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Piano vaccini. Nuovo rinvio del Mef. Ecco comunque il testo pronto per l'esame in Stato-Regioni. Confermate possibili sanzioni a medici e sanitari che non supportino pratica vaccinale


Sì dalle Regioni. Ma il Ministero dell'Economia vuole approfondire la questione e il piano che aveva scatenato le polemiche sulle sanzioni ai medici che 'boiccotano' le vaccinazioni e sull'obbligatorietà per l'ingresso a scuola subisce un nuovo ritardo e non è andato sul tavolo della Conferenza di oggi. All'esame invece il Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali da virus B e C. IL TESTO DEL PIANO VACCINI ALL'ESAME DELLA STATO REGIONI.

05 NOV - Doveva essere il primo attore per la sanità oggi in Conferenza Stato Regioni. Ma il Piano nazionale vaccini, che dopo 15 giorni di stand by (il varo era atteso per il 20 ottobre scorso) si ripresentava con il suo carico di polemiche e incognite, non andrà in scena. Dopo il sì delle Regioni in mattinata, il Ministero dell'Economia ha chiesto il rinvio dell'esame per approfondire la questione.

Di certo il quadro non è dei più facili. L’allarme sul “calo vaccinazioni” lanciato dall’Iss e le possibili sanzioni anche contrattuali per i medici e operatori che in qualche modo ostacolino o comunque non supportino adeguatamente la pratica vaccinale, avevano già buttato parecchia benzina sul fuoco. Per non parlare del fatto che il nuovo Piano vaccini costerà molto più del precedente e che in tutto serviranno almeno 620 milioni per farlo funzionare a dovere. Insomma, tanti nodi al pettine che oggi avrebbero dovuto essere sciolti. E l'orientamento delle Regioni, come annunciato questa mattina dal Presidente della Conferenza dei Governatori, Sergio Chiamparino, era comunque quello di dare parere  favorevole, condizionato dall'apertura di un tavolo di monitoraggio con lo Stato sull'attuazione delle prorità degli obiettivi e la loro la sostenibilità. E ora qusta nuova battuta di arresto.

 

Ma vediamo in ogni caso gli obiettivi del Piano vaccini. Mantenere lo stato polio-free, raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free, garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’età e popolazioni a rischio. Aumentare l’adesione consapevole, contrastare le disuguaglianze, completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali, migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili, promuovere nella popolazione generale e nei professionisti sanitari, una cultura delle vaccinazioni, sostenere, a tutti i livelli, prevedere interventi sanzionatori qualora sia identificato un comportamento di inadempienza, attivare un percorso di revisione e standardizzazione dei criteri per l’individuazione del nesso di causalità ai fini del riconoscimento dell’indennizzo e favorire la ricerca e l’informazione scientifica indipendente sui vaccini. Obiettivi ambiziosi che presto avremo modo di verificare una volta dato il via libera al Piano.
 
Il tema delle sanzioni ai medici. Ma è indubbio che questo nuovo Piano vaccini è stato da subito al centro delle attenzioni non solo per gli obiettivi ambiziosi e l’impegno per raggiungerli, quanto per quella parte dove con chiarezza si chiede ai medici un impegno maggiore e una coerenza quasi “deontologica” nella promozione dei vaccini.
 
Tutto nasce dalla constatazione dell’esistenza di sacche di resistenza ai vaccini da parte della classe medica ma anche sui dubbi che stanno emergendo nella comunità scientifica e non solo sul tema dell’obbligatorietà dei vaccini.
 
A questi due punti il Piano dedica uno specifico paragrafo che riportiamo integralmente:
La discussione internazionale relativa al superamento dell’obbligo vaccinale e alla valorizzazione delle scelte consapevoli dei cittadini sul tema si avvale dell’esperienza regionale che permette di comprendere le procedure, la tempistica e i costi organizzativi che ne conseguono. Tale percorso sarà approfondito e dal nuovo piano potrà essere generata una normazione aggiornata, garantendo, peraltro, la protezione degli individui e delle comunità, con misure correlate, come, ad esempio, l’obbligo di certificazione dell’avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l’ingresso scolastico. Parte integrante di questi vincoli sarà anche la ricognizione continua delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell’offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato con il servizio sanitario nazionale. Saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali, che possano portare anche all’adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l’opportunità”.
 
In sostanza si delinea una probabile innovazione normativa sul tema dell’obbligatorietà che dovrebbe scaturire dall’esperienza di questi ultimi anni sui pro e contro dell’obbligo/non obbligo rispetto all’impatto che i due regimi hanno sulle scelte dei cittadini e, per quanto riguarda i medici, si annuncia un monitoraggio ferreo dell’operato dei medici e del personale sanitario in generale, dipendente e convenzionato, prevedendo audit e revisioni tra pari insieme a Ordini, associazioni e sindacati, dai quali potrebbero uscire anche sanzioni disciplinari o contrattuali per i sanitari ritenuti responsabili di ostacolare o boicottare in qualche modo le vaccinazioni senza validi motivi clinici. 
 
Nel documento si prevede anche la possibilità di rendere obbligatorie le vaccinazioni per l'ingresso a scuola. Ma servirà una norma ad hoc. Si specifica che nel “nuovo piano potrà essere generata una normazione aggiornata, garantendo, la protezione degli individui e delle comunità, con misure correlate, come, ad esempio, l’obbligo di certificazione dell’avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l’ingresso scolastico”.
 
Ma non c'è solo il Piano vaccini, all’attenzione di Governo e Governatori, arriva anche il Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali da virus B e C (Pnev), oltre a numerosi provvedimenti sempre di interesse sanitario: si va infatti dall’attuazione della direttiva Ue per la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici fino all’esame della proposta del Ministero della salute di ammissione al finanziamento per l’Attività di supporto tecnico-scientifico dell’Iss ai processi decisionali e operativi delle Regioni nel campo della salute umana.
 
Per quanto riguarda il Pnev, arrivato all’attenzione dei tecnici di Stato e Regioni prima dell’estate, il suo obiettivo, lo ricordiamo è quello di fare chiarezza sull'effettiva diffusione del virus prevedendo quindi programmi di screening a partire dai soggetti considerati a rischio. Ma soprattutto quello di assicurare uniformità delle cure su tutto il territorio, anche alla luce delle nuove terapie contro L’Hcv. Terapie costose che andranno sempre nel calderone dei 111 mld del Fondo sanitario nazionale.

05 novembre 2015
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