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Ddl concorrenza. Depositati 116 emendamenti sulle farmacie. PD, 5 Stelle, AP e Gruppo Misto insistono su liberalizzazione della fascia C. ‘Paletti’ a ingresso società di capitali nel settore

Diversi senatori Dem e di Area Popolare insieme ad altri dell'opposizione aprono alla libera vendita dei farmaci di fascia C fuori dalle farmacie prevedendo l'integrazione delle indennità per le farmaci rurali. Le società di capitali non potranno essere proprietarie di più del 10% delle farmacie di una stessa Regione e, il loro capitale sociale dovrà essere detenuto in maggioranza da farmacisti in possesso dell'idoneità e iscritti all'Albo. GLI EMENDAMENTI

19 GEN - Dopo l'anticipazione degli emendamenti presentati da Forza Italia e dal gruppo dei Conservatori e riformisti, sono stati pubblicati oggi tutti i 116 emendamenti all'articolo 48 del disegno di legge annuale sulla concorrenza depositati lo scorso venerdì in commissione Industria. Apertura bipartisan da parte di diversi senatori del Pd (tra i quali la capogruppo in commissione Sanità, Nerina Dirindin), M5s, Ap e del gruppo Misto alla libera vendita dei farmaci di fascia C, anche al di fuori delle farmacie. Condivise, inoltre, alcune misure 'restrittive' poste dai senatori per l'ingresso delle società di capitali nel settore. Ma vediamo nel dettaglio il contenuto delle principali proposte di modifica.
 
Come dicevamo, escludendo la sola Forza Italia, si è registrata un'apertura trasversale da parte dei senatori degli altri partiti sulla liberalizzazione della fascia C. In quest'ottica, viene previsto che, con decreto del Ministero della salute, sentita l’Agcm, venga stabilita la misura con cui gli esercizi commerciali che effettuano vendita al pubblico di questi farmaci debbano partecipare all'integrazione dell’indennità per le farmaci rurali. La misura di questo contributo, si spiega, non dovrà essere superiore, per ciascun esercizio, al 30% dal contributo versato dalle farmacie che risultino comparabili per collocazione territoriale, bacino d’utenza e fatturato relativo ai farmaci di fascia C.

 
Quanto alle società di capitali, un emendamento presentato da Aldo Di Biagio (Ap), Giuseppe Marinello (Ap) e Maurizio Sacconi (Ap), prevede che il capitale sociale di queste società debba essere detenuto in maggioranza da farmacisti in possesso del requisito dell’idoneità e iscritti all’Albo. I titoli azionari dovranno inoltre essere nominativi. Previsto anche l'obbligo della presenza di due terzi di farmacisti nella compagine sociale.
 
Un altro emendamento Pd, sempre a prima firma Nerina Dirindin, chiede, poi, che nelle società di capitali sia vietata la partecipazione tramite società fiduciarie, trust o per interposta persona. 
 
Un'ulteriore proposta di modifica di diversi senatori Pd interviene sull'incompatibilità delle professioni sanitarie alle società di capitali limitandola alle sole professioni abilitate alla prescrizione di medicinali per uso umano ed animale.
 
Previsto ancora in maniera trasversale dai senatori di diversi partiti, un ulteriore 'paletto' per le società di capitali per il quale queste ultime non possono essere proprietarie di più del 10% delle farmacie della medesima Regione o Provincia autonoma.
 
Infine, due emendamenti che puntano a modificare gli articoli 46 e 47 intervengono nel settore odontoiatrico. Il primo presentato da Gianluca Castaldi (M5s) mira ad introdurre l’obbligo per le società operanti nel settore odontoiatrico di avere almeno soci iscritti all’Albo degli odontoiatri che abbiano due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto e che il direttore sanitario debba essere iscritto esclusivamente all’Albo degli odontoiatri.
 
L'altro, propone la creazione di un nuovo articolo, il 47-bis, che prevede disposizioni contro l’esercizio abusivo della professione. Tale norma riprenderebbe l’art.1 del cosiddetto ddl Marinello ormai da tempo fermo nella Commissione Giustizia della Camera.

 
Giovanni Rodriquez

19 gennaio 2016
© Riproduzione riservata


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