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Ddl concorrenza. Testo ‘blindato’ in Aula dopo Pasqua. Per il relatore Marino (Ap): “Scelta sbagliata”. Ma Calenda si difende: “Urgenza dettata da richeste Ue”


La decisione di evitare un ulteriore passaggio in commissione Industria è stata presa ieri nel corso di un incontro tra rappresentanti del governo e della maggioranza. "Ci sarebbe stato tempo e spazio per il ritorno in commissione e l'apertura dei termini a tutti i gruppi", ha dichiarato il relatore Luigi Marino (Ap) che, proprio sul tema dell'urgenza rimarcato dal ministro Calenda, punta il dito contro il Governo: "Per motivi condivisibili o no, ne ha ritardato l'arrivo nelle Aule". D'Ambrosio Lettieri: "Ipotesi fiducia è una pessima notizia".

06 APR - Sembra non aver fine l'iter in Senato del disegno di legge annuale sulla concorrenza. L'esame del provvedimento da parte dell'Aula, calendarizzato per questa settimana, slitterà ancora una volta. E verrà mantenuto il testo approvato dalla commissione Industria nel mese di agosto del 2016. Questo è quanto sarebbe stato deciso ieri nel corso di un incontro tra rappresentanti del governo e della maggioranza.
 
Nessun ulteriore passaggio in commissione dunque, per esaminare un pacchetto di emendamenti messo a punto da governo e relatori, che avrebbe contenuto qualche modifica anche in tema di farmacie e odontoiatri. Il testo, che dovrebbe approdare in Aula dopo Pasqua, sarà dunque 'blindato'. L'orientamento dell'Esecutivo dovrebbe essere quello di presentare un maxi-emendamento al fine di velocizzare i tempi, sul quale poi porre la questione di fiducia.
 
Una scelta, questa, così contestata ieri da uno dei relatori di maggioranza, Luigi Marino (Ap): "Mi costa, ma resto al mio posto di relatore solo perché sollecitato dal mio gruppo e perché sento la responsabilità istituzionale di dover portare a termine questo lavoro che condivido. È stata una decisione sbagliata, presa all'insegna dell'urgenza, ora vedremo se i tempi saranno rispettati. Ci sarebbe stato tempo e spazio necessario al ritorno in commissione e all'apertura dei termini a tutti i gruppi, vista la responsabilità che le forze d'opposizione hanno sempre dimostrato sul tema".

 
Il contingentamento dei tempi e l'accelerazione dell'approdo in Aula è stato così giustificato dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda: "Da quando sono diventato ministro ho preso l'impegno di portare a casa questa legge presentata a febbraio del 2015, tra le cose che l'Europa ci ricorda questa è tra le più importanti. Un impegno internazionale che ha dei contenuti importanti ma anche una cosa fondamentale da fare adesso per
una questione di serietà del governo precedente, attuale e del Paese nel suo complesso".
 
Parole, queste, che non convinco il relatore Marino, per il quale i ritardi nel percorso d'approvazione di questa norma "hanno come responsabile preminente il governo che, per motivi condivisibili o no, ne ha ritardato l'arrivo nelle Aule". Nel suo attacco, l'esponente di Area popolare ha però 'risparmiato' il Mise che "ha sempre sostenuto il provvedimento, i problemi non vengono da lì".
 
Intanto, contro la decisione del governo di portare il testo subito in Aula si è schierata Forza Italia: "Chiediamo al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda di riportare all'esame della commissione Industria, prima del passaggio definitivo in Aula, il disegno di legge sulla Concorrenza, perché riteniamo che alcune modifiche vadano apportate", scrivono in una nota congiunta i senatori Paola Pelino e Paolo Galimberti.
 
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il componente della commissione Sanità Luigi D'Ambrosio Lettieri (DI) che ieri ha dichiarato: "L'ipotesi ventilata di un voto di fiducia sul ddl concorrenza è una pessima notizia, oltre che l'ammissione dell'incapacità di fatto del governo di gestire l'iter legislativo di un provvedimento di indubbia rilevanza per l'ampiezza dei settori interessati e per la complessità delle innovazioni che vengono proposte. Motivare il voto di fiducia con l'urgenza per un 'omnibus' fermo qui in Senato da otto mesi sarebbe semplicemente risibile, se ciò non ledesse in modo così grave le prerogative del Parlamento che sarebbe espropriato della sua funzione di proposta tramite la fase emendativa".
 
"Ecco perché condivido le preoccupazioni e le perplessità esposte dal senatore Marino, nella sua qualità di relatore insieme al senatore Tomaselli, dei quali apprezzo l'impegno e la qualità del lavoro svolto fino ad ora - ha sottolineato il senatore -. Torno a ribadire la necessità di discutere il provvedimento in aula che è il luogo deputato a sviluppare un confronto maturo e responsabile sui tanti punti di criticità che preoccupano non poco, come è evidente, perfino le forze politiche della maggioranza che sostiene il Governo”.
 
“Spero - ha concluso D'Ambrosio Lettieri - che il ricorso a un altro voto di fiducia non si trasformi nella foglia di fico per nascondere le tensioni della maggioranza e per avallare il placet del Governo a una deriva mercatista, che rischia di scardinare numerosi comparti economici e produttivi del Paese, consegnandoli al totale controllo dei potentati economici internazionali e a pure logiche di profitto. Il mercatismo vocato alla deregulation totale - è bene che il governo e maggioranza vi riflettano seriamente - è in grado di compromettere quelle garanzie di qualità dei servizi a tutela dei cittadini che, per esempio, in particolare nel settore sanitario e per la farmacia, presidio di riferimento territoriale, riconosciuto e parte integrante del sistema sanitario nazionale anche per il suo valore sociale, non può essere accettabile". 
 
Giovanni Rodriquez

06 aprile 2017
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