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Dopo Tajani un altro italiano alla presidenza del Parlamento UE: è David Sassoli dei socialisti e democratici: “Gli europei credono ancora nel progetto della UE”


Staffetta tra i due italiani alla guida del Parlamento europeo, di cui Sassoli è stato comunque già vicepresidente nella precedente legislatura. A parte la differente provenienza politica molte le affinità tra i due: a partire dall’essere entrambi giornalisti con un passato in Rai. Ma delle delegazioni italiane a Bruxelles a votare Sassoli è stato solo il PD.

03 LUG - David Sassoli, classe 1956, del gruppo dei socialisti e democratici eletto nelle liste del Partito Democratico è stato eletto oggi con 345 voti (maggiorana necessaria 334 voti) alla carica di presidente del Parlamento europeo.
 
Sassoli, che guiderà il Parlamento fino a gennaio 2022, prende il posto di un altro italiano, Antonio Tajani che ha guidato l’assise parlamentare dal 17 gennaio 2017 a oggi.
 
A parte la differente provenienza politica (Tajani è esponente storico di Forza Italia) incuriosiscono le affinità tra i due italiani chiamati a guidare il Parlamento europeo: solo tre anni di differenza di età, ambedue da anni impegnati in Europa come parlamentari (Tajani dal 1994 e Sassoli dal 2009) e poi ai vertici delle assise europee (Sassoli è stato vicepresidente del Parlamento europeo dal 2014 a oggi, quando prende il testimone di presidente da Tajani), ambedue giornalisti e ambedue con esperienze in Rai.
 
Ma solo il Pd, tra i partiti italiani, ha votato David Sassoli alla presidenza del Parlamento europeo. Forza Italia, a quanto si apprende, si è astenuta. La Lega e Fdi hanno votato per Jan Zahradil (Conservatori Ecr). Il Movimento 5 Stelle ha invece lasciato libertà di coscienza.

 
In un discorso rilasciato in Plenaria a Strasburgo dopo la sua elezione, il Presidente Sassoli ha ringraziato i deputati della 9ª legislatura per la fiducia riposta. Ha poi detto: “In questi mesi, in troppi, hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato invece di credere ancora in questo straordinario percorso, l’unico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi”.

“Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento”.

Sassoli ha inoltre sottolineato le priorità che il Parlamento dovrà portare avanti nei prossimi anni. “Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia”.

Ha concluso dicendo: “L’Europa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterà i loro desideri e le loro paure e le loro necessità”.

03 luglio 2019
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