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DAT. Lavori in Commissione Sanità rinviati a settembre. Futuro del provvedimento resta in bilico

Alla ripresa dei lavori si dovrà attendere l'esito dell'esame da parte della Commissione Bilancio sui 3.002 emendamenti presentati. L'ipotesi di una 'forzatura' con l'invio del testo direttamente in Aula, senza il mandato del relatore, per superare l'ostacolo ostruzionismo appare meno probabile per alcune resistenze registrate all'interno della stessa maggioranza. Senza contare che i numeri per far approvare il testo in Assemblea sono tutt'altro che scontati.

02 AGO - La Commissione Sanità del Senato ha concluso ieri la discussione generale sul disegno di legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento. Il seguito della discussione è stato così rinviato alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. A quel punto, i senatori della XII Commissione, dovranno attendere l'esito dell'esame da parte della Commissione Bilancio sui 3.002 emendamenti presentati.
 
Si dovrebbe avere così un primo 'sfoltimento' delle numerose proposte di modifica. Ad ogni modo, nonostante le dichiarazioni della scorsa settimana da parte della presidente della Commissione Sanità, Emilia Grazia De Biasi, l'ipotesi di una 'forzatura' con l'invio del testo direttamente in Aula, senza il mandato del relatore, per superare l'ostacolo ostruzionismo appare meno probabile per alcune resistenze registrate all'interno della stessa maggioranza. Una decisione di questo tipo, tra l'altro, dovrebbe avere il placet del presidente del Senato Pietro Grasso oltre che della Conferenza dei capigruppo. 

 
L'intento, in ogni caso, è quello di portare avanti il provvedimento senza però forzare troppo la mano anche per via dei numeri tutt'altro che certi su cui la maggioranza potrebbe contare in Assemblea. La maggior parte degli emendamenti, ricordiamo, sono stati presentati infatti da Ln, FI e AP. Il PD dovrebbe quindi contare sull'appoggio del M5S per poter veder approvato il provvedimento. Una possibile partnership, questa, su cui però i dem non fanno affidamento.
 
Tutto questo, sommato ai prevedibili lunghi tempi in commissione per l'esame degli oltre 3000 emendamenti, mette di fatto a rischio l'approvazione del disegno di legge. A maggior ragione alla luce dell'approdo in autunno al Senato della legge di Bilancio e, a quel punto, del poco tempo rimasto a questa legislatura prima dello scioglimento delle Camera.
 
Giovanni Rodriquez

02 agosto 2017
© Riproduzione riservata


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