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Femminicidio. Governo vara decreto: “Denuncia irrevocabile. Arresto obbligatorio in flagranza”


Giro di vite contro la violenza nei confronti delle donne. È stato approvato dal Cdm di oggi il decreto “Femminicidio”. Tre gli obiettivi: prevenire la violenza di genere, punirla e proteggere le vittime. “Un intervento molto duro – ha spiegato Letta – di contrasto a tutto ciò che va sotto il nome di femminicidio”.

08 AGO - Il governo ha deciso di usare la mano forte contro quel fenomeno chiamato femminicidio che vede vittime le donne che subiscono violenza. Al Decreto legge approvato oggi in Consiglio dei ministri, ha lavorato il vice ministro Guerra che ha raccolto le deleghe dell’ex ministro Idem. Ilpremier Letta ha spiegato che è un decreto “leggero, in tutto 12 articoli, semplice ed agile che interviene su temi essenziali”. In particolare ha aggiunto il Capo del governo “abbiamo promesso di svolgere un intervento molto duro di contrasto a tutto ciò che va sotto il nome di femminicidio”.
 
Ecco dunque alcune delle misure previste dal decreto legge. Innanzitutto le pene vengono aumentate con aggravanti in casi particolari di violenza (se la donna assiste un minore di 18 anni o se la stessa donna è in gravidanza); la denuncia diventa irrevocabile una volta presentata; le vittime di violenza continuamente informate sull'andamento del processo a carico dell'aggressore; assunzioni in via protetta di testimonianze; arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamenti contro familiari e stalking; patrocinio gratuito per le vittime di violenza, a prescindere dal reddito; permesso di soggiorno per motivi umanitari agli stranieri che subiscono violenze in Italia; pene più severe per il “cyber bullismo”.
 
"Ci siamo accorti che spesso violenze e stalking non erano fine a sè stessi, ma finalizzati poi a un reato più grave: per questo crediamo di avere realizzato un ottimo risultato, che i cittadini, le donne e i minori che hanno subito queste violenze capiranno bene", ha spiegato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, illustrando alla stampa il provvedimento.
 
Il ministro dell’Interno ha quindi illustrato i 12 articoli del provvedimento: "Viene aumentata la pena di un terzo se alla violenza assiste un minore di 18 anni. È aumentata la pena se la donna vittima di violenza è in gravidanza, con un'aggravante per lo stalking e non solo per aggressioni o violenze. Una volta che è stata presentata la denuncia la querela diventa irrevocabile".
 
Il ruolo della polizia. “Viene data alle forze di polizia, su mandato della magistratura – ha proseguito Alfano – l'autorizzazione di buttare fuori da casa con urgenza il coniuge molesto che compie violenze. È un'azione preventiva. Siamo poi intervenuti su un altro aspetto di vulnerabilità: spesso la vittima non sapeva più che fine aveva fatto il processo a carico dell'autore della violenza nei suoi confronti. Ora invece la vittima di violenza sarà sempre continuamente informata sul processo a carico e saprà se c'è stata una scarcerazione o il fine pena".
Il decreto legge, ha aggiunto Alfano, prevede anche “l'assunzione in via protetta di testimonianze, da esempio c'è un minorenne o un maggiorenne in stato di vulnerabilità, per proteggere queste persone. È previsto l'arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamento contro familiari e stalking e questa fattispecie di violenza viene inserita tra quelle per cui c'è una corsia preferenziale”.
 
Inoltre da subito si dà la possibilità a chi sente o sa di una violenza in corso di telefonare alle forze di polizia non anonimamente, ma dando nome e cognome: a mantenere anonimato e protezione ci pensa lo Stato. Si può quindi intervenire su denunce fatte da terzi soggetti.
 
Infine, ha concluso Alfano, “monitoreremo con un osservatorio della polizia l'andamento di queste vicende per dare precise comunicazioni anche al Parlamento su come evolve questo fenomeno”.
 
Quello del governo è dunque “un segnale forte ma anche di cambiamento radicale – ha detto Letta – sul tema. Una lotta senza quartiere al fenomeno”.
 
Tra gli altri provvedimenti adottati da Palazzo Chigi nel Consiglio dei ministri di oggi:

Esame preliminare di 2 decreti legislativi – di competenza della presidenza  e della difesa– recanti disposizioni in materia di: personale militare e civile del Ministero della Difesa, nonché misure per la funzionalità della medesima amministrazione;
revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate;
Decreto presidenziale: Regolamento recante riorganizzazione del Ministero dello Sviluppo economico;
- Informativa del ministro per la Coesione territoriale sulla Programmazione del ciclo dei Fondi europei 2014-2020.

08 agosto 2013
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