aziende sanitarie rischiano di generare frammentazione, duplicazioni, diseguaglianze e costi amministrativi che sottraggono risorse ai servizi. Un’unica Asl permette di predisporre un sistema sanitario più semplice da governare, con condizioni e retribuzioni uniformate al rialzo a livello regionale e che, nelle declinazioni operative delle cinque Aree sanitarie locali, sarà più vicino alle persone, più forte nelle cure territoriali e più competitivo nell’alta specialità ospedaliera”, ha concluso Bucci.
Per l’assessore alla Salute, Massimo Nicolò, l’approvazione in Consiglio regionale della riforma del Servizio Sanitario Regionale rappresenta un passaggio storico per la Liguria: “Con questo provvedimento compiamo una scelta chiara e netta: dotare la nostra regione di un sistema sanitario moderno, integrato e realmente capace di rispondere alle sfide del presente e del futuro. La Liguria è la regione più anziana d’Europa: un dato che non possiamo più limitarci a citare, ma che siamo chiamati a governare con responsabilità politica e visione strategica. L’invecchiamento della popolazione comporta un aumento della fragilità, della complessità clinica e della domanda di servizi territoriali: esigenze che un sistema frammentato non sarebbe più in grado di soddisfare. Con questa riforma superiamo definitivamente la dispersione organizzativa e costruiamo un modello unitario, fondato su una governance regionale forte, capace di guidare il cambiamento e garantire equità e qualità delle cure”.
“È una riforma che semplifica, avvicina e rende più efficace l’intero sistema: un passo avanti decisivo per offrire ai cittadini risposte concrete, non burocrazia. E voglio dirlo con chiarezza: abbiamo portato a casa questa riforma che non è un semplice intervento tecnico, ma il frutto di una scelta coraggiosa, che rimette al centro la persona e il diritto alla salute. È una riforma che guarda lontano, che protegge il futuro dei liguri e che rende il nostro Servizio sanitario più sostenibile, più efficiente e realmente vicino a chi ogni giorno chiede assistenza e attenzione”, ha concluso l’assessore.
Scheda della legge
Il documento prevede un nuovo modello sanitario con una governance unitaria e la riduzione del numero delle aziende sanitarie e, inoltre, fondi aggiuntivi per il trasporto pubblico locale dell’area metropolitana di Genova.
La Riforma Sanitaria
Struttura
1) Viene creata una azienda regionale sociosanitaria unica su tutto il territorio ligure che ricomprende tutte le attuali 5 aziende sociosanitarie liguri che diventano aree, come anche Liguria Salute: la nuova azienda assume il nome di Azienda Tutela Salute Liguria (ATS Liguria). ATS si articola in 5 Aree sociosanitarie liguri (Asl), che corrispondono ai territori delle attuali 5 aziende sociosanitarie liguri, che diventeranno articolazioni operative e territoriali dell’Azienda sociosanitaria territoriale ligure con funzioni di raccordo organizzativo tra la direzione dell’Azienda e i distretti, i presìdi ospedalieri, i dipartimenti e saranno dotate di autonomia gestionale e operativa secondo gli indirizzi aziendali e sulla base degli obiettivi e delle risorse a esse attribuiti. ATS sarà guidata da un Direttore generale che sarà coadiuvato da un direttore sanitario, un direttore amministrativo e da un direttore sociosanitario. All’interno di ATS Liguria viene istituita un’area che dovrà centralizzare i servizi amministrativi (Liguria Salute), le procedure di reclutamento del personale, gli acquisti unificati, la gestione unitaria della logistica e dei magazzini, il coordinamento dei laboratori e della diagnostica per immagini. La dimensione territoriale in cui si integrano i servizi sanitari e sociosanitari territoriali e si realizza la presa in carico unitaria della persona, superando la separazione tra sanitario e sociale, avverrà in stretto raccordo con i Comuni. Ciascuna delle 5 nuove Asl sarà retta da un Direttore di Area, che risponderà al Direttore Generale dell’Azienda unica.
Funzioni del Direttore generale: realizzare l’integrazione delle cinque aziende sociosanitarie liguri e di Liguria Salute, assicurare la risposta sanitaria assistenziale, promuovere modelli organizzativi basati su criteri di appropriatezza, sostenibilità ed efficienza, realizzare la massima integrazione tra ospedale e territorio, garantendo la continuità assistenziale. La durata dell’incarico di Direttore generale, che è nominato dalla Giunta regionale, non può essere inferiore a tre e superiore a cinque anni.
Funzioni del Direttore di area: viene nominato dal Direttore generale dell’ATS Liguria e avrà la gestione operativa dei servizi sanitari e sociosanitari dell’area, allocazione e controllo del budget assegnato dalla Direzione generale, coordinamento dei distretti e delle strutture ospedaliere locali, monitoraggio, valutazione e controllo dei servizi territoriali, compresi i tempi di attesa, collaborazione con i sindaci del territorio di riferimento.
2) L’attività ospedaliera metropolitana viene riorganizzata:
A) Dal primo gennaio 2026 viene creata una struttura ospedaliera metropolitana, denominata IRCCS Azienda ospedaliera Metropolitana (AOM) costituita da IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Ospedali Galliera, Villa Scassi ed Erzelli. I rapporti con l’Ente ospedaliero Galliera, che è dotato di personalità giuridica pubblica e autonomia organizzativa, gestionale, patrimoniale e contabile, saranno disciplinati da una apposita convenzione. L’IRCCS AOM conserva la qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico e la natura di policlinico per quanto riguarda la didattica e i rapporti con l’Università degli studi di Genova. ll Direttore generale di AOM sarà nominato dalla Giunta Regionale e lavorerà in stretta collaborazione con i direttori dei presidi ospedalieri Policlinico San Martino, Ospedale Galliera, Villa Scassi ed Erzelli
B) IRCCS Istituto Giannina Gaslini.
C) Ospedale Evangelico Internazionale
Ruolo della Conferenza dei sindaci
La Conferenza dei sindaci dei Comuni liguri esprime i bisogni sociosanitari delle comunità locali e corrisponde alle esigenze sanitarie della popolazione e, per svolgere queste funzioni, nomina un Comitato di rappresentanza composto dal presidente della Conferenza, che lo presiede, e dai presidenti delle conferenze dei sindaci delle ASL. La Conferenza dei sindaci dell’ATS Liguria, nell’ambito della programmazione regionale e delle risorse definite, garantisce la concertazione e la cooperazione tra l’ATS Liguria e gli enti locali, contribuisce a delineare le linee di indirizzo e di attività dell’ATS Liguria e a definire la programmazione e le modalità di integrazione della risposta ai bisogni di salute che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale.
Finalità della riforma
Ridurre le liste d’attesa, superare la disomogeneità della risposta territoriale alla domanda di cura, risolvere la frammentazione e duplicazione dei servizi, la carenza di personale sanitario e la non funzionale allocazione del personale amministrativo. La nuova organizzazione permetterà di superare la frammentazione tra sanitario e sociale, in stretto raccordo con i Comuni, di realizzare economie di scala, ridurre i costi di gestione e razionalizzare l’utilizzo delle risorse.
Organizzazione del personale
Il personale in servizio alla data del 31 dicembre 2025 presso le Aziende sociosanitarie liguri 1, 2, 3, 4 e 5 con contratto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato o determinato, è trasferito dal 1° gennaio 2026, senza soluzione di continuità all’ATS Liguria, fatta eccezione per quello assegnato al plesso Villa Scassi, che è trasferito all’IRCCS AOM. Viene trasferito presso ATS Liguria il personale medico con rapporto di lavoro in convenzione, con il mantenimento, in prima applicazione, delle medesime funzioni e ambiti di attività. In fase di prima applicazione, il personale trasferito presso ATS Liguria e IRCCS AOM mantiene il trattamento giuridico ed economico in godimento, gli incarichi e le indennità in essere, al momento del trasferimento.
Sono stati votati 34 emendamenti, di cui 29 di minoranza e 5 di maggioranza.
E’ stato approvato un emendamento, presentato da Enrico Ioculano (Pd), che introduce fra le funzioni della Conferenza dei sindaci dell’Azienda tutela salute Liguria (ATSL) l’espressione di un parere anche sul bilancio di previsione pluriennale in modo da programmare per un periodo più lungo le azioni per le risposte alle esigenze della salute.
E’ stato approvato un secondo emendamento presentato sempre da Enrico Ioculano (Pd) che, al fine di facilitare l’integrazione socio sanitaria e l’efficientamento delle risorse professionali e strumentali dei servizi, prevede accordi fra il servizio sanitario regionale (Aree sociosanitarie locali) e i Comuni (Ambiti territoriali sociali) per facilitare l’accesso dei cittadini attraverso i Punti unici di accesso (Pua) nelle Case di comunità con il supporto del terzo settore.
E’ stato approvato un emendamento presentato da Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente) che ha lo scopo di garantire una analisi della quota capitaria su tutto il territori regionale in modo da rispondere in maniera capillare alle esigenze del cittadino per disincentivare sia la migrazione sanitaria interna che quella extraregionale.
Approvato un secondo emendamento di Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente) che ha introdotto per i direttori amministrativo e sanitario dell’Ircc Aom il tetto al trattamento economico nella misura dell’80% del compenso del direttore generale, così come già previsto per i direttori amministrativo, sanitario e sociosanitario di ATS Liguria.
Approvato un terzo emendamento di Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente) che dispone che il direttore del dipartimento interaziendale è nominato dalla giunta su proposta dei direttori generali delle aziende sanitarie ed enti equiparati che fanno parte del dipartimento.
Approvato un emendamento di Gianmarco Medusei (FdI) con cui viene uniformato all’interno del Sistema sanitario regionale le strutture previste dal decreto ministeriale 77 del 2022 e del dpcm del 2017 (Lea prevenzione collettiva e sanità pubblica) in modo da rappresentare la situazione già in atto da anni in Liguria e nelle altre Regioni.
Approvato un quarto emendamento di Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente) di natura organizzativa relativamente alla gestione del personale della Suar (Stazione unica appaltante) e del Cras (Centro recupero animali selvatici).
E’ stato approvato un terzo emendamento presentato da Enrico Ioculano (Pd) che conferma l’individuazione delle tre aree ottimali: Levante, Città metropolitana e Ponente, come ambiti territoriali in grado di assicurare prestazioni sanitarie di elevata complessità con volumi di attività coerenti con i principi di efficienza ed economicità e con una distribuzione geografica compatibile con la piena accessibilità dei cittadini.
Cronoprogramma vincolante Pnrr
Con 18 voti contrari (maggioranza) è stato respinto l’ordine del giorno 223, presentato da Enrico Ioculano (Pd), che impegna la Giunta a presentare alla commissione competente, entro tre mesi un cronoprogramma vincolate e dettagliato per completare la rete territoriale del Decreto ministeriale 77 del 2022 entro giugno 2026; a presentare alla commissione competente report trimestrali sull’avanzamento del Pnrr con indicatori su risorse impegnate e rendicontate, stato di avanzamento dei lavori per ogni struttura, personale assunto o ad assumere, servizi attivati, criticità e azioni correttive; a pubblicare sul sito regionale dashboard (grafico, ndr) pubblico di monitoraggio Pnrr con un aggiornamento mensile sullo stato di avanzamento per ogni struttura territoriale.