Riforma Ssn. Audizione Cimo-Fesmed al Senato: “Ddl insufficiente a superare criticità”

Riforma Ssn. Audizione Cimo-Fesmed al Senato: “Ddl insufficiente a superare criticità”

Riforma Ssn. Audizione Cimo-Fesmed al Senato: “Ddl insufficiente a superare criticità”

Tra le principali problematiche segnalate figurano l’eccessiva genericità della delega al Governo, l’assenza di finanziamenti adeguati, il rischio di frammentazione dell’assistenza con l’introduzione degli ospedali elettivi e le incertezze su risorse umane e sostenibilità organizzativa.

Questa mattina la Federazione Cimo-Fesmed è stata audita dalla Commissione Affari sociali del Senato sul Ddl n. 1825 relativo alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, esprimendo una valutazione complessivamente critica.

Pur riconoscendo l’urgenza di intervenire sull’assetto del Servizio sanitario nazionale, il Presidente Cimo-Fesmed Guido Quici ha evidenziato come il provvedimento, nella sua formulazione attuale, non sia in grado di risolvere le principali criticità del sistema. In particolare, è stata sottolineata la persistente frammentazione organizzativa tra ospedale e territorio, pubblico e privato, personale dipendente e convenzionato, che ostacola la continuità assistenziale e penalizza i pazienti.

Cimo-Fesmed ha inoltre richiamato il rischio di ripetere errori già compiuti in passato: una riorganizzazione della rete ospedaliera non accompagnata da un reale potenziamento dell’assistenza territoriale potrebbe infatti aggravare la pressione su ospedali e Pronto soccorso.

Tra i principali elementi di criticità segnalati, figurano l’eccessiva genericità della delega al Governo, l’assenza di finanziamenti adeguati, il rischio di frammentazione dell’assistenza con l’introduzione degli ospedali elettivi e le incertezze su risorse umane e sostenibilità organizzativa.

Particolare preoccupazione desta il modello degli ospedali elettivi privi di Pronto soccorso, che potrebbe compromettere la continuità delle cure, aumentare i trasferimenti dei pazienti e rendere meno attrattive le strutture di emergenza per il personale sanitario.

“La riforma del Servizio sanitario nazionale – ha dichiarato Quici – deve essere affrontata con una visione integrata, garantendo risorse adeguate e superando l’attuale organizzazione a silos”.

La Federazione Cimo-Fesmed ribadisce quindi la necessità di una revisione del provvedimento, con interventi strutturali che assicurino maggiore equità nell’accesso alle cure, e si dichiara disponibile ad offrire il proprio contributo tecnico nella stesura dei decreti legislativi.

09 Aprile 2026

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