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Patto salute. Lettera aperta a Lorenzin, Errani e Fassino: “Chiuderlo subito e aprire un nuovo cantiere sociale”

L’hanno scritta 11 rappresentanti del volontariato e della società civile. Da don Ciotti del Gruppo Abele a Pietro Barbieri della Fish. Nella lettera, auspicando una rapida conclusione del Patto per la Salute per il rilancio del Ssn, si chiede anche di “aprire un cantiere sociale” per la riorganizzazione del sistema socio sanitario. LA LETTERA.

30 GEN - “In questi giorni Governo e Conferenza delle Regioni hanno ripreso il confronto sul nuovo Patto per la Salute. E’ un segnale positivo: perché bisogna mettere subito in sicurezza il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), duramente provato da anni di tagli lineari”.
 
Si apre così la lettera aperta inviata oggi da 11 rappresentanti del volontariato e della società civile (Pietro Barbieri della Fish, Giorgio Bignami del Forum Droghe, Stefano Cecconi di Sos Sanità, don Luigi Ciotti del Gruppo Abele, Enzo Costa di Auser, Giovanna Del Giudice del Forum Salute Mentale, Girolamo Digilio di Unasam, Maria Grazia Giannichedda della Fondazione Basaglia, Gavino Maciocco di SaluteInternazionale, Tiziano Vecchiato della Fondazione Zancan e don Armando Zappolini della Cnca) al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani e al presidente dell’Anci Piero Fassino per auspicare una rapida chiusura del Patto per la Salute e soprattutto per chiedere di “aprire un cantiere sociale” per la riorganizzazione del sistema socio sanitario.

 
“Pensiamo - scrivono gli undici - a un “cantiere” di partecipazione democratica, che coinvolga il sindacato confederale e le grandi associazioni impegnate nella tutela dei diritti sociali nel nostro Paeseper restituire voce e potere ai cittadini e alle loro rappresentanze”.
“Un cantiere sociale - prosegue la lettera - che affronti i bisogni imposti dalla situazione epidemiologica e demografica: le patologie croniche e le non autosufficienze che spesso le accompagnano. Mentre crescono bisogni alta valenza sociale. Come nel campo delle dipendenze, e della salute mentale dove è richiesto un intervento non solo medico, ma anche, e soprattutto, di inclusione sociale e lavorativa”.
 
Questa l’agenda delle priorità proposte ai rappresentanti del Governo, delle Regioni e dei Comuni:
· prevenzione e promozione della salute, in tutte le età della vita. Agendo sui “determinanti” che fanno salute (o malattia) e che influenzano gli stili di vita: reddito, istruzione, lavoro, ambiente …
· vera integrazione fra assistenza sociale e sanitaria, che deve diventare il cuore della revisione dei LEA sanitari, e per definire i Livelli essenziali delle prestazioni Sociali.
· potenziare i servizi nel territorio(con la riconversione e la riqualificazione della rete ospedaliera e dei ricoveri): assistenza distrettuale, domiciliare, cure primarie, case della salute, servizi di comunità e di iniziativa.
· universalità nell’accesso ai servizi, anche superando un sistema iniquo di compartecipazione, che esclude dalle cure milioni di persone. Perché il diritto alla salute e alle cure non è garantito dal mercato.
 
Leggi la lettera integrale.

30 gennaio 2014
© Riproduzione riservata


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