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Regioni vs Grillo. Dalla presidenza Aifa al Patto per la Salute la tensione è sempre più alta

di Luciano Fassari

Dalle scaramucce sulla Manovra, passando per la battaglia sull’incompatibilità presidente/commissario fino ad arrivare al nodo irrisolto della presidenza Aifa, tra gli Enti locali e il Ministro della Salute la tensione è sempre più alta. E intanto le trattative sul Patto per la salute non decollano.

13 FEB - Tra le Regioni e il Ministero della Salute i rapporti sono sempre stati storicamente caratterizzati da alti e bassi, con momenti di forte dialogo e momenti di forte tensione. Ma da quando sulla poltrona di Lungotevere Ripa siede Giulia Grillo il nervosismo sembra il sentimento dominante. Un’agitazione che nelle ultime settimane è sempre più crescente con un fronte regionale molto compatto contro il Ministro. E i motivi sono plurimi.
 
Il tutto parte dall'incontro di ottobre sulla Manovra dove Grillo fu duramente attaccata per i pochi fondi messi a disposizione. La frattura si ricompose a inizio dicembre con ’intesa firmata a Palazzo Chigi ma da lì in poi il clima è progressivamente declinato al brutto anziché avviarsi verso una stagione di rapporti più distesi come era lecito attendersi.
 
In primis non ha aiutato la guerra dichiarata dal Ministro sulla questione dei commissariamenti con la norma contenuta nel Dl Fiscale sull’incompatibilità presidente/commissario ad acta. Si sono opposte Calabria e Molise, i cui presidenti rivendicavano il ruolo commissariale e si sono opposte anche Lazio e Campania (che hanno fatto ricorso alla Consulta) che vogliono evitare il defenestramento di Zingaretti e De Luca.

 
Ma un altro tema di frizione è la presidenza Aifa. La nomina dev’essere fatta dal Ministro, ma solitamente la prassi istituzione vuole che il Direttore generale venga scelto a Ripa (cosa avvenuta con la nomina di Luca Li Bassi non senza frizioni dato che le Regioni seppero del nome solo dalla stampa) e la presidenza indicata dalle Regioni (che già hanno due membri su 4 nel Cda). Ebbene quest’ultime, non senza qualche difficoltà, prima della fine dell’anno hanno proposto Antonio Saitta per la presidenza dell’Agenzia del farmaco. Ma da lì in poi l’intesa sulla nomina non è mai arrivata. Un ritardo (sono 6 mesi che l’Aifa è senza presidente) che ha fatto infuriare anche il presidente delle Regioni Stefano Bonaccini che oggi, a quanto si è appreso, ha inviato una missiva alla Grillo per sollecitare il via libera a Saitta e avrebbe manifestato tutto il suo malumore in Stato-Regioni.
 
Ma perché questo ritardo? A quanto si apprende, dal Ministero della Salute avrebbero gradito una rosa di nomi (come in passato) entro cui scegliere il nuovo presidente e l’aut aut delle Regioni su un nome singolo (quasi un prendere o lasciare) non è stata vista di buon occhio a Ripa che per ora temporeggia. E si fa anche notare come anche le Regioni frenino il dialogo visto l’incomprensibile ritardo dell'intesa sul Piano delle liste d'attesa nonostante sia stato fatto un lavoro insieme.

Ma non c'è solo Aifa, nelle ultime settimane sta montando anche la rabbia delle Regioni per l’attivismo di Grillo nella campagna elettorale in alcune Regioni (vedi Abruzzo e Sardegna) con blitz nei Pronto soccorso e dichiarazioni che, secondo alcuni esponenti regionali, sono poco in linea con il suo ruolo istituzionale. “Sembra un colonnello dei Carabinieri”, raccontano da ambienti regionali di diverso colore politico. E ancora: “E poi sui punti nascita è andata a promettere la riapertura di presidi che fanno pochissimi parti e sono pericolosi”.
 
Non da ultimo le tensioni sul Patto per la Salute, quando mancano poche settimane alla dead line del 31 marzo e di fatto il lavoro vero e proprio non è mai decollato. Oggi le Regioni hanno presentato documento  con dei paletti per far avviare la trattativa, ma quando i rappresentanti degli Enti locali si sono recati al Ministero della Salute non hanno trovato Grillo ad attenderli e, con disappunto, se ne sono andati: “Serve un confronto politico con il Ministro – hanno detto ai dirigenti di Ripa – e solo dopo potranno partire i tavoli tecnici”.
 
Dal Ministero però gettano acqua sul fuoco spiegando che la riunione convocata “era di natura tecnica e non era prevista la presenza del Ministro che è invece disposta al dialogo” e ad abbassare il clima di tensione magari aggiungendo più risorse per arrivare anche alla famosa Quota 10 proposta da Zingaretti (10 mld nei prossimi 3 anni).
 
Insomma, in attesa che torni il sereno tra Via Parigi e Lungotevere Ripa l’aria che si respira è sempre più pesante e all’orizzonte ancora non si vedono schiarite. Il tutto con il Patto per la Salute che incombe e la cui definizione sembra essere sempre più in salita.
 
Luciano Fassari

13 febbraio 2019
© Riproduzione riservata


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