Contraccezione e aborto gratuiti. Obama ci ripensa. Esentate le strutture cattoliche

Contraccezione e aborto gratuiti. Obama ci ripensa. Esentate le strutture cattoliche

Contraccezione e aborto gratuiti. Obama ci ripensa. Esentate le strutture cattoliche
Il presidente statunitense ha esentato le strutture cattoliche ad offrirle a loro carico. Spostando le spese sulle assicurazioni sanitarie, è così riuscito a mantenere la regola che piace all’elettorato. Senza far infuriare alleati e oppositori in campagna elettorale.

Sembrerebbe proprio un passo indietro, seppur parziale, quello di Obama sulla contraccezione. A quanto pare la nuova regola prevista dalla riforma sanitaria sull’accesso agli anticoncezionali e all’aborto, che prevedeva che i datori di lavoro offrissero copertura gratuita per i propri dipendenti su questo tipo di dispositivi medici e operazioni, non sarà valida per le strutture religiose. Rimarrà però l’obbligo per le compagnie assicurative di coprire i costi dei farmaci e delle procedure, in modo che questi non ricadano sui cittadini. Una battuta d’arresto per calmare gli animi dei cattolici e non scontentare l’elettorato favorevole, in piena campagna elettorale.

“Nel corso delle passate settimane sono stati molte le persone che hanno sollevato preoccupazioni reali”, ha commentato ieri Obama. “Ma abbiamo visto anche chi, in modo del tutto cinico, ha tentato di trasformare questa questione di salute pubblica in un braccio di ferro politico. Ci è parso chiaro che passare mesi a discutere animatamente per tirare fuori una soluzione sarebbe stato controproducente perché non ci avrebbe portato a nulla. Non era un’opzione praticabile. Così abbiamo optato per questa scelta”, ha spiegato il presidente.
È una sorta di compromesso, quello pensato dall’amministrazione, che permette alle università e alle strutture religiose di non offrire contraccezione e interruzione di gravidanza. Ma che tutela a livello economico le donne che vogliono ricorrere a queste possibilità.

Secondo molti, non sarebbero però state le rimostranze degli avversari politici o la prospettiva di un dibattito troppo acceso tra Repubblicani e Democratici a spingere Obama a modificare il piano sull’assistenza sanitaria. Sarebbe stata invece una discussione con gli esponenti del Catholic hospital group, potenti alleati cattolici della Casa Bianca, che hanno supportato la riforma della sanità del presidente. È stata infatti la stessa Suor Carol Keehan, a capo del gruppo religioso, a commentare la regola introdotta dall’amministrazione: “Mi è sembrato che avesse fatto un grave errore e così gliel’ho detto”, ha spiegato Keehan. “E l’ho detto al suo staff. Sembrava essere più che altro una decisione di principio, ma che politicamente non poteva funzionare. Soprattutto, poteva mettere a rischio il futuro dell’intera riforma sanitaria”.

Con questo passo indietro solo parziale Obama spera di riuscire a non scontentare nessuno. A partire da quella porzione sostanziosa di elettorato che – come vi avevamo raccontato qualche giorno fa  – appoggiava la regola sulla contraccezione. Ma allo stesso tempo il presidente ha tentato un delicato gioco da equilibrista, sperando di aver placato l’ira dei suoi alleati cattolici, più che dei suoi oppositori repubblicani.

Laura Berardi

Laura Berardi

11 Febbraio 2012

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