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Nuovi Lea. Costeranno 415 mln in 2 anni. Lorenzin al Senato: “Un lavoro poderoso. Le Regioni non sprechino l'occasione e risparmino su altre voci di spesa. Non sulla sanità”

"Se invece decidono di rinunciare a 2 mld della sanità è una loro libera scelta, ma nessuno glielo ha imposto". Così il ministro della Salute in audizione sui nuovi Lea. "E' stato fatto un lavoro poderoso, si tratta di un'occasione unica per sbloccare situazioni ferme ormai da 15 anni". Annunciata collaborazione con il ministro Poletti su integrazione assistenza socio-sanitaria

04 FEB - "Se le Regioni decidono di rinunciare a 2 mld è una loro libera scelta, ma nessuno glielo ha imposto. Si rendano però conto dello sforzo fatto per aumentare il Fondo sanitario e della gara contro il tempo che stiamo portando avanti per garantire sostenibilità al Ssn per i prossimi anni. La revisione dei Lea costerà 415 mln in 2 anni, mi sembra una cifra assolutamente sostenibile rispetto ai 950 mln inizialmente preventivati nel Patto per la salute. L'opportunità di fare un lavoro come questo, sbloccando questioni ferme da ormai 15 anni sarebbe un'occasione da non perdere e che non so se potrebbe più riproporsi. Le Regioni potrebbero reperire la cifra necessaria intervenendo su centri di costo che non siano quelli della salute". Questo il messaggio che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha rivolto alle Regioni durante la sua audizione in commissione Igiene e Sanità del Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Ssn.

La prima parte dell'audizione di Lorenzin - che proseguirà tra circa dieci giorni - è stata tutta incentrata sulla presentazione dell'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. "L'aggiornamento dei Lea e del nomenclatore delle protesi è stato un lavoro poderoso - ha spiegato il ministro -. Abbiamo potuto rivedere al ribasso la cifra precedentemente individuata solo grazie ad un lavoro di compensazione: prendendo cioè atto che, da una parte alcune innovazioni erano già state inserite nel sistema da molte Regioni in questi anni, mentre dall'altra abbiamo proceduto ad eliminare quegli elementi che abbiamo ritenuto ormai obsoleti". Perché tutto questo funzioni, però - ha avvetito Lorenzin - sarà necessaria un'attenta opera di monitoraggio da parte le Regioni, soprattutto attraverso bandi e gare per le protesi.


Altro elemento giudicato importante riguarda la previsione di un aggiornamento dei Lea che non avvenga più 'una tantum', ma attraverso un processo continuativo che permetta di rinnovarli con costanza, "facendo attenzione a mantenere un equilibrio tra costi e innovazione tecnologica".

L'intero lavoro si base su 3 documenti che si integrano tra loro: uno schema di Dpcm con 10 allegati relativi alle diverse aree assistenziali, un'intesa Stato-Regioni per le protesi e gli ausili monouso, e un documento sull'aggiornamento continuo dei Lea da condividere con Regioni.
 
Si parte dai servizi di prevenzione collettiva e sanità pubblica.
Le principali novità riguardano l'introduzione di alcune vaccinazioni che al momento non sono garantite in tutto il territorio nazionale come quelle anti-meningococco, anti-pneumococco, anti-varicella e anti-Hpv.

Sono state poi introdotte nuove prestazioni, quali l'adroterapia, il laser per la degenerazione maculare senile, le indagini per la celiachia, ed altre ancora. Si è ribadito che la Procreazione medicalmente assistita sarà erogabile, sia per quanto riguarda la fecondazione omologa che per l'eterologa.  Quanto alle diverse e ulteriori attività che la Pma eterologa richiede rispetto all'omologa, il provvedimento mira a includere tra i Lea l'attività di selezione dei donatori di cellule riproduttive e di prelievo, conservazione e distribuzione delle cellule stesse. E' dunque previsto, con riferimento esclusivo a queste attività, un contributo a carico delle coppie che usufruiscono della Pma eterologa, proprio in ragione della necessità di procedere a ulteriori e diverse attività rispetto all'omologa. In questo senso si è ipotizzata l'introduzione di un ticket per la donazione di gameti alle coppie che si sottopongono a fecondazione eterologa che si dovrebbe aggirare attorno ai 250 euro a donatore, potrebbero però anche essere scelte altre soluzioni, come una tariffa massima nazionale. 

Per quanto riguarda il nomenclatore per l'assistenza protesica sono state introdotte molte novità che comprendono diversi settori, dalla domotica ai sensori, fino ai comandi a distanza. Sono state rifatte da zero tutte le descrizioni dei singoli ausili, entrando nel dettaglio sia dei materiali che delle persone cui sono destinati. E' stato inoltre creato un percorso per tentare di andare incontro alle esigenze di personalizzazione delle protesi. "L'obiettivo - ha spiegato Lorenzin - è innanzitutto individuare 'chi fa che cosa', in modo da avere un controllo sulla qualità del processo del prodotto. Il 'su misura' si deve essere certi che si fa quando vi è la reale necessità che vada fatto. Nel mentre stiamo anche adeguando le tariffe, c'è una commissione che sta lavorando su questo, e siamo in attesa del contributo delle Regioni. Vorrei presentare entro luglio le nuove tariffe in parallelo al Dpcm, per questo si dovrà lavorare ad un ritmo sostenuto".

Nel documento è stata ridefinita anche tutta l'area dell'assistenza socio-sanitaria, inclusa la domiciliarità, i servizi territoriali, l'assistenza residenziale e quella semiresidenziale.
 
Infine, nel capitolo malattie croniche sono state introdotte 6 nuove patologie: endometriosi medio/grave, Bcpo (brancopneumopatia cronica ostruttiva) medio/grave, rene policistico autosomoci dominante, osteomielite cronica, malattie renali croniche, sindrome da talidomide.
 
"A breve - ha concluso il ministro - daremo il via ad un lavoro tecnico con il ministro Poletti per integrare l'assistenza sociale con quella sanitaria. Avremo così due moduli che si parlano tra loro, una soluzione che potrà portare anche cospicui risparmi a livello di sistema complessivo". 
 
Giovanni Rodriquez

04 febbraio 2015
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