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"Ecco come funzionerà il mio decreto per i medici precari", intervista a Giulia Grillo

di E.Mautone

23 SET - “I medici che lavorano nei pronto soccorso con contratti precari e che da anni sono impiegati nella rete dell’emergenza e del 118, anche senza specializzazione, devono poter accedere ai concorsi anche se non sono in possesso del titolo di specializzazione”.
 
Così il ministro della Salute Giulia Grillo in un’intervista al Mattino di Napoli pubblicata oggi, annuncia di voler tamponare la grave carenza di medici specialisti in medicina d’urgenza e pronto soccorso documentata anche in un recente documento della Simeu.
 
E’ presumibile dunque che si parta con lo stilare una mappa della situazione e delle carenze di medici di pronto soccorso in Italia per poi studiare il quadro normativo su cui intervenire, agendo magari sulla leva della stabilizzazione dei precari che già esiste per il pubblico impiego con specificità nel campo della Sanità.
 
Un percorso che non sarà semplice ma necessario per permettere che non si interrompano i servizi essenziali. Allo stato attuale in Campania ad esempio, molti medici che diversi anni fa dopo la laurea seguirono un corso di formazione regionale per l’emergenza  hanno superato la cinquantina, svolgono da anni un lavoro ad altissimo rischio e responsabilità professionale, esposti anche alle quotidiane violenze dell’utenza ma sono stati respinti nei concorsi per carenza di titoli a fronte di una grave carenza di medici dell’emergenza. Ciò accade in Campania come in altre Regioni.

“Negli anni non è stata fatta una corretta programmazione – aggiunge il Ministro – e stiamo lavorando a una misura di urgenza per sanare questa situazione”. L’obiettivo è dare la possibilità a tutti medici che, pur senza i titoli, lavorano con contratti precari di varia tipologia nell’area dell’emergenza, di accedere ai concorsi laddove abbiano acquisito una esperienza sufficiente. “Si tratta di un primo passo – dice il titolare del dicastero di Lungotevere Ripa – per mettere in cantiere una più ampia riforma della formazione dei medici”.
 
“Formazione pre laurea a post laurea”, chiarisce il ministro Grillo, che ritiene penalizzante, in termini di meritocrazia, l’attuale sistema di accesso programmato a numero chiuso alle scuole di Medicina, per cui “ci si potrebbe ispirare al modello francese, in cui non c’è il numero chiuso all’inizio e dunque con libero accesso al primo anno e poi una selezione molto serrata successivamente per verificare chi è in grado di andare avanti. Ci sono pro e contro – aggiunge nell’intervista il ministro Grillo - ma è meglio del sistema attuale”.
 
La riforma della formazione post-laurea? L’idea a cui sta lavorando il ministero della Salute, è il ricalcolo del fabbisogno di camici bianchi: “per essere sicuri di non restare senza medici e magari importarli dall’estero, così come non è giusto esportare medici e infermieri formati nei nostri Atenei”. Si tratta dunque di capire  quali sono le figure carenti nelle varie discipline (sia medici sia infermieri, ndr) e mettere in cantiere una riforma integrale della formazione post laurea che guarda ai paesi europei (Francia, Gran Bretagna) in cui il percorso coniuga formazione e lavoro.  
Infine il ministro Grillo tocca i temi del turn-over dei medici di medicina generale puntando il dito sia sull’allargamento della platea delle borse sia sull’incompatibilità del percorso di formazione con altri incarichi lavorativi “che non consente a un medico in formazione di svolgere altre mansioni. A 28 anni con 800 euro al mese però ciò non consente di pensare al futuro”.
 
Qui va segnalato che sui social già sono piovuti numerosi commenti sui social di chi, anche all’interno della Fimmg, si dice soddisfatto dell’obiettivo di aumentare il numero delle borse ma ricordando che occorre agire anche sul numero delle carenze in quanto oggi la carenza di medici di medicina primaria in molte regioni del Nord viene coperta da medici specializzati in sovrannumero al Sud che non trovano sbocchi lavorativi. 
 
“L’Operazione di riforma integrale e cambiamento richiederà tempo – aggiunge Grillo – e sarà fatta una cosa alla volta ma fatta bene”.
 
Infine la violenza in corsia e nei pronto soccorso, l’escalation di aggressioni sarà fronteggiata con il disegno di legge in parlamento che inasprisce le pene con specifiche aggravanti e con l’intervento di competenze anche di altri ministeri. Mentre sulla qualifica di pubblico ufficiale occorre un approfondimento per verificarne la praticabilità tecnica.
 
Ettore Mautone

23 settembre 2018
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