Ddl Lorenzin. Fnomceo: “Bene nel complesso. Ma sugli Ordini occasione persa: più tecnicismi su procedure che sostanza”

Ddl Lorenzin. Fnomceo: “Bene nel complesso. Ma sugli Ordini occasione persa: più tecnicismi su procedure che sostanza”

Ddl Lorenzin. Fnomceo: “Bene nel complesso. Ma sugli Ordini occasione persa: più tecnicismi su procedure che sostanza”
Questo il commento di Roberta Chersevani, presidente della Fnomceo. “Spiace che nell’ambito dell’articolo 4, recante la riforma dei nostri Ordini, i legislatori si siano focalizzati più sui tecnicismi e sulle procedure che sulla sostanza, non tenendo in sufficiente conto le necessità di ammodernamento e di adeguamento al ruolo che gli Ordini stessi hanno assunto nella società”. 

“Il Ddl Lorenzin, approvato ieri ‘al fotofinish’ dopo cinque anni, presenta molti aspetti positivi. Innanzitutto la lotta all’abusivismo, reato per il quale sono finalmente previste pene severe e dissuasive. Poi il riconoscimento del ruolo e di una maggiore autonomia gestionale per le nostre Commissioni Albo Odontoiatri. Bene la disciplina della sperimentazione clinica, il riordino dei comitati etici, l’attenzione alla medicina di genere e alla sperimentazione in pediatria, il coinvolgimento delle Associazioni dei pazienti, tutto quello che è stato fatto per correggere refusi e incertezze della Legge 24 sulla Sicurezza delle cure. Siamo contenti per i nuovi Ordini, ai quali vanno i nostri migliori auguri, e perché tutti gli Ordini che hanno una valenza sanitaria sono finalmente ricompresi sotto l’ombrello del Ministero della Salute”.
 
Così Roberta Chersevani, presidente della Fnomceo, commenta, a un giorno di distanza, l’approvazione definitiva, avvenuta ieri in Senato, del “Ddl Lorenzin” che riordina diverse materie di interesse sanitario, tra le quali anche la riforma degli Ordini delle Professioni sanitarie, materia rimasta sostanzialmente ferma alle Leggi istitutive del 1946 e del 1950. E proprio su questa parte si sono concentrate, negli ultimi mesi, le critiche della Fnomceo.
 
“Spiace che nell’ambito dell’articolo 4, recante la riforma dei nostri Ordini, che avrebbe avuto diritto a dignità di Legge a sé stante, i legislatori si siano focalizzati più sui tecnicismi e sulle procedure che sulla sostanza, non tenendo in sufficiente conto le necessità di ammodernamento e di adeguamento al ruolo che gli Ordini stessi hanno assunto nella società – conclude Chersevani – . Si è persa l’occasione, dopo settant’anni e dopo una discussione quasi ventennale della materia, di approvare una legge dedicata di vera riforma”. 

23 Dicembre 2017

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