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Bilancio di legislatura e nuove elezioni. Il Forum di Quotidiano Sanità (3ª puntata). Le pagelle al Governo e le richieste ai partiti di Fesmed e Nursind

Più investimenti per il Servizio sanitario nazionale, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, riforma delle scuole di specializzazione. E ancora, riconoscere anche agli infermieri la possibilità di esercitare la libera professione e il riconoscimento dell'attività usurante della professione. Queste alcune delle richieste ai partiti in vista delle prossime tornate elettorali. Quanto alla passata legislatura, non raggiunge la sufficienza nessuno dei suoi rappresentanti.

11 GEN - Prosegue il Forum di Quotidiano Sanità, che ha interpellato i sindacati medici per tracciare un bilancio degli ultimi Governi, ma anche per veicolare le richiesta delle categorie alla politica in vista del prossimo election day del 4 marzo. In questa terza puntata rispondono Fesmed e Nursind.
 
 
La legislatura si è oramai conclusa. Quale bilancio per la sanità? Mi saprebbe indicare tre cose buone e tre cattive?
 
Giuseppe Ettore (Presidente Fesmed): "Il bilancio di un settore complesso come la sanità , oltre ai punti emergenti, andrebbe valutato sulle scelte politiche e programmatiche del governo, del parlamento e delle regioni. In Sanità la legislatura chiude con molte e pesanti ombre e poche luci con forti disagi e diseguaglianze per i cittadini ed elevata demotivazione dei professionisti. 
Tra le cose buone:
- La Legge Gelli sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale nonostante le criticità nell’ambito della giurisprudenza civile e penale ed in ambito assicurativo, può essere considerata un primo passo per affrontare il problema del contenzioso in sanità.
- Il piano vaccinale e il testamento biologico
- I LEA ,anche se sottofinanziati ed in alcune aree garantiti sulla carta, sono importanti per lo sviluppo e l’omogeneità delle prestazioni sanitarie.
In merito alle cose cattive:
- definanziamento del SSN con spesa sanitaria/PIL molto al di sotto dei Paesi civili. La Salute non è stata una priorità dell’agenda politica. E’ mancata una riforma del SSN, in grado di superare gli anacronismi dell’attuale sistema rispetto ai mutamenti demografici, all’innovazione tecnologica e alle nuove esigenze, anche in termini di efficacia, efficienza e sostenibilità economica.
- 21 sanità diverse per grave disallineamento tra Stato e Regioni ed importanti differenze per livelli di assistenza ed esiti tra nord e sud e rilevanti flussi di cittadini alla ricerca di cure appropriate nella sanità privata;
- forte demotivazione dei professionisti per il blocco contrattuale da 10 anni; basso salario a fronte dell’elevata responsabilità svolta a tutela di un bene costituzionale; blocco del turnover ed incremento del precariato; fabbisogni del personale non correlati a volumi e complessità delle cure; grave ritardo dell’inserimento dei giovani ed età media dei medici dipendenti più alta d’ Europa; percorsi formativi pre- specializzazione e post spesso non adeguati ai livelli di competenze necessarie; assente attenzione programmatoria alla carenza – drammatica in alcune branche – di medici specialisti".
 
 Andrea Bottega (Segretario nazionale Nursind): "La notizia più negativa è che il FSN in questa legislatura è cresciuto di pochissimo a fronte di nuove spese (nuovi LEA, nuovi farmaci innovativi, Contratti di lavoro, obblighi vaccinali, …) e che i cittadini si stanno rivolgendo sempre più al privato (detassato sotto alcune voci economiche). Ci accingiamo a festeggiare i 40 anni del SSN suonando le campane a morto. Altra negatività la situazione delle dotazioni organiche, sempre più carenti e sempre più vecchie grazie al blocco del turn over. Negativamente ricordo la questione “mobilità” complicata dalla riforma Madia che molti dipendenti della sanità continuano a subire come una grave ingiustizia.
Di buono ritengo possa essere considerata la limitazione della rivalsa con la modifica della legge di bilancio 2018 e, nonostante i molti limiti di una pseudo riforma degli ordini, la trasformazione dei collegi in ordini".
 
Cosa chiederete alle forze politiche impegnate nella prossima campagna elettorale? Mi potrebbe indicare cinque priorità?
 
Giuseppe Ettore (Presidente Fesmed):"Queste le priorità per Fesmed:
- Più investimenti per il SSN con un chiaro programma politico per la pianificazione e la difesa della sanità pubblica ed i rapporti tra sanità pubblica e sanità privata;
- Ripresa della contrattazione salariale e normativa per un maggior coinvolgimento dei professionisti nell’ambito della “Clinical Governance”;
- Messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e sicurezza e qualità delle cure come priorità e come previsto dalla Legge Gelli attraverso: il reale accreditamento degli ospedali, rinnovamento strutturale e tecnologico ed informatizzazione globale dei percorsi assistenziali territorio-ospedale. L’Italia, come testimoniato da autorevoli istituzioni europee, nonostante il nuovo piano nazionale e le lodevoli iniziative di carattere locale, rimane ancora la pecora nera dell’Europa su problemi di fondamentale importanza quali le infezioni correlate all’assistenza e l’antibioticoresistenza che richiederebbero un diverso approccio di politica sanitaria di livello nazionale (sovra-regionale);
- Adeguamento dei fabbisogni di personale in relazione a volumi e complessità ed aree critiche e di emergenza, sblocco del turnover, inserimento dei giovani e stabilizzazione del precariato;
- Riforma delle Scuole di Specializzazione per quanto attiene: accesso equo e non limitato a 6.500 contratti che non sono sufficienti per coprire il turnover e causa della crescita del numero di laureati obbligati al lavoro precario ed al caporalato; nuovi percorsi formativi, specie per le branche chirurgiche, delle aree critiche e di emergenza, adeguate e coerenti con i livelli di competenze oggi richieste con la piena integrazione con gli ospedali di insegnamento".
 
 Andrea Bottega (Segretario nazionale Nursind): "Queste le nostre cinque priorità:
1. prevedere dotazioni organiche di personale sufficienti a garantire il diritto ad assistenza infermieristica sicura e di qualità.
2. riconoscimento della possibilità di esercitare la libera professione come per la dirigenza sanitaria (vita l’approvazione della legge Lorenzin)
3. riportare il fondo sanitario nazionale al 7% del PIL.
4. garantire la mobilità nel comparto sanità abolendo il nulla osta dell’azienda cedente
5. riconoscimento dell’attività usurante della professione infermieristica (non con i limiti attuali del lavoro notturno)".

Che voto metterebbe in pagella per Letta, Renzi, Gentiloni, Padoan e Lorenzin?
 
Giuseppe Ettore (Presidente Fesmed): "Dall’esame dei punti sopraindicati, nella Sanità pubblica del nostro Paese, nonostante sia considerata una delle migliori al mondo, appare da tempo palese l’assenza di una politica concreta per la tutela della salute come diritto costituzionale.
La gestione quasi esclusiva del MEF ed in balia delle Regioni ha lasciato pochi spazi alle molte attenzioni e obiettivi individuati validamente dalla Lorenzin. Nonostante il suo impegno, l’applicazione di regole economiche 'industriali' di Padoan hanno consolidato il de-finanziamento e determinato gravi ripercussioni specie per le Regioni in piano di rientro con incremento delle diseguaglianze.
In tale scenario, assegnare dei voti non è facile e concordo che i veri voti (speriamo) vengano espressi dai cittadini (ancora in parte ignari delle ulteriori difficoltà di accesso alle cure) e dai professionisti il 4 marzo".
 
 
 Andrea Bottega (Segretario nazionale Nursind): "Letta 6 ha governato pochi mesi ma nel DEF presentato dal suo governo il finanziamento per il 2018 del SSN vedrebbe 9 miliardi in più di quelli attuali.
Renzi 3 non ha mai dimostrato interesse per la sanità. Le sue priorità sono state altre basta seguire la scia dei bonus. Anzi per lui la sanità la può fare il privato e il terzo settore.
Gentiloni 5 ha portato la barca del PD in porto dopo che il capitano è sceso a terra cercando di evitare gli scogli perché possa essere riutilizzata per le nuove elezioni.
Padoan 5 gli piace vincere facile: nessuna resistenza da parte di Renzi e Lorenzin sul definanziare il SSN
Lorenzin 4 all’inizio ha avuto due sottosegretari molto attivi (Fadda e De Filippo) nel far dialogare le professioni sanitarie. Dopo il comma 566 della legge di stabilità 2016 più nessun dialogo. Gli ultimi due anni non si è mai fatta viva. Speriamo arrivi qualcuno che difenda il SSN".
 
Leggi la prima e la seconda puntata del Forum di Quotidiano Sanità.

11 gennaio 2018
© Riproduzione riservata

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