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Vaccini. L’alternativa Cinque Stelle: “Mantenere solo i 4 obbligatori esistenti e no all’obbligo per iscrizione a scuola”. Proposto stanziamento di 300 mln nel triennio 2017-2019 per l’istituzione di un Fondo nazionale di prevenzione vaccinale. “Pronti a lavorare con Mdp su testo comune”

Non esistono evidenze scientifiche sull'aumento delle coperture con l'introduzione dell'obbligatorità per altri 8 vaccini. E, di fronte ad una mancanza di epidemie è ingiustificato il ricorso ad un decreto legge. Questi i concetti espressi oggi al Senato da Giulia Grillo, Elena Fattori e Paola Taverna che hanno presentao un loro ddl alternativo al decreto Lorenzin. Per i Ciinque Stelle bastano gli attuiali 4 vaccini già obbligatori (antidifterite, antitetanica, antipoliomelite e antiepatite B) e non serve il reinserimento dell'obbligo vaccinale per iscriversi a scuola che era già stato camcellato nel 1999. Apertura al ddl Dirindin. IL TESTO

15 GIU - Coperture vaccinali con una formulazione quadrivalente, o monodose,  per gli unici vaccini obbligatori ai sensi della legislazione vigente, quali antidifterite, antitetanica, antipoliomelite e antiepatite B. Inoltre no al ripristino dell'obbligo vaccinale per poter iscrivere a scuola i propri figli. E poi istituzione di un Fondo nazionale per la prevenzione vaccinale con dotazione di 100 milioni di euro annui per ciascun anno del triennio 2017-2019. Queste in sintesi le principali novità contenute nel disegno di legge in tema di vaccinazioni presentato oggi dal MoVimento 5 Stelle nel corso di una conferenza presso la sala Nassirya del Senato, presieduta da Giulia Grillo, Elena Fattori e Paola Taverna.
 
"Altri partiti hanno provato in ogni modo a strumentalizzare la battaglia di serietà che il M5S sta portando avanti sui vaccini. Rispetto all’approccio coercitivo alla vaccinazione scelta dal Governo, vorrei far presente che questa è una scelta di tipo politico e non scientifico - ha precisato Grillo -. Di fatto il M5S ha scelto un approccio di raccomandazione proprio basandosi su ricerche ed evidenze scientifiche che ci dicono che questo è l'approccio migliore. Ritengo che la politica debba fare politica e che la scienza debba fare la scienza senza interferire nei rispettivi campi. La politica ha il compito di fare le regole per garantire una ricerca indipendente, trasparente e sicura. E proprio su questo stiamo discutendo in commissione Affari sociali alla Camera sull'articolo 1 del ddl Lorenzin. La scienza viceversa propone sue innovazioni che la politica deve introdurre, specie se a carico del pubblico erario, con degli strumenti di politica sanitaria pubblica".

 
"Non esiste correlazione tra autismo e vaccini, quello studio era fraudolento. Questo dobbiamo dirlo in maniera chiara per non creare farsi allarmismi. E’ inoltre importante avere il massimo livello di copertura per tutte quelle vaccinazioni realmente necessarie. Premesso questo - ha spiegato Fattori - politicamente il punto è come ottenere questa copertura. Nella maggior parte dei casi questo traguardo non si raggiunge con la coercizione ma con la raccomandazione. E su questa modalità è basato il nostro ddl. Raccomandazione non vuol dire però libertà totale di scelta. Lo Stato deve tutelare la salute pubblica accompagnando i genitori alla vaccinazione. Servono vaccini gratuiti e disponibili, e personale sanitario disposto a chiarire i dubbi. Lo Stato ha poi il compito di monitorare il livello delle vaccinazioni attraverso un'Anagrafe vaccinale informatizzata. Abbiamo poi previsto clausole di salvaguardia, ad esempio nei casi di epidemie dichiarate. Vogliamo uno Stato autorevole, non autoritario".
 
"Si sta creando una spaccatura su un tema delicato, come quello della tutela della salute pubblica, che non fa bene a nessuno - ha aggiunto Taverna -. E' stato approvato un Piano nazionale vaccini e poi, dopo soli pochi mesi e senza nessuna motivazione, visto che lo stesso premier Gentiloni ha dichiarato che non c’è alcuna epidemia, Lorenzin è intervenuta a gamba tesa imponendo l’obbligo su ben 12 vaccini. La gente non si fida del ministro, del governo, dei parlamentari, non dei vaccini. C’è una grande quantità di pubblicazioni scientifiche che dicono chiaramente che con l’obbligo l'auspicato aumento delle coperture non si ottiene. In questo senso il ddl presentato da Mdp ha un'impostazione simile e può tranquillamente, insieme al nostro, diventare un testo base su cui lavorare".

 
Il provvedimento è composto di 7 articoli:
 
All’articolo 1 si spiega come la legge sia finalizzata ad armonizzare le attività vaccinali in atto sul territorio nazionale per garantire equità e parità di accesso alle prestazioni da parte di tutti i cittadini e alla promozione della salute e all’incremento della copertura vaccinale sul territorio nazionale in modo da adottare una efficace azione preventiva sulla base del principio della raccomandazione.
 
Al fine di consentire di svolgere l’attività di monitoraggio delle vaccinazioni eseguite da tutti i cittadini l’articolo 2 istituisce l’Anagrafe vaccinale nazionale digitale con il compito di raccogliere i dati delle banche dati digitali regionali e in particolare i dati relativi ai vaccinati per sviluppare le attività di sorveglianza delle malattie suscettibili di vaccinazione e di monitorare nel tempo gli eventuali effetti indesiderati delle vaccinazioni nonché per migliorarne i livelli di sicurezza e di efficacia.
 
Nel testo si spiega come le somme stanziate nella legge di Bilancio per il nuovo Piano nazionale vaccini siano finalizzate unicamente all’acquisto dei vaccini, pertanto, per il M5S si rende necessario lo stanziamento di ulteriori risorse destinate a finanziare un sistema adeguato di prevenzione vaccinale sul territorio nazionale. 
 
A tal fine l’articolo 3 istituisce il Fondo nazionale per la prevenzione vaccinale con dotazione di 100 milioni di euro anni per ciascun anno del triennio 2017-2019. Le risorse del Fondo sono destinate: alla realizzazione e alla tenuta dell’Anagrafe vaccinale di cui all’articolo 2; alla promozione attiva delle vaccinazioni raccomandate nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale ed alla rimozione attiva e capillare di qualsiasi ostacolo alle vaccinazioni; alla diffusione a tutti i livelli di appropriati programmi di comunicazione aperta ed efficace tra medici e genitori in modo da sviluppare un senso più alto di partecipazione dell’individuo alla gestione della salute pubblica nonché diffondere la conoscenza delle malattie infettive prevenibili con le vaccinazioni.
 
L’articolo 4 stabilisce che al fine di consentire su tutto il territorio nazionale le adeguate coperture vaccinali e garantire la scelta tra diverse alternative vaccinali, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministro della salute provvede, sentita l’Aifa e le Regioni, a rendere disponibili: a) coperture vaccinali con una formulazione quadrivalente per gli unici vaccini obbligatori ai sensi della legislazione vigente, quali antidifterite, antitetanica, antipoliomelite e antiepatite B, nonchè in formulazione monodose; b) coperture vaccinali con una formulazione monodose per ciascuno dei vaccini raccomandati.
 
L’articolo 5, prescrive al comma 1, che nei casi di particolari emergenze sanitarie o di specifici episodi epidemici il Ministro della salute definisce con proprio decreto, misure obbligatorie specifiche legate alla risoluzione dell’evento emergenziale, al fine di tutelare la salute pubblica. Al comma 2 si stabilisce che nell’ambito dell’attività di monitoraggio della copertura vaccinale qualora il Ministero della salute sentito l’Istituto superiore di sanità, rilevi scostamenti tali da compromettere l’ottenimento dell’immunità di gregge, adotta programmi informativi obbligatori a carico dei centri vaccinali presenti sul territorio nazionale al fine di stabilire un confronto con chi esercita la responsabilità genitoriale. Il comma 3 è dedicato alla tutela degli alunni che per motivi clinici non possono accedere alle pratiche vaccinali. Viene previsto che i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, provvedono, nei casi di cui al comma 1, ad adottare ogni misura necessaria per garantire agli alunni stessi una continuità didattica in presenza di adeguate misure volte alla tutela della salute e della sicurezza.
 
L’articolo 6 dispone che a decorrere dal 2019, il Piano nazionale di prevenzione vaccinale, ha durata quinquennale.
 
Infine, l'articolo 7 reca la copertura finanziaria. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a 100 milioni di euro anni per ciascun anno del triennio 2017-2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
 
Giovanni Rodriquez

15 giugno 2017
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