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Fondo sanitario. “Criteri di riparto da cambiare. Si tenga conto dei diversi bisogni di salute e delle condizioni di deprivazione”. M5S presenta risoluzione alla Camera

Presentata in Affari e sociali, sarà discussa la prossima settimana una risoluzione che impegna il Governo a modificare l’attuale sistema di riparto del Fondo sanitario. È “opportuno ripensare il meccanismo del fabbisogno regionale standard, correlando il fabbisogno al reale e diversificato bisogno della comunità e alla domanda di salute”. LA RISOLUZIONE

18 NOV - “È irrazionale che, per il riparto 2018, siano utilizzati indicatori di qualità riferibili all'anno 2015 (ben tre anni prima) o comunque non armonizzati con il successivo Patto per la salute 2014-2016 che prevede anche la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi dei presidi territoriali/ospedali di comunità e con successivo decreto ministeriale n. 70 del 2015 che, come è noto, ha ridefinito esclusivamente gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera”. È quanto si legge in una risoluzione del M5S, prima firmataria Dalila Nesci che sarà discussa la prossima settimana in commissione Affari sociali.
 
Per i proponenti “appare opportuno ripensare il meccanismo del fabbisogno regionale standard, correlando il fabbisogno al reale e diversificato bisogno della comunità e alla domanda di salute, sulla base della prevalenza di patologie insistenti su determinati territori, introducendo il parametro basato sul dato epidemiologico di morbilità regionale, e tenendo conto della popolazione affetta da malattie croniche invalidanti, sulla scorta dei dati rilevati dai piani annuali della prevenzione”.

 
E ancora si chiede di “differenziare il fabbisogno anche in base alle carenze infrastrutturali, alle condizioni geomorfologiche e demografiche, nonché alle condizioni di deprivazione e di povertà sociale, condizioni che inevitabilmente determinano vacazioni anche sui costi delle prestazioni”.
 
 
In sostanza la risoluzione impegna il Governo:

- ad assumere iniziative per intervenire sul fabbisogno regionale sanitario standard, assicurando che gli indicatori di qualità siano opportunamente armonizzati con il Patto per la salute 2014-2016, che prevede anche la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi dei presidi territoriali/ospedali di comunità, e con il decreto ministeriale n. 70 del 2015 che, come è noto, ha ridefinito esclusivamente gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera;
 
 
- ad assumere iniziative per intervenire, sul criterio di riparto del risorse, ripensando il meccanismo del fabbisogno regionale standard, attualmente basato sul parametro capitario in rapporto alla popolazione pesata, correlando invece il fabbisogno al reale e diversificato bisogno della comunità e alla domanda di salute sulla base della prevalenza di patologie insistenti su determinati territori, introducendo il parametro basato sul dato epidemiologico di morbilità regionale, e tenendo conto della popolazione affetta da malattie croniche invalidanti, sulla scorta dei dati rilevati dai piani annuali della prevenzione;
 
- ad assumere iniziative per differenziare il fabbisogno regionale standard anche in base alle carenze infrastrutturali, alle condizioni geomorfologiche e demografiche, nonché alle condizioni di deprivazione e di povertà sociale, condizioni, che inevitabilmente determinano variazioni anche sui costi delle prestazioni. 
 
 
L.F.

18 novembre 2018
© Riproduzione riservata

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