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Cdm. Blocco retribuzioni PA fino a tutto il 2014. Trattative solo per parte normativa dei contratti

Il Dpr varato oggi dal Governo. L’annuncio dal ministro della Funzione Pubblica D’Alia: "Resta confermato il blocco delle retribuzioni per il 2014 che vale 7 miliardi di euro, cifra che non abbiamo". A settembre via alla negoziazione per la parte normativa. Per quella economica bisognerà aspettare il 2015.

08 AGO - Su proposta dei Ministri Gianpiero D'Alia e Fabrizio Saccomanni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il DPR che permette di aprire nel pubblico impiego la contrattazione per la sola parte normativa.  Il Governo, sottolinea una nota della Funzione Pubblica, ha tenuto conto del parere espresso dalle commissioni parlamentari.
 
Come dichiarato dallo stesso ministro D'Alia all'Ansa, ripartirà la prima settimana di settembre la trattativa sul rinnovo dei contratti per il Pubblico impiego, fermi da cinque anni. "Resta confermato il blocco delle retribuzioni per il 2014 che vale 7 miliardi di euro - ha sottolineato il ministro - cifra che non abbiamo". La contrattazione, per ora, riguarderà dunque solo la parte normativa, da integrare successivamente, nel 2015, con il trattamento economico.
 
L’adozione del regolamento - spiega una nota di Palazzo Chigi - si rende necessaria per la particolare contingenza economico-finanziaria, che richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati già scontati sui saldi di finanza pubblica. Sussistono infatti condizioni di eccezionalità tali da giustificare la proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di pubblico impiego, comunque con un orizzonte temporale limitato, come richiesto nei pareri delle Commissioni parlamentari che hanno espresso parere favorevole sul provvedimento.

 
In particolare vengono prorogati:
· il blocco dei trattamenti economici individuali;
· la riduzione delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri e l’individuazione del limite massimo per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali;
· il limite massimo e la riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale;
· i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico.

08 agosto 2013
© Riproduzione riservata


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