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Question time per Grilllo alla Camera che risponde su Fsn, carenza medici, triptorelina ed emergenza rifiuti a Roma

Maratona di risposte per il ministro Grillo pressata su diversi temi. Ribadita la volontà di fare fronte comune con le Regioni per evitare tagli alla sanità: “Pronta ad andare da Tria insieme a Bonaccini”. La Lega chiede che le deciosni sul farfamco epr la disforia di genere non siano prese da Aifa ma dal Governo in modo collegiale. Sulla carenza medici rivendicato il lavoro fatto con il decreto Calabria. E sui rifiuti a Roma Grillo ribadisce che non c'è nessuna responsabilità del Ministero ma semmai della Regione Lazio e in ogni caso non c'è emergenza sanitaria.

26 GIU - Il ministro della Salute Giulia Grillo è intervenuta oggi alla Camera per rispondere a quattro interrogazioni di De Filippo (PD) sul fondo sanitario nazionale in relazione al Patto per la Salute, Rostan (Leu) sulla carenza di medici nel Ssn, Molinari (Lega) sulle modalità di erogazione del farmaco triptorelina per la disfunzione di genere e di Calabria (Forza Italia) sull’emergenza rifiuti a Roma.
 
Ecco le quattro risposte integrali del ministro:
 
Fondo sanitario nazionale e Patto per la Salute
La risposta del ministro
Dopo anni di progressivi ed inesorabili disinvestimenti nella sanità pubblica, questo Governo ha effettuato, praticamente alla prima occasione che ha avuto e cioè nella sua prima legge di bilancio, una scelta di campo che io considero estremamente qualificante per l'intera attività di Governo, e dunque anche per questo motivo irreversibile.

 
E così, dopo innumerevoli tagli, possiamo finalmente ridiscutere in quest'Aula di un aumento del finanziamento del Fondo sanitario nazionale pari a 2 miliardi di euro per il 2020 e ulteriori 1 miliardo e mezzo per il 2021. Questi aumenti, è vero, sono condizionati proprio all'adozione del Patto della salute 2019-21, corrispondendo quindi ad una logica di vero cambiamento, per la quale ai maggiori investimenti deve corrispondere un impegno a realizzare azioni che portino ad un effettivo miglioramento del sistema, a beneficio finale ed esclusivo dei cittadini che tali investimenti pagano con le loro tasse.

È questo il senso dell'accordo sancito in legge di bilancio tra appunto il Governo da una parte e le regioni dall'altra. Dico subito che, come Ministro della salute, intendo svolgere il ruolo di garante di questo accordo, in nome del quale, in un contesto di grande serietà e collaborazione, è stato già avviato il percorso che porterà alla stipula del Patto della salute.
 
Per questo motivo, non appena sono venuta a conoscenza delle intenzioni del MEF di inserire nella bozza del nuovo Patto della salute una clausola finanziaria che vincola l'incremento del Fondo al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e variazione del quadro macroeconomico, ho immediatamente chiesto un incontro al Ministro Tria, dal quale mi recherò insieme al Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome Bonaccini, per far ribadire l'impegno dell'intero Governo a confermare un quadro di risorse certe da destinare alla sanità pubblica.

Per amore della verità, va detto che questa clausola che abbiamo rivisto comparire in questo Patto della salute e che mi trova totalmente contraria, in realtà era stata inserita nel precedente Patto della salute, varato proprio dal Governo del Partito Democratico, e che produsse allora i suoi effetti, tanto è vero che il finanziamento del Fondo sanitario nazionale previsto nel Patto della salute era di 115,5 miliardi ed invece venne finanziato per 111 miliardi. Ecco, noi non vogliamo fare assolutamente lo stesso errore fatto in quella circostanza dal Partito Democratico.
 
Ma voglio ancora essere più franca, perché la mia convinzione è che questo schema debba essere cambiato, e che alla sanità non debba essere tolto più neanche un centesimo; e non solo, che ci voglia una certezza di risorse e di finanziamenti per compiere un'adeguata programmazione. Ed è per questo che in questi giorni le forze parlamentari della maggioranza, MoVimento 5 Stelle e Lega, stanno lavorando proprio ad una mozione che intende impegnare il Governo a finanziare in maniera fissa e ad aumento progressivo il Fondo sanitario nazionale, per far sì che non sia ancora una volta oggetto di possibili tagli, come è stato in passato.
 
La replica di Carnevali (PD)
Ministra Grillo, vede, noi le abbiamo già detto recentemente, sempre in quest'Aula durante un question time, di usare parole di verità. Bene, noi non le permettiamo più di usare le fake in quest'Aula. Nella scorsa legislatura, dal 2013 al 2018, noi abbiamo messo 6,5 miliardi di risorse sul Fondo nazionale: siamo entrati nel 2013, avevamo 3.500 borse di specialità; siamo usciti da quest'Aula, noi abbiamo portato le borse a più di 6.500, che con quelle delle regioni fanno più di 7 mila. Quindi è inutile che lei si permetta pure di sbeffeggiare: siccome questi dati non li dà lei e non se li inventa, ma li danno le regioni, almeno impari a leggere le tabelle che le regioni danno!

E poi scusi, un'altra osservazione: lei gioca sempre come al solito su due piani. Il primo: ha smentito che avrebbe sempre avuto contro il Patto della salute, e poi l'ha utilizzato pari pari; ha detto che con il Governo del cambiamento sarebbe finalmente cambiato; ha voluto nella legge di bilancio che entro il 31 marzo il Patto della salute fosse sottoscritto. Il risultato è che non solo ha bocciato i nostri emendamenti, che le chiedevano di avere più tempo come il buon senso chiede, il buon senso chiedeva; e alla fine che cosa arriva a fare?
 
Lei sta allungando il brodo! Lo allunga facendo gli Stati generali di consultazione con la maratona: benissimo, ma perché ci ha impiegato sette mesi a fare la maratona sul Patto della salute? Non poteva iniziare a farla a gennaio? Viene a dirci alla fine… Questa è la conclusione, perché nelle risposte che dà alla stampa dice: cercherò garanzie quando faremo l'assestamento di bilancio. Bene: cioè nelle nuove manovre del DEF, con l'aggiornamento del DEF; vuol dire che le risposte noi le avremo da qui a settembre.
 
Carenza medici
La risposta del ministro
Innanzitutto volevo rassicurare sul fatto che la situazione che si è venuta a creare oggi in ordine alla carenza dei medici specialisti e nell'area della medicina generale non è assolutamente addebitabile a quota 100; quindi, l'informazione, purtroppo, che ha dato l'onorevole nella sua presentazione del question time è errata e, siccome siamo in diretta, è giusto specificare. Quello che invece è giusto dire è che questa carenza che si sta realizzando oggi è una carenza assolutamente prevedibile; parliamo soprattutto di medici specialisti, anzi, addirittura alcune regioni hanno anche chiamato i medici pensionati, che sono tornati a lavorare, e quindi il problema è esattamente l'opposto.
Ora, poiché un medico specialista si forma in quattro o cinque anni e un medico di medicina generale in tre, è chiaro che non ho la bacchetta magica per creare specialisti. Allora, cosa stiamo facendo e cosa abbiamo fatto? Abbiamo aumentato le borse per le scuole di specializzazione del 24 per cento rispetto allo scorso anno.
 
Abbiamo aumentato le borse per le scuole di medicina generale, per il corso di medicina generale, 2.093 borse. Abbiamo rimosso il blocco che c'era tra la frequenza al corso di medicina generale e la possibilità di lavorare. Abbiamo rimosso gli ostacoli che avrebbero consentito anche in passato di attivare il part time per la medicina generale.
 
Abbiamo consentito a chi aveva già ventiquattro mesi di precariato sulle spalle di medicina generale, più l'idoneità al corso, di entrare al corso. Abbiamo rimosso il blocco del turn over anche per le regioni in piano di rientro e dato la possibilità di stabilizzare il personale precario con il decreto Calabria.
 
Nell'articolo 12, inoltre, abbiamo dato ancora nuova linfa a quella norma che avevamo inserito in legge di bilancio e che consentiva di fare sì che gli specializzandi al quarto anno potessero partecipare ai concorsi. Adesso possono partecipare ai concorsi anche gli specializzandi del penultimo anno nelle specialità che durano cinque anni; addirittura possono partecipare e cominciare a lavorare.
 
Stiamo lavorando a un'importante riforma della formazione post-laurea, una formazione che metta a sistema il processo di assunzione dei medici una volta laureati e che quindi i medici entrino direttamente nel mondo del lavoro e ci sia un'esatta corrispondenza tra medici laureati e medici necessari a coprire tutte le specialità, in tutti i settori, per evitare che si generino come oggi delle carenze. Infine, le risorse ci sono, lo vogliamo specificare, perché qualcuno lo ha messo in dubbio: la Corte dei Conti ha stimato che la reinternalizzazione del personale che era stato esternalizzato per effetto del blocco del turnover adesso, invece, che verrà reinternalizzato, libererà ben 1,75 miliardi.
La replica di Rostan (Leu)
Ringrazio il Governo per la risposta, che ritengo chiaramente non soddisfacente. Ad onore della verità, e proprio perché è quello che ho detto durante l'illustrazione non è un falso sulla carenza di medici in relazione a “quota 100”, Ministro, tutti gli indicatori danno numeri precisi, e ci dispiace che lei non ne sia a conoscenza, perché i reparti si sono svuotati, ed era prevedibile. La promessa di nuove assunzioni contestuali è mancata, quindi si è mentito, questa è la verità! E il prezzo si paga proprio sulla pelle dei cittadini!
 
Sono ovviamente insufficienti i rimedi a cui pensa il Governo, perché c'è un impoverimento dei servizi. Ci vorrebbe una politica diversa, nuova, di investimenti sulla salute e sul sistema sanitario nazionale, invece si va addirittura verso un'inesorabile contrazione dei finanziamenti. Si fanno quindi dichiarazioni di principio, come ha fatto lei poco fa, leggi manifesto, ma poi non si mette mano veramente a quelle che sono le risorse finanziarie: senza impegni economici non ha senso parlare di rilancio della sanità pubblica.
 
Entro il 2025 il sistema ospedaliero pubblico italiano avrà bisogno di almeno 4 mila medici in urgenza, 3 mila in pediatria, 2 mila in medicina interna e anestesia, oltre mille in chirurgia generale e tante altre figure, molte al Sud, dove peraltro, Ministro, le liste d'attesa sono lunghe e nulla si fa per assorbirle. Allora la situazione è drammatica, il blocco prolungato del turnover, soprattutto nelle regioni con piani di rientro, con “quota 100”, ripeto, ha impoverito molte strutture, e l'imbuto fra università e specializzazioni blocca sostanzialmente il sistema.
 
La preoccupazione fra operatori e cittadini è enorme, in modo particolare fra i cittadini del Sud, e le risposte di questo Governo mi sembrano evasive, parziali ed insufficienti. Allora spero che almeno abbiate un sussulto di coscienza, perché parliamo della salute delle persone. Un tema delicato e complesso come questo richiederebbe quantomeno un supplemento di serietà
 
Farmaco triptorelina
La risposta del ministro
Presidente, la questione posta è molto tecnica e impone anche l'utilizzo di alcuni termini che possono risultare poco comprensibili, e di questo mi scuso fin da adesso. La triptorelina è un decapeptide sintetico analogo del genere H naturale, ormone liberatore delle gonadotropine, la cui somministrazione continua inibisce la secrezione di gonadotropine con conseguente soppressione della funzione testicolare ed ovarica.
 
In caso di persistenza della disforia di genere a pubertà iniziata, le linee guida internazionali, sottoscritte dalle principali società scientifiche del settore, raccomandano espressamente la sospensione della pubertà mediante analoghi del GnRH, ciò al fine di prolungare la fase diagnostica necessaria ad accertare la stabilità della condizione e a moderare la sofferenza causata da cambiamenti corporei nonché a prevenire cambiamenti fisici irreversibili.
 
Ciò premesso, bisogna precisare che la determina adottata dall'Aifa è giunta in esito ad un'istruttoria molto approfondita di cui appare opportuno dare sinteticamente conto di seguito. La richiesta di triptorelina nelle liste di cui alla legge n. 648 del 1996 risale al 17 novembre 2017 e fu sottoscritta dalle principali società scientifiche del settore.
 
Dopo il parere pienamente favorevole della CTS (Commissione tecnico scientifica), l'Aifa, proprio in considerazione della delicatezza della condizione clinica della popolazione interessata, ritenne di dover comunque integrare l'istruttoria chiedendo la valutazione del Comitato nazionale di bioetica.
 
Sulle base delle raccomandazioni del Comitato, Aifa ha dunque indicato, ai fini dell'accesso al trattamento, che la diagnosi sia confermata da un'équipe multidisciplinare specialistica composta da specialisti in neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, in endocrinologia pediatrica, in psicologia dell'età evolutiva e bioetica, alla quale compete effettuare un'analisi di rischi e benefici che abbia al centro esclusivamente l'interesse e il migliore sviluppo dell'adolescente, per quanto in un contesto di obiettiva sensibilità.
 
Desidero informare che, a seguito di richieste di alcune società scientifiche contrarie alla rimborsabilità dei farmaci appunto a base di triptorelina per l'indicazione della disforia di genere, Aifa ha di recente avviato un'ulteriore ricognizione della letteratura scientifica, pianificando anche una ricerca di eventuali segnalazioni avverse.
 
In caso di segnali di rischio specifici o di rilevazione di nuove evidenze scientifiche che possono indicare un rischio non più accettabile per questa indicazione nella popolazione di riferimento, l'Aifa ha assicurato che, in base alla procedura applicabile a tutti i farmaci, presenterà un'eventuale richiesta di revisione agli esperti delle commissioni scientifiche. In ogni caso, voglio precisare che concordo con gli interroganti in merito all'opportunità da essi evidenziata che, vista la portata etica del tema, il Parlamento venga coinvolto nella discussione in oggetto.
 
A tal fine devo rilevare che è all'esame della XII Commissione del Senato uno specifico affare, le cui conclusioni sono previste a breve: sono già state effettuate dodici audizioni ne rimangono tre. Assicuro che il Ministero darà ogni necessario contributo al dibattito in corso al Senato o a quello relativo ad eventuali atti di indirizzo che il Parlamento nella sua autonomia intendesse sottoporre al Governo.
 
La replica di Pagano (Lega)
Ministro, non me ne voglia, ma secondo me la visione tecnocratica che ha cercato di dare, specie nella prima parte, non è assolutamente soddisfacente, considerato anche che già c'è stata un'interrogazione scritta presentata tre mesi fa, esattamente come oggi, che non ha mai avuto risposta. Questo la dice lunga sul fatto che certamente c'è un'impostazione che va in un contesto che probabilmente è anche di tipo ideologico, visto che tutte le cose che sono state citate hanno una discutibile valenza scientifica.
 
Circa le decisioni del Comitato nazionale di bioetica, che ha preso una decisione di tipo pilatesco - se ne è lavato le mani, punto e basta -, penso che sia essenziale citare testualmente quello che dice, cioè che un minore in età pre-puberale che si trova in una condizione “frequentata e accompagnata da patologie psichiatriche e disturbi dell'emotività e dal comportamento può esprimere - questo l'elemento dubitativo della Commissione nazionale di bioetica - un parere consapevole e libero”. Io penso che già questo la dica lunga sul fatto che su questo argomento, il fatto che si possa bloccare la pubertà in bambini dai 12 ai 16 anni, si possa intervenire liberamente con un farmaco; e la dice lunga anche su tanti temi - mi viene in mente il tema dei vaccini, per esempio -, che sono stati sicuramente meno invasivi rispetto a un problema di questo genere, cioè bloccare la pubertà di un bambino o di una bambina in età puberale, che penso sia un fatto che oggettivamente sta turbando i genitori che in questo momento stanno ascoltando, e probabilmente nei prossimi mesi la notizia diventerà ancora più ampia. Eppure, nonostante tutto, il dibattito non c'è stato, o comunque, in generale, c'è stata una decisione presa da un organismo amministrativo, che è l'Aifa.
 
Questo non va bene, signor Ministro, perché non è che una decisione di questo genere può essere presa - col massimo rispetto - da un direttore generale. L'Esecutivo serve a questo, il Parlamento serve a questo, e siccome stiamo parlando di una valenza costituzionale, la salute dei bambini, la salute in generale, le famiglie, sono elementi che non possono essere lasciati in mano a un capo amministrativo. I minori, in qualunque caso, a parte alle decisioni prese dai genitori piuttosto che dello stesso minore, evidentemente devono essere tutelati in quanto tali. Ci sarà un motivo per cui, per esempio, per comprare pure le sigarette bisogna avere 18 anni e invece qui, per prendere un farmaco di questa gravità, lo si può prendere impunemente.
 
Allora, mi dispiace, signor Ministro, mi dispiace sicuramente, però noi siamo in profondo disaccordo. Il problema che la Lega sta sollevando è un problema politico, perché è evidente che la difesa dei minori, dei bambini, per noi è un elemento essenziale, lo diciamo in tutte le salse e in tutti i modi. Ed è evidente quindi che, da questo punto di vista, prima ancora di arrivare al dibattito, è necessario che il Governo, nella sua interezza, probabilmente anche in Consiglio dei ministri, trovi una soluzione per evitare che una decisione di questo genere venga presa in capo a un direttore, a un amministrativo. È intollerabile una cosa di questo genere.
 
Rifiuti a Roma
La risposta del ministro
Innanzitutto va detto che l’interrogazione pone domande in merito ad una asserita emergenza ambientale presso il Comune di Roma nel presupposto che il Ministero della salute abbia una specifica competenza al riguardo.
 
Devo rammentare che, in base alla normativa vigente,  lo Stato svolge principalmente funzioni di indirizzo e coordinamento e di definizione dei criteri generali e delle metodologie per la gestione integrata dei rifiuti. Spetta alle Regioni, avvalendosi anche delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, provvedere alla predisposizione, adozione e aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, nonché l'incentivazione alla riduzione della produzione dei rifiuti e al recupero degli stessi. I Comuni concorrono invece, alla gestione dei rifiuti urbani e in particolare il Sindaco stabilisce, anche nella veste di Autorità sanitaria le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani.
 
Tanto premesso specifico che, al momento, il Ministero della Salute non ha ricevuto segnalazioni di rischio epidemiologico tali da prefigurare un intervento diverso dal normale monitoraggio.
 
Ritengo comunque utile illustrare gli elementi che ha fornito il Comune di Roma Capitale, dai quali emerge l’impegno a porre rapidamente rimedio ai disservizi segnalati nell’interrogazione.
 
L’amministrazione capitolina ha evidenziato che le attuali criticità del sistema di raccolta nel territorio capitolino sono riconducibili alla chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013 ed all’assenza, da più di 6 anni, del Piano Regionale Rifiuti della Regione Lazio.
 
La necessità di un Piano Regionale dei Rifiuti per il Lazio, peraltro, è stata riportata da due sentenze del Tar che ne hanno intimato alla Regione l’adozione, pena il commissariamento.
 
Il Comune ha sottolineato anche che un ulteriore appesantimento del sistema cittadino è stato determinato dall’incendio del dicembre scorso di  uno dei quattro impianti che gestiva il trattamento dei rifiuti della città, in merito al quale sembrano profilarsi anche ipotesi dolose.
 
Da parte sua, l’Amministrazione capitolina è impegnata nell’estensione del progetto di raccolta “porta porta” per incrementare le percentuali di rifiuti differenziati che, attualmente, ha raggiunto circa 320mila abitanti con percentuali di raccolta differenziata sopra il 60%.
 
Il Comune ha anche avviato un programma per la raccolta differenziata presso le “utenze non domestiche” (uffici, bar, ristoranti, negozi) con un incremento di ben 60mila utenze in più rispetto al passato.
 
Inoltre, è stato attivato un piano straordinario per la raccolta dei rifiuti presso i siti più sensibili (scuole, ospedali, etc.).
 
Di particolare rilievo, infine, il nuovo contratto di servizio tra l’amministrazione e l’azienda municipale di raccolta dei rifiuti, che prevede meccanismi di premialità per i dipendenti e dirigenti dell’Ama in base alla qualità del servizio reso.
 
In conclusione, emerge l’impegno e la determinazione della attuale amministrazione capitolina nel cambiare un sistema fallimentare, basato da decenni esclusivamente sull’uso di discariche per i rifiuti: attività quest’ultima più volte condannata dall’Unione Europea in quanto dannosa per la salute delle persone.
 
La replica di Calabria (Forza Italia)
Registro con rammarico la sua risposta del tutto inefficiente e insufficiente, Ministro Grillo, perché la tariffa dei rifiuti che pagano i romani è la più alta d'Italia, a fronte di un servizio a dir poco disastroso e che, secondo l'Ordine dei medici, sta diventando addirittura un pericolo per i romani. E badi bene, Ministro, questo non è un pericolo inatteso, ma è tutt'altro, è una realtà ampiamente prevedibile, che sicuramente peggiorerà con l'andare avanti della stagione estiva.

Questa situazione, tra l'altro, è figlia della superficialità, dell'arroganza, del pressappochismo, dell'approssimazione con la quale Roma è amministrata dal sindaco Raggi (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). E mi dispiace, Ministro, noi ci siamo rivolti a lei, ma d'altra parte siete figli dello stesso movimento politico e, dunque, lo spirito di scarica barile notiamo che ha investito anche lei.

Il sindaco Raggi è un sindaco che in tre anni ha reso la città di Roma invivibile. Avrebbe dovuto indicare alla regione quali fossero i siti per aprire gli impianti per il trattamento di rifiuti e, invece, ce l'ha dimostrato anche lei con la sua risposta, il sindaco Raggi ha preferito scatenare e animare uno scontro politico sulla pelle dei romani, uno scontro politico tra il comune di Roma, amministrato dal MoVimento 5 Stelle, e la regione Lazio, amministrata dal Partito Democratico.

Roma, dunque, da capitale d'Italia è diventata la capitale dell'incuria, della illegalità; vive, la città di Roma, una profonda emergenza ed è per questo che sarebbe opportuno, sarebbe necessario, un intervento fermo, chiaro e deciso da parte del Governo, magari con un commissario, magari con l'intervento dell'Esercito.

Ecco, una piccolissima nota di attualità: il sindaco annuncia oggi, come se nulla fosse, la riapertura, proprio nella giornata di oggi, mercoledì 26 giugno, della stazione metro di Repubblica, dopo otto mesi, con perdite commerciali di circa il 70 per cento del fatturato di servizi per i romani e per i turisti, ma tant'è. La riapertura della stazione metro di Repubblica è la risposta romana alle Olimpiadi di Milano e di Cortina. Ecco, siamo enormemente orgogliosi che la nostra amata patria sia riuscita a conquistare la sede delle Olimpiadi invernali per Milano e Cortina (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), siamo profondamente soddisfatti perché questa è la vittoria dell'Italia del “sì”, è la vittoria dell'Italia che, quando sa giocare di squadra, quando sa mettersi in gioco, riesce ad essere davvero imbattibile. Invece voi no, voi con la vostra paura, voi con la vostra arroganza e con la vostra incapacità, riuscite magari a vincere esclusivamente le Olimpiadi della spazzatura.

26 giugno 2019
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