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Grillo: “Leggi 833, 180 e 194: atti di grande valore politico, che forse oggi un po’ manca”

Così il Ministro della Salute, oggi in un’intervista a ‘Basta la salute’ su Rainews24, ricordando le tre leggi sanitarie di cui si celebra quest'anno il 40° compleanno. Ma Grillo ovviamente ha toccato molti temi dell'oggi, rispondendo alle critiche per i pochi finanziamenti: “Lotta a sprechi è fondamentale per futuro Ssn. Spingere su uso generici”. Alla formazione: “Sistema specializzazioni da rivedere. Medico laureato deve entrare nel Ssn”. E poi sulle autonomie: “Sì, ma Stato centrale deve poter intervenire”. E infine sui punti nascita, confermando l'intenzione del Governo di tornare sull'argomento per rispondere alle aree di disagio che si sono create.

31 OTT - Per rendere sostenibile il Ssn “bisognerà fare molta attenzione sul rapporto costo-beneficio di tutto quello che il Ssn eroga in regime di gratuità”. A dirlo è il Ministro della Salute, Giulia Grillo Salute in un’intervista a ‘Basta la salute’ su Rainews24 in cui il Ministro ha affrontato molti temi, dai punti nascita, passando per i 40 anni di Ssn, Legge 180 e Legge 194, formazione medica e sostenibilità economica del sistema.
 
Primo punto toccato quello dei 97 Punti nascita che sono ancora sotto la soglia 500 parti e che secondo le norme andrebbero chiusi. “Le Regioni e i territori sono molto responsabili su questo. Questo è un tema molto delicato su cui abbiamo lavorato fin dall’inizio. È un tema ovviamente inerente la sicurezza e noi siamo tra i Paesi del mondo che ha il più basso indice di mortalità dei neonati entro il primo anno di vita, il che vuol dire che il nostro sistema funziona. Dall’altra parte però ci sono dei territori disagiati dal punto di vista dei trasporti ed è lì che riceviamo la maggior parte di richieste di deroghe sul numero di parti l’anno, anche se la questione non è solo quella del numero di parti ma anche dei servizi di emergenza in caso di complicazioni”.

 
Il Ministro ha poi commentato i 40 anni di Ssn, Legge 180 e Legge 194. “Il 1978 - ha detto - è stato un anno importante e non so neanche se chi ha vissuto questo momento si è reso conto del grande valore politico di questi atti legislativi. Aspetti che forse oggi un po’ mancano nella politica di odierna. Certo quello del ’78 era un Paese diverso con un unico sistema mentre oggi abbiamo un sistema sanitario semi federale con la riforma del titolo V, e quindi c’era in passato diversa e forse anche un po’ più ambiziosa”.
 
E in questo quadro Grillo è tornata sul tema delle autonomie regionali su cui tra breve sarà presentato un provvedimento da parte del Ministro degli Affari regionali Erika Stefani per ampliarle ad alcune Regioni che ne hanno fatto richiesta. “Il tema delle autonomie – ha sottolineato Grilo - è interessante e corretto dal punto di vista metodologico perché ogni territorio ha le sue caratteristiche ed è giusto che le Regioni si possano organizzare autonomamente. Quello che però dev’essere fatto per garantire l’unità nazionale e vengano meno le disuguaglianze è che ci sia un forte stato centrale che sia in grado d’intervenire”.
 
Nell’intervista non poteva mancare il tema della prossima manovra economiche e sulle critiche piovute addosso da più parti per le scarse risorse destinate alla sanità. E alla domanda sul fatto che il sistema con le risorse del Fsn attuali non regga il Ministro ha risposto: “Dipende da come si usano le risorse. Credo che quello che abbiamo fatto fino ad oggi con questo finanziamento sia possibile è chiaro che la grande sfida sono le nuove tecnologie e i farmaci innovativi. Queste metteranno in difficoltà la nostra capacità di fornire gratuitamente questo tipo di servizi però non è neanche impossibile, bisognerà fare molta attenzione sul rapporto costo-beneficio di tutto quello che il Ssn eroga in regime di gratuità”.
 
“Noi abbiamo finanziato la sanità per il prossimo triennio per 4,5 mld – ha poi ricordato Grillo - . Ora è chiaro che l’aumento automatico previsto ogni anno non è sempre necessariamente sostenuto da un aumento di spesa. Cioè che noi aumentiamo i finanziamenti e che probabilmente la spesa aumenterà e dall’altra parte continuano sprechi come se non ci fosse un domani non è detto. Noi dobbiamo porre un freno agli sprechi. Ad esempio il Tavolo della governance del farmaco ha elaborato un documento che produrrà risparmi. Dobbiamo spingere anche all’uso dei generici e approfitto per dire ai cittadini che i farmaci equivalenti sono efficaci come i branded”.
 
Tra i temi toccati anche quello della prevenzione. “Il nostro Ssn, che ricordo è uno dei più evoluti al mondo, ha investito molto sulla cura e poco sulla prevenzione e quindi dobbiamo lavorare. Per esempio la prevenzione delle patologie artrosiche legate al sovrappeso rappresenta una delle più grosse cause d’invalidità negli over 65 così come il diabete. Intervenire su stili di vita e la prevenzione di obesità, ipertensione e malattie cardiovascolari ci aiuterebbe tantissimo e ci farebbe risparmiare anche molte risorse”.
 
Infine, la questione della carenza dei medici e del sistema formativo. “Bisogna riformare il modello formativo, che abbiamo solo noi in Europa, ovvero quello delle borse di specializzazione. Bisogna uscire dalla mentalità che il medico laureato abilitato non sia già un professionista, lo è invece a tutti gli effetti, e quindi bisogna trasformare questo percorso in uno di formazione-lavoro, quindi far entrare direttamente il medico nel mondo del lavoro così avremo la possibilità di riempire gli spazi vuoti”.

31 ottobre 2018
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