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Specializzandi. Bussetti: “Ad oggi finanziati circa 3.000 contratti in più rispetto allo scorso anno. E raddoppiate le borse per i Mmg”. E specifica: “Borse saranno 8.905”

"È mia ferma intenzione proseguire, anche nei prossimi anni, nella direzione intrapresa di un costante aumento dei contratti delle specializzazioni mediche per dare ai nostri giovani medici la concreta possibilità di completare il proprio percorso formativo e di ottenere la specializzazione necessaria, come noto, per l’ingresso nel Servizio Sanitario Nazionale". Così il ministro dell'Istruzione rispondendo oggi alla Camera ad un'interrogazione di Ascani (Pd). IL NUOVO DECRETO DEL MIUR

10 LUG - "Il totale dei contratti è di ben 8.905, a fronte dei 6.934 assegnati lo scorso anno accademico. Di questi, ben 8.000 sono finanziati con risorse statali, ossia 1.800 contratti statali in più rispetto allo scorso anno (+29%); erano, infatti, 6.200 l’anno scorso e 6.109 nell’anno accademico 2016/2017. Ad essi vanno aggiunti ulteriori 741 contratti finanziati con fondi regionali (a fronte dei 640 dello scorso anno accademico), e 164 con risorse di altri enti pubblici o privati (per il 2017/2018 erano solo 94). Il numero di borse disponibili per l’accesso al corso di formazione specifica in medicina generale è stato progressivamente e significativamente incrementato negli ultimi anni, passando da 1.018 unità per il triennio 2014-17 a 2.093 unità per il triennio 2018-21, con un incremento percentuale pari al 106%".
 
Così il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha risposto oggi in Aula alla Camera all'interrogazione di Anna Ascani (Pd) sulle iniziative volte ad incrementare i posti per la formazione post laurea dei giovani neolaureati in medicina e chirurgia.

 
Di seguito la risposta integrale del ministro Bussetti:
 
"La ringrazio per la Sua interrogazione perché mi offre l’opportunità di riferire su quanto fatto da questo Governo, in poco più di un anno, per garantire la formazione post-laurea dei giovani medici.

Proprio l’altro ieri, è stato pubblicato sul sito del Ministero il decreto con il quale sono stati distribuiti tra le Università, per l’anno accademico 2018/2019, i posti presso le Scuole di specializzazioni mediche e oggi – a seguito di successive comunicazioni delle regioni sui contratti finanziabili con risorse regionali – sarà pubblicato sul sito un nuovo decreto, integrativo del precedente, che prevede un ulteriore aumento di posti.

Ebbene, i contratti di formazione medica specialistica per l’anno accademico 2018/2019 sono aumentati in modo molto significativo rispetto a quelli dello scorso anno, grazie ai nuovi stanziamenti inseriti nella legge di bilancio 2019 che ha previsto fondi statali aggiuntivi pari a 22,5 milioni di euro per l'anno 2019, a 45 milioni di euro per l'anno 2020, a 68,4 milioni di euro per l'anno 2021, a 91,8 milioni di euro per l'anno 2022 ed a 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2023.

Difatti, ad oggi, il totale dei contratti è di ben 8.905, a fronte dei 6.934 assegnati lo scorso anno accademico.

Di questi, ben 8.000 sono finanziati con risorse statali, ossia 1.800 contratti statali in più rispetto allo scorso anno (+29%); erano, infatti, 6.200 l’anno scorso e 6.109 nell’anno accademico 2016/2017.

Ad essi vanno aggiunti ulteriori 741 contratti finanziati con fondi regionali (a fronte dei 640 dello scorso anno accademico), e 164 con risorse di altri enti pubblici o privati (per il 2017/2018 erano solo 94).

Come Lei ben sa, l’altra strada percorribile per poter entrare a pieno titolo nel Servizio sanitario nazionale è l’accesso al corso di formazione specifica in medicina generale. Ebbene, il numero di borse disponibili per l’accesso al corso di formazione specifica in medicina generale è stato progressivamente e significativamente incrementato negli ultimi anni, passando da 1.018 unità per il triennio 2014-17 a 2.093 unità per il triennio 2018-21, con un incremento percentuale pari al 106%.

Tanto illustrato, è di tutta evidenza che gli interventi posti in essere da questo Esecutivo ridimensioneranno considerevolmente la questione “dell’imbuto formativo”, consentendo ad un numero ben maggiore di laureati in medicina e chirurgia di accedere alle scuole di specializzazione ed a quelle di formazione specifica in medicina generale.
Ma il mio impegno non si esaurisce qui.

E’, infatti, mia ferma intenzione proseguire, anche nei prossimi anni, nella direzione intrapresa di un costante aumento dei contratti delle specializzazioni mediche per dare ai nostri giovani medici la concreta possibilità di completare il proprio percorso formativo e di ottenere la specializzazione necessaria, come noto, per l’ingresso nel Servizio Sanitario Nazionale.

Concludo, segnalando che stiamo anche lavorando in sinergia con il Ministero della salute nell’ottica di una parziale revisione della disciplina sulla formazione specialistica che, pur salvaguardando il ruolo indefettibile delle Università nel percorso di specializzazione, possa meglio corrispondere al reale fabbisogno di medici dei prossimi anni".

10 luglio 2019
© Riproduzione riservata

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