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Balduzzi: "In arrivo decreto sanità". Tra i contenuti, la filiera del farmaco e l'intramoenia

Il ministro lo ha annunciato intervenendo a un convegno sulla sanità promosso dalla Conferenza episcopale italiana. Del pacchetto faranno parte anche la sperimentazione sui farmaci, la responsabilità medica e la sanità elettronica.

18 GIU - “Prossimamente affideremo al Parlamento materiale di riflessione, di discussione e speriamo di approvazione su alcune materie che fanno parte del cambiamento che la sanità deve compiere e, in particolare, sulla responsabilità professionale dei medici, sul miglioramento della filiera del farmaco, sulla precisazione di qualche norma sulla sperimentazione dei farmaci, sull’intramoenia e sulla sanità elettronica”.

È quanto ha annunciato oggi il ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenendo all’apertura del convegno promosso dall'Ufficio per la pastorale della sanità della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) dal titolo "Un nuovo paradigma per la sanità in Italia. La Chiesa a servizio del cambiamento”.
Il ministro non ha voluto offrire dettagli sui contenuti di quello che potrebbe essere uno oppure più decreti, ma il “materiale” presumibilmente approderà al Consiglio dei Ministri la prossima settimana in vista di due importanti scadenze del 30 giugno: quella dell’intramoenia allargata e quella della manovra di luglio riguardante il meccanismo di ripiano della spesa farmaceutica ospedaliera che, salvo interventi diversi, porrebbe a carico delle imprese fino al 35% dello sforamento (oggi a totale carico delle Regioni).


Ma sono anche altre, secondo Balduzzi, i cambiamenti a cui il sistema sanitario necessita di dare un’accelerata. La prevenzione, anzitutto, e la riabilitazione. Ma anche l’Ecm e la formazione dei professionisti sanitari, per introdurre una maggiore “umanizzazione e personalizzazione, che sono i caratteri forti del cambiamento, di cui tuttavia nei curricula dei professionisti della sanità oggi c’è una traccia molto flebile”.

Secondo il ministro, l’obiettivo è realizzare una “sanità di ispirazione” anche attraverso “l’afflato che la pastorale sanitaria può portare nel settore”. Coltivando “l’utopia – ha detto Balduzzi citando Tommaso Moro - che ogni cittadino preferisca il letto dell'ospedale a quello di casa propria”.
 
Per il ministro, infatti, la sanità “non è solo il destinatario passivo dei cambiamenti” che sta vivendo, da quelli epidemiologici a quelli economici, “ma deve essere motore del cambiamento” per indirizzarlo. D’altra parte, secondo il ministro, questo è possibile perché “il comparto sanità è un formidabile agente di trasformazione e questa è una consapevolezza deve crescere tra gli operatori. Che devono sapere di operare in un settore ad alta valenza innovativa, molto più di altri settori. Un settore che ha imparato a misurare le proprie prestazioni, che ha imparato a proporre e verificare una formazione continua degli operatori sanitari”.

Il nostro, però, ha sottolineato Balduzzi, è anche un sistema che “deve ancora fare un po’ di strada”. “Per la cura e la riabilitazione bisogna sicuramente migliorare i percorsi”, così come bisogna investire di più “in prevenzione, che era la grande sfida della legge 833 del 1978” istitutiva del Ssn. Non si tratta, però, ha precisato il ministro, di realizzare uno “Stato etico. La sfida è promuovere percorsi che mettano insieme libertà e responsabilità”. Ma la prevenzione, secondo Balduzzi, “non deve essere solo prendersi cura di sé. Deve essere una prevenzione solidale. Dobbiamo farci responsabili degli altri”.

Ma serve anche un salto culturale, per introdurre più “personalizzazione e umanizzazione”. La tendenza, ha detto il ministro, deve essere quella di “declinare la qualità dell’offerta sanitaria sulla base della capacità di aderire alle caratteristiche individuali, personalizzazione in questo senso, e di rispettare la dignità della persona umana”. Perché “se in passato era considerato naturale che il trattamento sanitario, anche a causa dei limiti della tecnologia e della scienza, fosse da personalizzare e umanizzare, oggi non è più così”. E si tratta, per Balduzzi, di una cultura da “recuperare, perché il formidabile progresso tecnologico ha mostrato l'altra faccia della medaglia, che è stata quella del raffreddamento dei rapporti”.

E poi c’è la sfida della sostenibilità del sistema, con la spending review che deve essere vista, secondo Balduzzi, come “un’opportunità”. In ogni caso, secondo il ministro, “la sanità italiana non è come viene spesso rappresentata, cioè inefficienza e corruzione. C’è anche questo, ma la sanità non è questo”. Riferendosi alla regionalizzazione, il ministro ha poi affermato: “Si dice che sia un problema, ma non è così. Prima che vi fosse la regionalizzazione, le differenze erano ancora più forti e marcate”.

In tutto questo, ha concluso il ministro rivolto all’assemblea della Cei, “la sanità di ispirazione è in grado di concorrere positivamente, aiutando a produrre buoni risultari e ad evitare derive”.
 

18 giugno 2012
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