Sanità militare. Il Ministero della Salute: “La riforma è solo sussidiaria, nessuna sottrazione di risorse al Ssn”

Sanità militare. Il Ministero della Salute: “La riforma è solo sussidiaria, nessuna sottrazione di risorse al Ssn”

Sanità militare. Il Ministero della Salute: “La riforma è solo sussidiaria, nessuna sottrazione di risorse al Ssn”

Il sottosegretario alla Giustizia Balboni replica alla Camera a un'interrogazione di Ricciardi (M5S): "La sanità militare concorrerà in via programmata, senza funzioni sostitutive". Possibilità di attività libero-professionale per il personale sanitario militare.

La Camera dei Deputati ha discusso oggi un’interrogazione presentata da Marianna Ricciardi (M5S) sulla riforma della sanità militare. A rispondere, a nome del Ministero della Salute, è stato il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, che ha illustrato i contenuti del decreto legislativo di riordino, attualmente in fase di definizione.

Il provvedimento, ha spiegato Balboni, dà attuazione alla delega conferita dal Parlamento per la revisione dello strumento militare nazionale e interviene sulla struttura organizzativa del Servizio sanitario militare secondo “criteri interforze e di specializzazione”.

I pilastri della riforma
Balboni ha elencato i punti qualificanti del decreto. In primo luogo, l’adeguamento delle strutture e delle risorse “anche ai fini del loro impiego a supporto del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto del principio di sussidiarietà e senza alcuna funzione sostitutiva del servizio pubblico”. In secondo luogo, la possibilità per il personale sanitario militare di svolgere attività libero-professionale all’interno delle strutture dell’amministrazione, sulla base di convenzioni con i Ministeri competenti e le Regioni. Infine, il coinvolgimento di Difesa Servizi S.p.A., “nei limiti delle proprie finalità istituzionali”, per favorire sinergie organizzative e strumentali, “senza incidere sull’erogazione istituzionale delle prestazioni”.

Il sottosegretario ha precisato che i profili attuativi saranno definiti con successivi provvedimenti, nel rispetto del riparto di competenze tra Stato e Regioni e della normativa sanitaria vigente.

Nessuna sottrazione di risorse al Ssn
Balboni ha respinto le critiche secondo cui la riforma potrebbe configurare una destinazione prioritaria di risorse del Servizio sanitario nazionale verso circuiti distinti. “Non è configurata alcuna destinazione prioritaria – ha affermato – né alcuna sottrazione alle finalità pubbliche: il contributo della sanità militare si colloca esclusivamente in un’ottica sussidiaria”.

Sul tema dell’accreditamento e del convenzionamento, il decreto non introduce sistemi autonomi ma richiama la disciplina vigente del decreto legislativo 502 del 1992. I rapporti saranno regolati mediante accordi con le Regioni e le aziende sanitarie locali, nel rispetto della programmazione sanitaria e dei limiti di spesa. I provvedimenti attuativi saranno adottati in coerenza con l’intesa in Conferenza unificata.

Attività libero-professionale e convenzionamento
Quanto alla possibilità per il personale sanitario militare di svolgere attività libero-professionale, Balboni ha chiarito che il convenzionamento con strutture pubbliche o private accreditate è limitato “ai casi di indisponibilità di spazi interni per l’attività libero-professionale” e non configura “alcuna esternalizzazione dell’attività istituzionale”. Il decreto, ha aggiunto, non reca disposizioni sul CUP unico regionale: eventuali profili applicativi saranno definiti in sede attuativa.

La risposta sul conflitto di interessi
Balboni ha infine replicato alle preoccupazioni su un presunto conflitto di interessi tra l’attività di poliambulatori privati accreditati con il Ssn e l’organizzazione sanitaria militare. “Non si comprende – ha dichiarato – come l’attività di un poliambulatorio privato accreditato con il Servizio sanitario nazionale possa interferire con un’organizzazione sanitaria militare che opera esclusivamente in funzione sussidiaria e di supporto al Servizio sanitario nazionale”.

Il sottosegretario ha concluso ribadendo che la disciplina delle attività sanitarie e libero-professionali sarà definita nel rispetto della normativa vigente in materia di trasparenza, anticorruzione e controllo, secondo i principi di legalità e imparzialità cui è soggetta l’azione di ogni pubblica amministrazione.

In conclusione”, ha affermato Balboni, “il provvedimento si colloca in piena coerenza con il quadro normativo già vigente e le competenze istituzionali già definite, senza sovrapposizioni con il Servizio sanitario nazionale, configurando un modello di supporto sussidiario, programmato e funzionale all’interesse pubblico”.

15 Maggio 2026

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