Dl Carceri. Approvati in Commissione Giustizia due odg in tema di tutela della salute
Il primo ordine del giorno impegna il Governo – che in aula ha posto la fiducia sul provvedimento – a valutare l'opportunità di: avviare un nuovo ed approfondito monitoraggio della situazione sanitaria nel sistema penitenziario italiano a seguito del transito delle competenze dal Ministero della giustizia al Ssn; istituire, in seno all'Istituto superiore di sanità, l'Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla Salute in Carcere; effettuare una revisione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1º aprile 2008 e dell'allegato A) nelle parti relative all'organizzazione dei servizi all'interno delle Aziende sanitarie ed al transito del personale ex legge 740/1970; adottare misure legislative ad hoc per l'attribuzione dei codici-struttura agli Istituti Penitenziari, base indispensabile per integrare le attività finalizzate alla tutela della salute in carcere con il Fascicolo Sanitario Elettronico nazionale, elemento sostanziale per creare ed integrare la continuità diagnostico-terapeutica territorio-carcere-territorio.
Il secondo odg invita il Governo ad adottare misure urgenti per rendere immediatamente esecutive le norme che vietano il fumo nei luoghi pubblici anche nelle carceri italiane, e in particolare nelle sezioni detentive e a prevedere norme ad hoc che eliminino i rischi da fumo passivo sia per gli operatori penitenziari che per i detenuti non fumatori.
D’Ambrosio Lettieri ha ricordato che “secondo quanto riportato nel documento del Comitato nazionale di Bioetica dello scorso settembre, su uno studio condotto su dati nazionali sulla differente distribuzione delle problematiche di salute fra detenuti e popolazione generale, è a rischio il 13 per cento della popolazione carceraria contro il 7% della popolazione generale”.
“La sproporzione è particolarmente evidente per alcuni disturbi – ha sottolineato – la dipendenza da droghe raggiunge il 21,5% fra i detenuti contro il 2,1% della popolazione generale; il 15,3% dei detenuti ha problemi dentali (contro il 4,5 fra la popolazione generale); il 13,5% presenta malattie osteoarticolari e post traumatiche (contro l'11,9 fra la popolazione generale); il 2,08% soffre di infezione da HIV (contro lo 0,2 della popolazione generale). Il carcere si conferma, dunque, come ambiente a rischio: per i disturbi mentali e in particolare per i disturbi nevrotici e di adattamento, che sono presenti in misura dieci volte maggiore fra i detenuti, a conferma dello stress da vita carceraria; per le malattie infettive, la cui possibilità di trasmissione è aggravata dalla promiscuità; per le patologie cardiovascolari e per il diabete, legate alla sedentarietà e alle cattive abitudini alimentari – ha proseguito il senatore di FI -. È evidente la necessità di attivare un Osservatori epidemiologico nazionale sulla Salute in Carcere, poiché i progressi della farmacologia, della clinica e della diagnostica oggi evidenziano un quadro sempre più fluido dell'evento malattia nei penitenziari, con una tendenza dinamica che necessita di approfondita conoscenza per migliorare i target dell'intervento”.
“Bisogna, infine, anche ricordare – ha concluso d'Ambrosii Letieri – come ancora i servizi sanitari attivati dalle Regioni all'interno degli Istituti penitenziari della Repubblica sono privi del codice struttura che li identifichi al Nuovo Sistema Informativo in Sanità (NSIS) sebbene il Ministero della salute abbia avviato e concluso uno studio di fattibilità in merito (SISPe: Sistema Informativo Sanità Penitenziaria)”.
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02 Agosto 2014
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