Salute Mentale. Le 5 novità che cambiano la psichiatria pubblica

Salute Mentale. Le 5 novità che cambiano la psichiatria pubblica

Salute Mentale. Le 5 novità che cambiano la psichiatria pubblica

Nel Pansm, programmazione unitaria, centralità dei Dipartimenti, integrazione ospedale-territorio, percorsi dedicati per i pazienti autori di reato e risorse economiche dedicate segnano una svolta per risolvere le emergenze di questi anni, evidenzia il Coordinamento Nazionale Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura

Un disegno nazionale unitario, il rilancio del ruolo pubblico dei Dipartimenti di Salute Mentale, l’integrazione reale tra ospedale e territorio, percorsi strutturati per i pazienti autori di reato e, finalmente, risorse economiche dedicate.

Sono queste le cinque novità principali introdotte dal Piano d’Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM), approvato dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni a fine 2025. Un passaggio che segna un cambio di passo dopo oltre vent’anni di progressivo impoverimento dei servizi sulle quali il Coordinamento Nazionale Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura punta i riflettori.

“Negli ultimi anni si è parlato molto di salute mentale come di un’emergenza montante che ha colpito gruppi diversi di popolazione – spiega Emi Bondi, presidente Coordinamento Nazionale SPDC -. Tra questi, in particolare, adolescenti, in merito a un maggior bisogno di cure, al rischio suicidario e a una risposta da parte dei servizi spesso inadeguata; utilizzatori di nuove sostanze d’abuso, che rappresentano un fattore di incremento delle emergenze comportamentali, degli accessi in pronto soccorso e della psicopatologia; migranti, come area di soggetti esposta a specifici fattori di stress che richiedono assistenza dedicata nell’area della salute mentale; soggetti autori di reato nelle carceri e nei percorsi psichiatrico-forensi, con la necessità di garantire specifici percorsi di cura che assicurino salute e sicurezza; e anziani, con particolare riferimento a soggetti fragili, soli e non autosufficienti. Il PANSM – aggiunge l’altro presidente, Giancarlo Cerveri – affronta tutte queste emergenze e offre l’opportunità di soluzioni che vanno progettate e costruite giorno per giorno. Sono quelle che noi abbiamo definito ‘le cinque novità’ e che, come Coordinamento Nazionale SPDC, intendiamo sottolineare”:

1 – Un progetto nazionale con una volontà programmatoria unitaria, che si oppone alla frammentazione del Servizio sanitario. I servizi territoriali e ospedalieri per la salute mentale, a fronte di scelte competitive – con altre discipline, con il privato e con le Università – nelle singole realtà territoriali, hanno patito un profondo impoverimento nel corso degli ultimi venticinque anni. Una visione nazionale consente di esprimere con maggiore chiarezza un intento programmatorio univoco che spesso finisce per perdersi in visioni localistiche.

2 – La centralità dei Dipartimenti di Salute Mentale. Pur nella pluralità dei soggetti che si occupano delle persone sofferenti di patologie psichiche – enti privati, fondazioni, associazioni – il governo della domanda e la gestione complessiva della risposta di cura vengono riproposti come essenzialmente di matrice pubblica. Questo garantisce un sistema capace di declinare le risposte secondo i bisogni in modo equo e universalistico.

3 – Una risposta di cura fondata sulla presa in carico e sull’integrazione dei servizi, tra ospedale e territorio, ma anche tra i servizi che si occupano di psichiatria dell’adulto e del minore, di dipendenze e di disagio psicologico. Si propone un Dipartimento capace di garantire una risposta adeguata in funzione dei bisogni e di assicurare la prosecuzione delle cure.

4 – La definizione di percorsi di cura destinati ai soggetti autori di reato, con l’intento, non facile, di garantire assistenza e sicurezza, inclusa quella degli operatori.

5 – La previsione di un finanziamento economico triennale che, pur non essendo ancora pienamente soddisfacente a coprire tutte le carenze accumulate in oltre vent’anni in cui la politica si è “dimenticata” dei bisogni di salute mentale, ha il pregio di aver riportato il tema al centro del dibattito politico. 

“Gli SPDC – concludono i presidenti Bondi e Cerveri – rappresentano il punto di ingresso della patologia psichiatrica quando essa si manifesta nelle forme più acute e gravi; per questo saranno uno degli ambiti in cui lo sforzo innovativo contenuto nel Piano troverà una declinazione particolarmente intensa”.

12 Gennaio 2026

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