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29 MAGGIO 2016
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Opg. De Filippo: “Pronti alla nomina del Commissario per 5/6 Regioni inadempienti”. Negli Opg ancora 164 persone. Nelle Rems ricoverati 455 ex internati. Ecco la Relazione al Parlamento con tutti i dati Regione per Regione

Lo ha anticipato questa sera a Quotidiano Sanità il sottosegretario alla Salute, rivelando che sono in corso le istruttorie sugli atti regionali dopo le diffide inviate alle Regioni inadempienti. “Nei prossimi giorni la nomina del Commissario unico per chiudere la partita”. E sulla nomina preme anche stopOpg. LA RELAZIONE AL PARLAMENTO, LE TABELLE.

02 FEB - La partita Opg sembra alla svolta. A quasi un anno dalla scadenza del 31 marzo 2015 che avrebbe dovuto vedere la chiusura di tutti gli Opsedali psichiatrici giudiziari con il trasferimento nelle Rems dei detenuti psichiatrici, in alcune Regioni si registrano ancora ritardi.
 
Al 15 dicembre 2015 erano ancora 164 le persone (di cui 5 donne) presenti negli Ospedali psichiatrici giudiziari che dovevano essere chiusi dallo scorso 31 marzo.
 
Le presenze più rilevanti a Montelupo Fiorentino con 48 internati, seguito da Aversa con presenze e Barcellona Pozzo di Gotto con 35 persone ancora internate.
 
Di contro, sempre al 15 dicembre scorso, erano 455 (di cui 65 donne) le persone trasferite e residenti nelle Rems fino a quel momento attivate in diverse Regioni.
 
Questo il quadro rilevato dalla Relazione al Parlamento sugli Opg presentata oggi dai Ministri della Salute e della Giustizia. E il Governo sembra a questo punto deciso a rompere gli indugi e a procedere al commissariamento con la nomina di un Commissario unico che avrà il mandato per superare gli ostacoli e chiudere i vecchi Opg ancora aperti provvedendo contestualmente alla nuova destinazione dei detenuti.

 
Ce lo ha confermato questa sera lo stesso sottosegretario alla salute Vito De Filippo: “Nonostante il processo dell’ultimo anno e mezzo è stato straordinario perché più di 500 persone stanno ormai nelle Rems, dobbiamo portare a compimento la chiusura degli Opg. Per questo abbiamo diffidato alcune Regioni ancora inadempienti. Proprio in queste ore stiamo verificando gli atti inviati da queste Regioni per procedere al commissariamento con la nomina del Commissario unico governativo che si sostituirà all’amministrazione regionale per portare a conclusione il processo. La decisione sarà presa nei prossimi giorni finito il lavoro di verifica. In tutto si tratta di 5/6 Regioni”.
 
La richiesta del Commissario era pervenuta in giornata anche da stopOpg, l’organizzazione che da sempre si batte per la loro chiusura. “La IV Relazione del Governo sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari OPG, presentata oggi al Parlamento, conferma l’urgenza di nominare un Commissario che intervenga nelle Regioni inadempienti, che non hanno accolto i loro pazienti, perciò ancora rinchiusi nei quattro OPG superstiti”, hanno scritto in una nota a nome dell’organizzazione Stefano Cecconi, Vito D’Anza, Giovanna Del Giudice.
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“Solo Napoli Secondigliano è stato chiuso. Gli altri OPG (Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto), - sottolinea stopOpg - pur con un numero ridotto di persone internate, sono ancora aperti. Quello di Castiglione delle Stiviere ha solo cambiato targa “trasformandosi” da Opg in Rems con oltre 200 internati. A quasi un anno dalla data fissata per la chiusura degli OPG (31 marzo 2015) il ritardo accumulato per responsabilità delle regioni inadempienti si somma ora a quello del Governo che indugia inspiegabilmente nella nomina del commissario”.
 
“Il Commissario deve intervenire per garantire ad ogni internato la dimissione e poter chiudere così gli OPG – aggiungono gli esponenti di stopOpg - ma soprattutto dovrà occuparsi della corretta applicazione della legge 81/2014, che indirizza gli interventi verso progetti di cura e riabilitazione individuale da svolgersi preferibilmente senza misura di sicurezza detentiva”.
 
“Come indica la stessa Relazione al Parlamento, questo è possibile nella stragrande maggioranza dei casi. Così anche il ruolo delle Rems - e quindi della misura di sicurezza detentiva - può e deve diventare residuale – concludono - rispetto all’assistenza che deve svolgersi nel circuito del servizi di salute mentale territoriali (ai quali vanno subito assegnate le risorse), seguendo finalmente le indicazioni della legge 180 che ha sancito la chiusura dei manicomi”.

02 febbraio 2016
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