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“Riportare il lavoro in sanità al centro dell’agenda. Il 14 ottobre la cabina di regia”. Intervista a Vito De Filippo

Ieri la mobilitazione generale della Fnomceo, oggi l’annuncio dell’Anaao di un possibile sciopero nazionale. Nei giorni scorsi la chiamata alle “armi” dell’Ipasvi. Il mondo dei professionisti sanitari è in subbuglio e il sottosegretario lancia la sua mossa per la ripresa di un dialogo che sembra impossibile. “Il malessere e le rivendicazioni sottolineate ieri dalla Fnomceo e oggi dall’Anaao, e nei giorni scorsi ripetutamente anche dall’Ipasvi, ci devono ovviamente far riflettere”

17 SET - Era il 15 agosto scorso, quando nel cuore di un’estate caldissima, ma un po’ distratta dalle vacanze, il sottosegretario alla salute Vito De Filippo lanciava la sua proposta di convocare il prima possibile, alla ripresa dei lavori, la “cabina di regia” con tutti i protagonisti del settore. Dal ministero alle regioni, dagli ordini ai sindacati.
 
Al centro del tavolo, la questione “lavoro”. Dopo anni di blocco di contratti e turn over, dopo mesi di guerra “tutti contro tutti” sulle nuove competenze e alla vigilia di una nuova legge di stabilità che, come si sa, fa sempre temere per le casse della sanità.
 
A distanza di un mese da quella proposta il dado è tratto. De Filippo ha deciso data e elenco dei partecipanti. Tutti al ministero della Salute il 14 ottobre, per una giornata che possiamo immaginare molto densa, di temi, proposte e…polemiche.
 
Nel frattempo, come sappiamo, il quadro si è ulteriormente complicato con l’annuncio di possibili tagli e l’inizio di quella guerriglia tra dicasteri per cercare di tamponare le sforbiciate.

 
Ma De Filippo va avanti, convinto, come ci dice in questa intervista, che il dialogo sia la strada giusta e che il contributo dei professionisti, tutti, sia determinante “per Governo, Regioni ed Aziende Sanitarie per il proseguimento del processo di riorganizzazione della sanità e di qualificazione della spesa sanitaria”.
 
Sottosegretario De Filippo, a ferragosto, dalle colonne di questo giornale, lei annunciava l’intenzione di convocare la “cabina di regia” con tutti i professionisti della sanità per sciogliere i tanti nodi sul tappeto. Dalle nuove competenze al riavvio dei negoziati per contratti e convenzioni. Nel frattempo il malessere nella componente medica, ma non solo, è cresciuto fino all’annuncio di ieri di una mobilitazione generale dei medici sotto l’egida della Fnomceo, cui ha fatto seguito oggi quello dello sciopero nazionale preannunciato dall’Anaao. A questo punto la sua proposta sta ancora in piedi?
Il malessere e le rivendicazioni sottolineate ieri dalla Fnomceo e oggi dall’Anaao, e nei giorni scorsi ripetutamente anche dall’Ipasvi, ci devono ovviamente far riflettere. I medici e gli infermieri, ma con loro tutti gli operatori del Ssn, vengono indubbiamente da anni molto difficili. Il ministro Lorenzin ha già sottolineato come gli investimenti sul personale sanitario siano una priorità del Patto per la Salute, garantendo nuove risorse proprio dall’opera di razionalizzazione e spending review che il Piano sta portando avanti. La rapida conclusione di contratti e convenzioni è in tal senso auspicata anche dal Governo. Basti pensare che le convenzioni della medicina generale e della pediatria di base restano un asse fondamentale per portare a termine il processo di riforma delle cure primarie e dell’assistenza territoriale, tanto per fare un solo esempio di come le rivendicazioni dei medici si intreccino “positivamente” con il cammino delle riforme del Patto.
E’ altrettanto evidente che a tutte queste tematiche, comprese quelle sulla responsabilità professionale, sul turn over, sulla formazione, sollevate anche dalla Fnomceo, è auspicabile si dia luogo al confronto il più rapidamente possibile nelle diverse sedi competenti.
Ma, e rispondo così alla sua domanda se sia ancora attuale la mia proposta di ferragosto, non c’è dubbio che la cabina di regia possa essere il luogo ideale per un confronto aperto, senza paletti e senza vincoli di competenza, per poter finalmente riaprire un dialogo tra Governo, Regioni e operatori sanitari sul lavoro in sanità in senso lato.
Il mio obiettivo primario è infatti quello di riportare il tema del lavoro in sanità nell’agenda nazionale, dopo troppi anni in cui è stato di fatto marginalizzato rispetto ad altre priorità.
 
Quindi la cabina di regia si farà?
Certamente, e c’è già una data che annuncio proprio in questa sede: il 14 ottobre alle ore 10 presso l’Auditorium del Ministero della Salute a Lungotevere Ripa. Appuntamento al quale sono state chiamate a partecipare tutte e due le componenti quella “pubblica”: i Ministeri, le Regioni e le rappresentanze istituzionali delle professioni sanitarie (ordini, collegi e associazioni riconosciute per chi non ha ancora l’albo professionale) e quella “sindacale”: i sindacati firmatari di contratti e convenzioni del comparto sanità, delle aree dirigenziali medico-veterinaria e SPTA,  dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali.
 
Bene. Torniamo allora nel merito della sua proposta. Dalle reazioni dei sindacati al suo intervento sul nostro giornale, traspare da un lato soddisfazione ma dall’altro anche la sensazione che la strada sia tutta in salita, soprattutto dopo una prima parte dell’anno contraddistinta più dalla bagarre che dalla voglia di arrivare ad un accordo. Come pensa di riuscire a sbloccare la situazione? Sarà sufficiente il dialogo?
Le reazioni al mio intervento mi pare che siano state nella loro articolazione positive, certo chi non è intervenuto è, soprattutto, perché attende che alle parole seguano i fatti. Il dialogo tra le parti, cioè i soggetti attori del e nel Servizio Sanitario Nazionale è la strada principale da percorrere per realizzare la progettazione contenuta nel Patto per la Salute, la strada è certamente in salita ma è l’unica possibile sviluppare la comprensione, la condivisone e la partecipazione diretta dei professionisti e degli operatori del sistema.
Il loro contributo ed i loro saperi  sono determinanti per Governo, Regioni ed Aziende Sanitarie per il proseguimento del processo di riorganizzazione della sanità e di qualificazione della spesa sanitaria.
 
Nello specifico, sulle nuove competenze per le professioni sanitarie dove pensa possa trovarsi un punto di equilibrio tra medici e infermieri?
Ritengo di sì, del resto quotidianamente già succede nei reparti ospedalieri, nei servizi di diagnostica, nei distretti sanitari, nei dipartimenti di prevenzione che medici, infermieri e tutte le altre professioni sanitarie danno vita a nuove forme di organizzazione del lavoro sempre più avanzate. Si tratta di far sì che questo non sia il plus valore delle Regioni cosiddette più avanzate ma diventi patrimonio nazionale spendibile ovunque: anzi potrebbe essere l’architrave della rinascita della sanità nel nostro Mezzogiorno.
 
Per quanto riguarda poi il rinnovo dei contratti, vi saranno delle misure nella prossima legge di Stabilità?
Certamente si, quali saranno lo vedremo nei prossimi giorni sia nelle quantità economiche che nella programmazione temporale dell’avvio delle procedure di negoziazione; di sicuro la stagione del “fermo contrattuale” è finita e la contrattazione potrà essere lo strumento anche per qualificare la pubblica amministrazione in generale e soprattutto per contribuire al processo in corso di riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.

17 settembre 2015
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