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Disabilità. De Filippo: “In campo progetti e finanziamenti per promuovere la vita indipendente”. Di Vita (M5s): “Governo alla deriva su contrasto maltrattamenti”

Botta e risposto tra il sottosegretario alla Salute e la deputata del M5s nel corso di un'interrogazione sul tema della disabilità in commissione Affari Sociali. De Filippo ha ricordato tutte le iniziative e i finanziamenti messi in campo dal Governo in favore della disabilità. Una risposta giudicata insoddisfacente da Di Vita: "Avevamo chiesto quali misure avesse adottato iil Governo per il contrasto ai maltrattamento dei cittadini disabili all’interno degli istituti".

19 FEB - Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, è intervenuto ieri in commissione Affari Sociali alla Camera per rispondere all’interrogazione di Giulia Di Vita (M5s) in tema di iniziative per dare concreta attuazione alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Nel suo intervento De Filippo ha ricordato come nel 2009 sia stato istituito l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Inoltre, nei decreti di riparto del Fondo per le non autosufficienze per gli anni 2014 e 2015, ha spiegato, “è stata riservata una quota pari a 10 milioni di euro a favore del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con cui sono state finanziate azioni di natura sperimentale per la vita indipendente delle persone con disabilità”. Segnalato, inoltre, che nella legge di stabilità per il 2016 sono stati stanziati 5 milioni di euro al fine di potenziare i progetti riguardanti misure atte a rendere effettivamente indipendente la vita delle persone con disabilità grave.
 
Questa la risposta integrale di De Filippo: “Nel rilevare preliminarmente che gli aspetti relativi al controllo dei riprovevoli casi di maltrattamento denunciati nell'atto parlamentare rientrano nella specifica competenza delle regioni, voglio ricordare che la legge n. 18 del 2009 che ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ha contestualmente istituito l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Tale organismo ha lo scopo di contribuire all'accrescimento di conoscenze ed esperienze sulle condizioni delle persone in situazione di disabilità. Nell'ambito dei propri compiti, l'Osservatorio ha, fra l'altro, provveduto ad elaborare il primo Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, approvato nell'ottobre 2013, ed è al momento impegnato nella elaborazione del secondo programma d'azione, che sarà presentato in occasione della prossima Conferenza Nazionale in materia di disabilità nel mese di settembre. Nel precisare che il citato programma d'azione investe i principali aspetti legati al tema della disabilità (scuola, lavoro, salute, vita indipendente, eccetera), faccio presente che il Ministero che rappresento ha dato assoluta priorità al tema della valorizzazione di un progetto individuale a favore della persone con disabilità, nel quadro della promozione della propria vita indipendente. Ricordo, infatti, che nei decreti di riparto del Fondo per le non autosufficienze per gli anni 2014 e 2015, è stata riservata una quota pari a 10 milioni di euro a favore del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con cui sono state finanziate azioni di natura sperimentale volte all'attuazione del citato Programma. Il Ministero che rappresento, infatti, nel quadro delle proprie competenze – tese all'attuazione delle linee di intervento contenute nel programma in parola – ha dato avvio, sin dal 2013, ad una sperimentazione ad hoc sul tema vita indipendente, pubblicando delle Linee Guida per la presentazione di proposte di adesione, da parte delle Regioni, alla sperimentazione del modello di intervento che promuova una vita indipendente e l'inclusione nella società delle persone con disabilità. L'obiettivo principale del Programma d'Azione è costituito dalla definizione di linee d'indirizzo nazionali per l'applicazione dell'articolo 19 della Convenzione ONU, mediante l'individuazione dei criteri guida per la concessione di contributi, per la programmazione degli interventi e servizi e per la redazione dei progetti individualizzati. In particolare, a dimostrazione del valore e del ruolo indispensabile che riveste la persona con disabilità, è stata data particolare attenzione, anche per il 2015, ad una progettazione personalizzata che coinvolga direttamente la persona con disabilità e ove opportuno, la sua famiglia.


I progetti proposti dalle Regioni, infatti, mirano a valorizzare la motivazione della persona a partecipare a percorsi di vita indipendente, tenendo conto della sfera delle disabilità intellettive e relazionali. In tale contesto, rivestono un ruolo importante i Centri o Agenzie per la Vita Indipendente e/o figure di consulenti alla pari (o peer counseling), in sinergia con l'attività condotta dalle Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM). Sottolineo, inoltre, che tali progetti, che si collocano nel quadro del più generale processo di «deistituzionalizzazione», prevedono lo sviluppo di progetti di «abitare in autonomia» che coinvolgono piccoli gruppi di persone, incoraggiando sperimentazioni a favore di persone con disabilità senza il necessario supporto familiare (durante noi-dopo di noi) da accogliere in strutture di cohousing sociale o gruppi appartamento, naturalmente evitando ogni possibile ricaduta in termini di potenziale segregazione ove tali esperienze non siano pienamente integrate nel tessuto abitativo e sociale della comunità di riferimento. Segnalo, inoltre, che nella legge di stabilità per il 2016 sono stati stanziati 5 milioni di euro per l'anno 2016 al fine di potenziare i progetti riguardanti misure atte a rendere effettivamente indipendente la vita delle persone con disabilità grave. Da ultimo, con riferimento a quanto evidenziato dagli onorevoli interroganti in ordine al disegno di legge delega per la riforma del terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale, preciso che il provvedimento (AS 1870) – attualmente all'esame del Senato – prevede all'articolo 7 che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali eserciti le funzioni di vigilanza, monitoraggio e controllo sugli enti del terzo settore, ivi comprese le imprese sociali, in collaborazione, per quanto di competenza, con gli altri Ministeri interessati e con l'Agenzia delle entrate”.

In sede di replica, Giulia Di Vita (M5s) si è dichiarata totalmente insoddisfatta della risposta in quanto “non ha fornito i dati richiesti”. "Alla nostrarichiesta di chiarimenti rispetto alle misure adottate per il contrasto ai maltrattamento dei cittadini disabili all’interno degli istituti il governo ha risposto elencando misure che al momento sono solo sulla carta o che nulla hanno a che fare con la materia in questione. Il livello di inadeguatezza da parte dell’esecutivo nei confronti di temi scottanti che riguardano la tutela dei cittadini più deboli si conferma ancora una volta indegno per un paese civile”. Affermano i deputati del MoVimento 5Stelle in commissione Affari Sociali commentando la risposta del sottosegretario.


“Ricordiamo che la convenzione Onu per idiritti delle persone con disabilità, ratificata nel 2009, all’articolo 16 prevede delle precise indicazioni per il contrasto a questo fenomeno come, ad esempio, l’istituzione di un ente di controllo indipendente che, nel caso del nostro Paese, sarebbe necessario per superare l’inefficienza dimostrata dalle Regioni in questo campo”, spiegano i deputati del M5s.

“Nella nostra replica all’interrogazione - afferma Di Vita - abbiamo ricordato al governo che non basta ratificare le convenzioni, ma serve anche applicarle, soprattutto se danno, come in questo caso, indicazioni molto precise rispetto alle modalità di azione nel contrasto al fenomeno. Inoltre al sottosegretario Biondelli abbiamo suggerito la necessità di istituire un sistema disegnalazioni, in stile 'whistleblowing', dal momento che quello delladenuncia, ad oggi, è risultato essere l’unico sistema efficace per far emergere i casi di maltrattamento. Oltre a questa misura sarebbe necessario aggiungerne anche altre. Penso, soprattutto, all’installazione di telecamere e ispezioni programmate a sorpresa e indagini periodiche sul grado di soddisfazione degli utenti e sullo stato di servizio degli operatori”. 
 

19 febbraio 2016
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