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Ddl concorrenza. Pitruzzella (Agcm) in audizione al Senato: “Superare contingentamento numero farmacie e liberalizzare vendita farmaci di fascia C”

di G.R.

Così il presidente dell’Antitrust, ieri in audizione in commissione Industria. Pitruzzella propone di trasformare l’attuale numero massimo di farmacie in numero minimo, “così da eliminare un vincolo allo svolgimento dell’attività economica continuando a garantire la copertura”. Promosso l'ingresso delle società di capitali. E, sulla fascia C: "Sarebbe opportuno uno specifico intervento in sede di esame del ddl". LA RELAZIONE

29 OTT - In tema di farmacie il disegno di legge sulla concorrenza approvato alla Camera e ora in sede d'esame presso la commissione Industria del Senato, sembra andare solo parzialmente verso "la giusta direzione". Per agevolare la concorrenza e favorire i consumatori si potrebbe fare di più: dal superamento del contingentamento delle farmacie alla liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta medica. Sembra essere questo, in sintesi, il pensiero del presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella, audito nel pomeriggio di ieri dalla X commissione di Palazzo Madama.

"Quando si parla di liberalizzazione delle farmacie, ci si riferisce in sostanza a tre aspetti: la liberalizzazione del numero di farmacie; la liberalizzazione della proprietà delle farmacie; la liberalizzazione della vendita dei farmaci. In Italia, negli ultimi anni, sono stati fatti passi in avanti nel settore delle distribuzione farmaceutica. Ad esempio, sono state adottate disposizioni che incrementano il rapporto tra il numero di farmacie autorizzabili e il numero di abitanti. Tuttavia, tali disposizioni non si traducono necessariamente e direttamente in un incremento della concorrenza di prezzo e/o di qualità. Perché tale risultato sia raggiunto, l’Autorità ritiene necessario che siano rimosse tutte le restrizioni all’apertura di nuove farmacie e che siano superati gli attuali limiti concernenti la possibilità per un unico soggetto di assumere la titolarità di più licenze", spiega il presidente dell'Agcm.

 
Promossa, invece, la novità riguardante l'apertura del settore alle società di capitali: "Il disegno di legge va nella giusta direzione, prevedendo la possibilità che anche società di capitali possano essere proprietarie delle farmacie e l’abolizione del tetto massimo di quattro farmacie di cui un soggetto può essere titolare".
 
Nell’ambito dell’eliminazione dei vincoli allo svolgimento dell’attività, restano tuttavia ancora inascoltate le proposte dell’Autorità, in particolare riguardo all’esigenza di superare l’attuale sistema di contingentamento del numero di farmacie presenti sul territorio nazionale attraverso la trasformazione dell’attuale numero massimo in numero minimo, "così da eliminare un vincolo allo svolgimento dell’attività economica, continuando a garantire la copertura del territorio".  In questo contesto, anche la previsione - introdotta alla Camera - riguardante la facoltà, concessa alle farmacie che operano nei comuni più piccoli, che risultino essere “soprannumerarie per decremento della popolazione”, di trasferire presso un diverso Comune della medesima regione, al quale ‘spetti’ un numero superiore di farmacie, sembra essere "ancora basata su un meccanismo di contingentamento numerico, del quale l’Autorità auspica il definitivo superamento".
 
Di contro, per Pitruzzella sembra "andare in una logica di maggiore liberalizzazione la qualificazione degli orari e turni di apertura delle farmacie – stabiliti dalle autorità competenti – come 'livello di servizio minimo', rispetto al quale i titolari delle farmacie possono prevedere orari e periodo di apertura aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori".
 
In conclusione le note dolenti. La tanto discussa ipotesi di liberalizzazione dei farmaci di fascia C con ricetta medica che ha suscitato diversi 'mal di pancia' anche all'interno della stessa maggioranza. "Deve infine ribadirsi, anche in questa sede, nell’ottica di raggiungere sempre maggiori benefici in termini di concorrenza di prezzo e/o qualità, l’auspicio che il processo di liberalizzazione della distribuzione dei farmaci possa proseguire non solo attraverso un ampliamento del numero degli esercizi e un loro rafforzamento (anche attraverso forme innovative di business), ma anche consentendo la vendita al di fuori della farmacia, e sempre alla presenza di un farmacista, dei medicinali di fascia C che sono soggetti a prescrizione medica, ma il cui costo è a carico del paziente.  Come ho già avuto modo di evidenziare nel corso della audizione alla Camera - ha dichiarato il presidente dell'Agcm - la ‘liberalizzazione’ della vendita dei farmaci di fascia C costituisce una misura che consentirebbe un incremento delle dinamiche concorrenziali nella fase distributiva di tali prodotti, con indubbi benefici per i consumatori anche in termini di ampliamento della ‘copertura distributiva’, non più rappresentata dalle sole farmacie, ma arricchita dai punti vendita della grande distribuzione o dalle parafarmacie presenti nel territorio. Infatti, laddove venga in ogni caso prevista la presenza di un farmacista nel punto vendita, la tutela della salute non verrebbe in alcun modo intaccata. La liberalizzazione dei farmaci di Fascia C - ha concluso - è quindi un tema sul quale sarebbe opportuno uno specifico intervento in sede di esame del disegno di legge".
 
Giovanni Rodriquez 

29 ottobre 2015
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