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Riforme costituzionali. Governo vara ddl per accelerare iter

Obiettivo: massimo 18 mesi per le riforme. Per riuscirci l’esecutivo ha approvato un ddl con un crono programma serrato e previsto un “Comitato” parlamentare di 40 membri costituito da 20 senatori e 20 deputati. Referendum anche se legge approvata dai 2/3. Quagliarello: “Tempi rispettati”.

06 GIU - Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi alle ore 13,20 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi e ha approvato un disegno di legge che stabilisce una normativa accelerata per la disciplina del procedimento di revisione costituzionale.
 
Il ministro per le Riforme Quagliarello ha detto che “Abbiamo assolto un compito datoci dalle mozioni parlamentari che prevedevano che il Governo presentasse un ddl entro giugno. Il testo approvato oggi si attiene a quanto previsto da quelle mozioni. Il crono programma predisposto consente di rispettare quanto affermato dal presidente Letta affinché l’intero iter delle riforme si concluda entro 18 mesi”.
 
“Entro ottobre – ha spiegato il ministro – prevediamo l’approvazione di questo ddl, per allora i 35 esperti che si insediano oggi avranno finito i loro lavori e consegnato la relazione al Governo. I lavori del Parlamento sul merito delle riforme non si intersecheranno quindi con il lavoro degli esperti e il Comitato dei 40, previsto dall’odierno Ddl, avrà tempo di lavorare fino alla fine di febbraio. La prima lettura parlamentare della prima camera è prevedibile a fine maggio 2014, l’altra prima lettura dell’altra camera a settembre e quindi per ottobre 2014 possiamo attenderci la seconda deliberazione e poi l’approvazione definitiva”.

 
Questo in sintesi il contenuto del ddl approvato oggi dal Governo:
 
Il Comitato
· Il Comitato è composto da venti senatori e venti deputati nominati dai presidente delle Camere e scelti tra i membri delle commissioni permanenti per gli Affari Costituzionali rispettivamente del Senato e della Camera. Ne  faranno parte di diritto i presidenti delle predette Commissioni.
· La nomina dei componenti del Comitato avverrà su designazione dei Gruppi parlamentari delle due Camere seguendo i seguenti criteri: a)  in base alla consistenza numerica dei Gruppi; b) in base al numero di voti conseguiti dalle liste e dalle coalizioni di liste ad essi riconducibili; c) assicurando almeno un rappresentante per ogni Gruppo e un rappresentante delle minoranze linguistiche.
 
Le competenze del Comitato
Il Comitato dovrà esaminare i progetti di revisione dei Titoli I, II, III e V della parte Seconda della Costituzione che riguardano le materie della forma di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo. Saranno i presidenti di Senato e Camera ad assegnare al Comitato i disegni e le proposte di legge perché vengano esaminati in sede referente.
Una volta completato l’esame della proposta di legge, il Comitato trasmetterà ai Presidenti delle Camere i progetti di legge costituzionale, corredati di relazioni illustrative e di eventuali relazioni di minoranza. Per la votazione dei testi nelle assemblee si osserveranno le norme dei rispettivi regolamenti.
 
La tempistica
I lavori parlamentari sulle riforme costituzionali sono organizzati in un periodo massimo di 18 mesi: l’approvazione da parte del Parlamento del presente disegno di legge può essere prevista per fine ottobre 2013, quando la Commissione degli esperti avrà già terminato di lavorare e fornito le proprie conclusioni al governo. Il comitato parlamentare lavorerà fino alla fine di febbraio 2014. Per la fine di maggio è possibile prevedere la prima lettura di una Camera; per gli inizi di settembre la prima lettura dell’altra Camera. Per la fine di ottobre 2014 la seconda deliberazione e l’approvazione finale della riforma, salvo l’eventuale svolgimento del referendum confermativo che il governo ritiene comunque opportuno che venga svolto.
 
Il Referendum
La legge o e leggi costituzionali approvate saranno sottoposte a referendum solo se, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne faranno richiesta un quinto dei membri di una Camera o 500 mila elettori o Cinque consigli regionali, anche qualora siano state approvate nella seconda votazione a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.
 

06 giugno 2013
© Riproduzione riservata


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