Welfare. Via libera al nuovo “redditometro”. Ok dell’Unificata al nuovo Isee

Welfare. Via libera al nuovo “redditometro”. Ok dell’Unificata al nuovo Isee

Welfare. Via libera al nuovo “redditometro”. Ok dell’Unificata al nuovo Isee
Primo semaforo verde al nuovo Isee. L’indicatore di situazione economica, che misura le capacità reddituali per accedere alle prestazioni sociali e socio-sanitarie ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza Unificata. Previsti aiuti a disabilità e non autosufficienza. Il documento.

“Un passo avanti importante nell’equità e nella capacità di pesare il reddito, i problemi e le caratteristiche delle persone. Basta pensare al meccanismo per aiutare le famiglie numerose”.
È questo il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani all’intesa raggiunta in Unificata sul nuovo Indicatore di situazione economica (Isee) che misurerà le capacità reddituali per accedere alle prestazioni sociali e socio-sanitarie. “Stiamo parlando di uno strumento per l’accesso ai servizi – ha sottolineato Errani – e per selezionare l’accesso ai servizi”.
 
Le nuove regole – che ridisegnano l’Isee considerando tutti i redditi, oltre a quello Irpef – interesseranno quasi il 30% della popolazione italiana che utilizza questo sistema per accedere alle prestazioni sociali e socio-sanitarie. Molte le novità. Sono previsti importanti abbattimenti del reddito per lavoro dipendente e pensioni, tenendo conto delle situazioni di povertà. La valutazione della disabilità che viene distinta in tre classi: media, grave e non autosufficienza. Sono state inserite novità per quanto riguarda le abitazioni: saranno considerati i costi sostenuti per il mutuo e per l’affitto e si considererà patrimonio solo il valore dell’abitazione che eccede il valore del mutuo in essere. Il valore della prima casa viene abbattuto a due terzi. E ancora, la scala di equivalenza viene modificata tenendo conto delle famiglie numerose e la scala di valutazione viene maggiorata al crescere del numero dei componenti (da tre in poi).
 
Il Dpcm prevede inoltre regole ferree per la controllare la veridicità dei dati rilevati ai fini Isee – al momento tutti autodichiarati, e per questo non corrispondenti alle situazioni reali – e la possibilità di calcolare un “Isee corrente” nel caso in cui la condizione economiche cambiassero rapidamente a causa della perdita di lavoro o della riduzione dell’attività lavorativa.

13 Giugno 2013

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