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“Via i ticket, assuzioni personale dipendente e Piani di investimento in tecnologie e per la non autosufficienza”. Il programma sanità di Pietro Grasso


E ancora, un piano d'azione per la salute mentale, una nuova politica del farmaco, l'abolizione dei vantaggi fiscali delle polizze assicurative sanitarie e l'inserimento dell'obiettivo salute in tutte le politiche. Questi i punti strategici per un cambiamento organizzativo e culturale in sanità proposto nel programma per la sanità di Liberi e Uguali (LeU), la formazione guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso. IL PROGRAMMA SANITÀ DI LEU

17 GEN - "È tempo che la salute torni ad essere una priorità e bisogna ergersi con forza in difesa del Ssn e della sua originaria vocazione universalistica, umiliata dalle scelte governative degli ultimi anni. Per questo è necessario lavorare sulle tre dimensioni della crisi attuale: i valori, sanciti dalla Costituzione e dalla Legge istitutiva del Ssn, a partire dal rispetto della dignità della persona umana, sia essa bisognosa di assistenza o lavoratore della sanità pubblica, il finanziamento col corretto uso delle risorse e il funzionamento orientato al miglioramento della salute individuale e collettiva". 
 
Questa la premessa da cui muove il programma per la sanità pubblica da Liberi e Uguali (LeU), la formazione guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso.
 
Nel contesto di un cambiamento organizzativo e culturale, reso possibile dall'aumento delle risorse destinate alla sanità, nel programma di LeU si propongono i seguenti "progetti strategici".
 
Piano di rafforzamento strutturale del personale dipendente, "con l’assunzione del personale necessario per garantire effettivamente in tutto il Paese i Livelli essenziali di assistenza, in particolare i servizi territoriali, riducendo contestualmente il ricorso a lavoro precario, collaborazioni esterne ed esternalizzazioni. Il rafforzamento del personale non potrà prescindere da un intervento su formazione e aggiornamento professionale, per garantire soprattutto alle nuove generazioni una preparazione adeguata alle esigenze di una sanità rinnovata".
 
Piano pluriennale di investimenti pubblici, "con almeno 5 miliardi di euro nei primi 3 anni, per l’ammodernamento strutturale e tecnologico della sanità pubblica, per la messa in sicurezza delle strutture non obsolete e il superamento di quelle obsolete, evitando complessi e costosi progetti di finanza privata. Il Piano dovrà essere realizzato sulla base di linee guida in grado di assicurare che tutti gli aspetti rilevanti ai fini della progettazione e della completa realizzazione degli interventi siano stati considerati, adottando un processo di valutazione e criteri decisionali trasparenti e verificabili".
 
Piano di azione per la salute mentale, "per la riqualificazione dei luoghi e degli ambienti in cui sono accolte le persone e in cui operano i professionisti (compresi quelli degli istituti penitenziari), l’aggiornamento professionale – inclusa la formazione sul campo – e il potenziamento del personale dei Dipartimenti di salute mentale".
 
Nuova politica del farmaco, "attraverso la promozione dell’uso dei farmaci generici, che attualmente coprono solo il 19% delle prescrizioni; la definizione di una strategia per i farmaci innovativi, che contrasti la tendenza dell’industria farmaceutica a ricavare il massimo profitto a danno dei pazienti; l’uso degli strumenti consentiti dalla normativa sui brevetti, inclusa la licenza obbligatoria, evitando che l’introduzione di nuovi farmaci rappresenti un fattore di insostenibilità del sistema sanitario e permettendone l’accessibilità a costi ragionevoli; la revisione delle modalità di funzionamento dell’Agenzia Italiana del Farmaco e dei meccanismi di governo della spesa, il potenziamento della ricerca indipendente e la creazione di un’azienda pubblica per la produzione e commercializzazione dei farmaci".
 
Piano pluriennale per la non autosufficienza e la fragilità, "anche a partire da alcune esperienze regionali a favore delle persone in condizioni di maggior bisogno, prevedendo una reale integrazione con le politiche sociali, per la presa in carico delle persone preferibilmente al loro domicilio".
 
Inserimento dell’obiettivo salute in tutte le politiche, "con il potenziamento dei servizi di prevenzione e tutela ambientale, superando l’attuale separazione tra gli stessi".
 
G.R.

17 gennaio 2018
© Riproduzione riservata

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