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Decreto scuola. Via libera dal Senato. Si sbloccano le scuole specializzazione non mediche, ma senza risorse per i contratti. Mandelli (Fi) e D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Farmacisti penalizzati”

di G.R.

Nel maxiemendamento, su cui il Governo aveva posto la fiducia, vengono attivate le scuole di specializzazione per veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi. Il tutto senza risorse aggiuntive per le borse di studio. Per Mandelli (Fi) e D'Ambrosio Lettieri (CoR): “Gli specializzandi non medici restano di serie B e si annulla quanto previsto dal DM 68/2015 che ricomprendeva anche i farmacisti tra le specializzazioni sanitarie". IL MAXIEMENDAMENTO

12 MAG - Nella mattinata l’Aula del Senato, con 168 voti favorevoli, 90 contrari ed 1 astenuto, ha accordato la fiducia al Governo sul maxiemendamento del decreto legge funzionalità sistema scolastico e ricerca. Il testo passa ora alla Camera.
 
Nel maxiemendamento, all’articolo 2 bis, si affronta il tema delle specializzazioni non mediche. Qui si spiega come, in attesa di una definizione organica della materia, le scuole di specializzazione riservate alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi, verranno attivate in deroga a quanto stabilito dalla legge n. 401 del 2000, senza che da ciò derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Senza cioè contemplare un finanziamento ad hoc sulla scorta di quello già esistente per le specializzazioni in medicina.

Una decisione mal digerita dall'opposizione per diversi motivi. "In questo modo di fatto si cancella l’equiparazione tra gli specializzandi di area non medica e quelli di area medica in termini di trattamento economico - spiega Andrea Mandelli (Fi), vicepresidente della commissione Bilancio -. E’ la riproposizione di una palese e ingiustificata discriminazione che vede penalizzate figure fondamentali nel processo di cura così come è andato strutturandosi oggi: tra gli altri, farmacisti, fisici e odontoiatri".


“Altro che buona scuola. I giovani sono stati traditi da governo e maggioranza che negano diritti a tantissimi specializzandi non medici che resteranno di serie B – aggiunge Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), componente della commissione Sanità del Senato -. Si cancella così con un colpo di spugna il faticoso lavoro bipartisan svolto in questi anni dal Parlamento per avviare la procedura di riconoscimento per migliaia di specializzandi in materie di area sanitaria, tra cui i farmacisti, dello stesso trattamento economico attribuito ai medici per la frequenza dei corsi di specializzazione”.

Come spiegavamo prima, il problema non è solo di ordine economico. Le scuole di specializzazione dei farmacisti, odontoiatri e fisici, infatti, a differenza delle altre elencate nell’articolo 2 bis del maxiemendamento, non erano bloccate. Anzi, con il Decreto Ministeriale n. 68 del 2015 siglato da Miur, Mef e Ministero della Salute, queste venivano ricomprese tra le scuole di specializzazione di area sanitaria.
 
"In questo modo si compie un balzo indietro di 16 anni, tornando a un dispositivo di legge che risale al 2000, e che tutti avevano dichiarato esplicitamente di voler riformare", sottolinea Mandelli. Sulla stessa lunghezza d'onda anche D'Ambrosio Lettieri che aggiunge: “Non avendo gli stanziamenti per poter finanziare le borse di studio di questi specializzandi, il Governo ha deciso strumentalmente di ignorare i contenuti del DM 68/2015 riportando la situazione indietro nel tempo, e quindi ricomprendendo anche farmacisti, odontoiatri e fisici nelle specializzazioni non mediche previste dalla legge 401/2000”.


“Per impedire che si compia uno scempio del genere, avevo presentato immediatamente, insieme al senatore Andrea Mandelli (Fi), un sub-emendamento che prevede la non applicazione della deroga approvata in Commissione alle scuole di specializzazione ricomprese nel Decreto su citato, tra le quali anche quelle di farmacisti, fisici e odontoiatri. Ma il Governo, ponendo ancora una volta la fiducia in aula, di fatto ne impedisce la discussione – ha evidenziato il senatore dei CoR -. A farmacisti, odontoiatri e fisici afferenti alle relative scuole di specializzazione - cui viene richiesta obbligatoriamente, come ai medici, la formazione specialistica con stesso impegno e stessi doveri - non saranno riconosciuti eguali diritti, ma saranno anzi riprecipitati nella più assoluta incertezza normativa e posti in una situazione di disparità incomprensibile e inaccettabile, considerata la peculiarità essenziale e non sostituibile di queste figure professionali nell’ambito dell’area sanitaria. Equiparare lo status giuridico, contrattuale ed economico fra tutte le classi di specializzazione ricomprese nel DM 68/2015, che prevedono medesime regole per conseguire i crediti formativi e maturare il monte orario della pratica professionalizzante, è un atto di civiltà, non solo giuridica, cui Parlamento e Governo non possono sottrarsi”.
 
Ricordiamo che i senatori Mandelli e D'Ambrosio Lettieri erano intervenuti su questo tema anche durante la discussione in commissione Sanità del ddl Lorenzin, proponendo un emendamento, poi trasformato dalla XII commissione in Ordine del giorno, che puntava alla promozione di un effettivo riconoscimento ai laureati ammessi e iscritti dal primo al quarto anno di corso delle scuole post-laurea di specializzazione dell'area sanitaria non medica, del diritto all'erogazione di una borsa di studio e all'applicazione del trattamento contrattuale di formazione specialistica.
 
"Oggi siamo di fronte a un atto motivato da ragioni puramente contabili, reso ancor più incomprensibile in considerazione dell’istituzione di nuovi ordini delle professioni sanitarie previsto dal DdL Lorenzin. Se si ritiene importante una sempre maggiore professionalizzazione delle figure sanitarie che reggono la tutela della salute nel nostro paese, non si può prescindere dal garantire loro una formazione adeguata e un’organizzazione delle scuole di specializzazione tale da premiare il merito, e non la capacità dei singoli di sostenere l’onere economico del percorso formativo. E’ un punto irrinunciabile sul quale tutti le rappresentanze professionali devono insistere senza incertezze: ne va del futuro della nostra sanità e dell’assistenza ai cittadini. Ed è per questo - conclude Mandelli - che la nostra battaglia non si fermerà di fronte a questa inversione di rotta del Governo".

Ma non finisce qui. "Un altro aspetto da non trascurare - conclude D'Ambrosio Lettieri - è quello relativo al fatto che il mancato riconoscimento economico per gli specializzandi non medici assume anche rilievo sindacale poiché gli stessi prestano servizio come lavoratori con obbligo di effettuare attività assistenziale diretta sul paziente, esattamente come gli specializzandi medici”.
 

Giovanni Rodriquez

12 maggio 2016
© Riproduzione riservata


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