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Riforma PA. Renzi: “Aggregheremo 20 enti di ricerca, rivoluzione pazzesca”


Al termine del Cdm il presidente del Consiglio insieme al ministro della Pa Marianna Madia, hanno illustrato le linee generali del provvedimento che prevede tra l’altro, tagli agli sprechi “con la riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando 20 enti che svolgono funzioni simili”. Il provvedimento prevede l’assunzione di 10mila giovani nella PA. 

30 APR - Ci saranno “tagli agli sprechi con la riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando 20 enti che svolgono funzioni simili: una rivoluzione pazzesca”. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi durante la conferenza stampa di illustrazione della riforma della Pubblica Amministrazione. Accanto a Renzi, la ministra della PA, Marianna Madia che sempre sulla ricerca ha tenuto a precisare che “sulla ricerca pubblica preferirei un disegno di legge a parte per valorizzare le eccellenze che ci sono in Italia”.
 
Tornando alla riforma della Pa, che avverrà con un disegno di legge delega, Renzi ha spiegato di volere dedicare del tempo alla libera discussione del provvedimento che sarà varato dal governo il prossimo 13 giugno. “Abbiamo scelto di aprire la discussione e il provvedimento” sulla Pubblica amministrazione “in Consiglio dei ministri sarà fatto venerdì 13 giugno, lasciamo 40 giorni”. Il governo, in sostanza, pone delle questioni di fondo sulle quali avviare il confronto con le parti in causa, “anche i sindacati se vorranno farci sapere il loro parere”. Quindi non è un prendere o lasciare.

 
La riforma punterà su tre pilastri, che il premier ha individuato in questo modo:
”Capitale umano, open data come strumento di trasparenza e innovazione e tagli alle strutture inutili”. “Il governo – ha aggiunto il premier – punta a un cambiamento radicale nella Pa”. E il confronto sarà aperto essendo il desiderio del governo “di coinvolgere gli uomini e le donne che lavorano nella Pubblica amministrazione”.
 
Secondo Renzi, questa operazione se “attuata in modo rigido, comporta la possibilità a zero euro di immissione di 10 mila posti di lavoro per i giovani nella pubblica amministrazione".
 
In più si prevede la semplificazione del turnover, il demansionamento, il limite ai cumuli stipendiali compresi quelli da prepensionamento, la riduzione del 50% dei permessi, la possibilità di licenziamento per il dirigente privo di incarico oltre un certo periodo di tempo.
Provvedimenti che per il governo “sono già pronti, potrebbero essere inseriti già domani in un decreto legge. Ma noi siamo disposti ad ascoltare. Ascoltiamo tutti, però ci devono portare il discorso sui contenuti”.
 
Il ministro Madia ha poi spiegato che nella riforma si è scelto di mettere solo il tetto apicale agli stipendi. “Il ruolo unico, le fasce e i tetti – ha riferito Madia – è stata una scelta politica non mettere i tetti alle fasce, abbiamo posto un tetto apicale senza intervenire sulle fasce intermedie”.
È “molto importante nella riforma della PA – ha aggiunto – unire il ruolo unico al fatto che la carriera sarà portata avanti per incarichi e non per fasce. Questo diventa fondamentale per le retribuzioni, ma anche che la valutazione che verrà fatta durante la carriera”.

La lettera ai dipendenti pubblici. Renzi e Madia hanno anche scritto una lettera aperta ai dipendenti pubblici dall’incipit eloquente: “Vogliamo fare sul serio. Il cambiamento comincia dalle persone”. Nella lettera sono esposti i principali obiettivi della riforma, 44 punti in tutto, in cui si esortano i dipendenti a collaborare con il Governo e a inviare proposte e suggerimenti.

30 aprile 2014
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