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11 APRILE 2021
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Lorenzin: “Bambini non vaccinati possono iscriversi a scuola. Su eventuale obbligo deciderà Parlamento. Se decreto appropriatezza non funziona pronta a presentare nuova legge”. E poi su sanità a Regioni: ”È stato errore fatale” 


Il ministro della Salute stamattina a Radio 24. “C’è un dibattito sull'obbligo che è venuto dalle associazioni dei genitori che hanno sollevato il problema. Ne sta discutendo la conferenza Stato Regioni ma qualora si dovesse decidere una cosa del genere in ogni caso bisognerà passare per il Parlamento”. E poi l'apertura sulle sanzioni in caso di prescrizioni inappropriate: “Si va avanti perché è una legge dello Stato, ma se il sistema non funziona cambieremo”.

19 OTT - “I bambini non vaccinati possono iscriversi a scuola, nessuno ha messo in dubbio questo. C’è un dibattito che è venuto dalle associazioni dei genitori che hanno sollevato il problema. Ne sta discutendo la conferenza Stato Regioni ma qualora si dovesse decidere una cosa del genere in ogni caso bisognerà passare per il Parlamento”. Parole del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ospite stamani di Giovanni Minoli a Mix 24 su Radio 24 dove ha affrontato i temi caldi del momento: dalla legge di stabilità, al decreto appropriatezza, passando per i farmaci per l'epatite C e la governance regionale.
 
Il Ministro ha poi ribadito come “non esiste alcuna correlazione tra vaccino e autismo. Non lo dice Beatrice Lorenzin ma gli studi scientifici realizzati dai migliori ricercatori. I vaccini salvano la vita e se per decenni non abbiamo più sentito di malattie mortali per i bambini è stato per le grandi campagne di vaccinazione realizzate nei paesi occidentali. Oggi prevale la disinformazione web in danno di quella della Scienza ufficiale. I casi di effetti collaterali ai vaccini riguardano meno di un bambino ogni milione di bambini vaccinati e nella stragrande maggioranza si tratta di conseguenze banali, arrossamenti, piccoli fastidi. I vaccini possono avere conseguenze solo in caso di patologie concorrenti gravi che il pediatra è in grado di determinare. I genitori devono sempre scegliere per il bene dei figli e per scegliere bene devono fidarsi della scienza e del proprio medico".

 
Il ministro è poi tornata a parlare del decreto sulle prestazioni inappropriate. “Ho firmato l’elenco e mi sono fatta garante con i medici in modo che la norma sia applicata in modo equo senza nessuna caccia al camice bianco”. Nello specifico sulle sanzioni il Ministro ha precisato che “non le togliamo. È una legge dello Stato. Ma vediamo di applicarle bene”. In ogni caso “se il sistema non funzionerà presenterò nuova legge in Parlamento”.
Sempre sul tema appropriatezza Lorenzin ha ribadito che “continuerà a decidere il medico in scienza e coscienza, ora c’è solo una lista con delle indicazioni, banali, cui ci si deve attenere. E se il medico decide di prescrivere una prestazione inappropriata e lo può fare motivando la decisione”.
 
Lorenzin ha poi parlato delle liste d’attesa collegando la questione all’inappropriatezza. “Le file nelle Asl sono causate per il 90% da esami inappropriati. Ovvero da gente che va a fare cose che non servono”. Il fatto è che poi “quando ti servono sul serio non si possono fare perché c’è la fila” e questo “porta le persone che hanno urgenza ad andare nel privato”. Per fare un esempio Lorenzin ha precisato i numeri sulle risonanze: “Sono 4,5 mln il numero di risonanze e su 1,6mln che possono essere inappropriate se ne possono evitare 222 mila, circa 40 mln di euro di risparmio”.
 
Il Ministro ha in ogni caso richiamato come “c’è grande fiducia dei medici e c’è bisogno di loro per fare queste riforme”. Tornando al tema sanzioni Lorenzin si è detta “sicura che pochissimi medici saranno sanzionati, solo quelli che fanno cose abnormi  e che già oggi sono perseguibili e perseguite”. Sempre sulle sanzioni il Ministro ha ricordato che “le hanno volute le Regioni. Ero contraria alla prima proposta, così com’è può andare bene e le Regioni si sono impegnate ad un tavolo con i medici per un unico modus operandi”.
 
Ma non solo appropriatezza il Ministro ha parlato anche di Epatite C. “Siamo il primo paese in Europa che ha fatto un fondo per i farmaci innovativi. Ci stanno copiando. Ora dobbiamo curare 400 mila persone”. In questo senso, rispetto alla governance farmaceutica Lorenzin ha detto che sta “tentando di cambiare approccio sul farmaco anche a livello europeo per garantire i farmaci a tutti attraverso un nuovo sistema di acquisto che faccia diminuire il prezzo. In questo senso ci stiamo attrezzando e posso dire che come Italia siamo i primi della classe”.
 
Si è parlato anche della legge di stabilità e del rapporto con Renzi e con il Mef che rispetto all’anno scorso è migliorato “perché si è capito che non si possono più fare tagli ma che occorre risparmiare e reinvestire. Ed è questo che è passato nella legge di stabilità”.
 
Il Ministro ha ribadito poi che noi andiamo “ad agire sugli sprechi. Su 111 mld di fondi per quest’anno ci sono 30 mld di sprechi. Se noi riusciamo a recuperare parte di queste risorse noi diamo ai nostri cittadini un servizio sanitario che se lo sognano nel resto del mondo”.
 
Una battuta che sulle unioni civili, dove il Ministro si è detto “favorevole per la parte della coppia ma non sulla genitorialità”.
 
Altro tema affrontato quello dell’invecchiamento della popolazione. “È una situazione esplosiva” e “abbiamo bisogno di rendere sostenibile il nostro welfare. La Sanità e il Sociale devono funzionare insieme”.

Lorenzin è tornata infine a parlare della sanità regionale. “Per me la Sanità delegata alle Regioni è stata un errore fatale, perché alla fine il risultato lo vediamo. Ma non ci si può rassegnare, una parte è stata cambiata dalla Costituzione nella riforma che è passata l'altro giorno, è ripassato un concetto di riaccentramento dei sistemi di controllo" e poi "Il Patto della Salute -ha aggiunto- sancisce un cambiamento di orizzonte molto forte, è stato un passaggio importante. Sono un po' isolata nel dire che il passaggio alle Regioni, la Riforma, sia stato un grande errore. Ora però va gestita, non si può dire siccome è stato un errore dobbiamo rimanere così. Ci deve essere una maggiore consapevolezza da parte di tutti, dare degli obiettivi chiari, misurabili e trasparenti e chi sgarra paga”.

19 ottobre 2015
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