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Standard ospedalieri. Troise (Anaao): “Nuovo attacco al diritto alla salute”

Per il segretario nazionale del sindacato il regolamento sugli standard ospedalieri elaborato dal ministero della Salute si traduce “non in razionalizzazione, ma in razionamento del diritto alla cura, per di più di incerta applicazione visto che le Regioni continueranno a regolarsi in base a scelte locali”.

08 NOV - “Il regolamento sulla definizione degli standard qualitativi, tecnologici e quantitativi della assistenza ospedaliera che il Ministro della Salute, senza preoccuparsi di assicurare una informazione o un confronto con le organizzazioni sindacali della Dirigenza ospedaliera, ha inviato alla Conferenza Stato-Regioni rappresenta un mix, nemmeno equilibrato, tra libro dei sogni ed attacco alla esigibilità del diritto alla salute”. Ad affermarlo è il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troise, secondo il quale il nuovo parametro di 3,7 per mille abitanti fissato per la determinazione dei posti letto, comprensivo non solo di quelli per acuti, ma anche di quelli nelle residenze socio sanitarie, “ci relega tra gli ultimi posti in Europa e suona una campana a morte per le liste di attesa e per il ruolo dei Pronto soccorso destinati a trasformarsi in reparti di ricovero inappropriati, insicuri e, non di rado, non dignitosi”.

La conseguenza sarà quella di avere “posti letto sostituiti da posti barella, come già accade, o posti-scrivania, come già è accaduto. E tutto questo per un risparmio a regime che la relazione tecnica della spending review quantifica in 50 milioni di euro, che qualcuno si illude possano essere utilizzati, ed essere sufficienti, per potenziare la assistenza territoriale”.

 
“E si rassegni – prosegue Troise - anche chi pensa che da questa operazione possa scaturire una razionalizzazione del numero di strutture complesse attraverso l’eliminazione di reparti doppione che sopravvivono al di sotto di ogni standard, compresi quelli di decenza. L’operazione di taglio dei primariati ospedalieri è stata da tempo avviata dalle Regioni ed oggi i veri baroni della medicina non tremano, essendo stati esentati dal Ministro, e dalle Regioni, dal rispondere agli obblighi di programmazione in termini di riduzione di posti letto e strutture complesse: la sanità universitaria come ultima variabile indipendente, per gentile concessione di Ministri e Governatori, del sistema sanitario ed economico!”.
 
In pratica, secondo il leader dell’Anaao Assomed, “l’operazione posti letto servirà a rideterminare al ribasso le dotazioni organiche da subito, con buona pace di giovani e precari di lungo corso, mentre la parte innovativa relativa alla determinazione di standard di prestazioni, in termini di esiti favorevoli delle cure e riduzione del rischio clinico, è rinviata a data da destinarsi e, c’è da scommettere, destinata a molte eccezioni”.
 
In definitiva, quella elaborata dal ministero della salute “non è razionalizzazione, ma razionamento del diritto alla cura, per di più di incerta applicazione visto che le Regioni continueranno a regolarsi in base a scelte locali, come testimonia il fatto che qualcuna sta già procedendo ai tagli non in base a standard, ma a motivazioni geopolitiche. Non garanzia, ma nuovo attacco al diritto a curare”.
 

08 novembre 2012
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