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Medici (pubblici e convenzionati), farmacisti, veterinari e dirigenti del Ssn a Letta: “Impensabile tagliare ancora la sanità”


Il Ssn non può essere ancora una volta il "salvadanaio" da depauperare per necessità di cassa. Ulteriori manovre sulla spesa sanitaria sono impensabili. Così tutti i sindacati della dirigenza medica, sanitaria e amministrativa del Ssn e della medicina convenzionata e privata in una lettera al presidente Letta.

09 OTT - “Il servizio sanitario non può essere ancora una volta l’agnello sacrificale, il salvadanaio da depauperare per arginare temporaneamente le necessità di cassa e per questo riteniamo impensabili ulteriori manovre nella prossima legge di stabilità che sottraggano nuovi pezzi ad un edificio già pericolante”.
 
Questo l’appello lanciato oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri dalle Organizzazioni Sindacali dei medici dipendenti e convenzionati, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi del SSN e della Ospedalità privata accreditata, precari e medici in formazione.
 
Nella lettera (in allegato) inviata anche ai Ministri dell’Economia Saccomanni, della salute Lorenzin e al Presidente della Conferenza delle Regioni Errani, l’intersindacale denuncia le principali criticità che oggi vivono i professionisti del Ssn:
· le conseguenze del blocco a tutto il 2014 del Contratto di lavoro che perdura da tutto il 2009;
· l’assenza di iniziative legislative in materia di responsabilità professionale che alimenta una medicina difensiva che porta via dal sistema salute ingenti risorse;
· il problema del precariato che costringe a lavorare in perduranti condizione di instabilità, privati di diritti e di futuro;
· le inadeguate politiche della formazione medica che oggi vedono una discrasia con il mondo del lavoro, uno scollamento tra sistema universitario e servizio sanitario, un terreno di coltura di nepotismi e corruzione.
 
I Professionisti del SSN  - conclude la lettera - meritano rispetto in nome della fatica e della complessità del compito che ogni giorno ed ogni notte svolgono a tutela del diritto alla salute, che la Costituzione riconosce ai cittadini. Sono necessari segnali positivi ed uno stop alle politiche di definanziamento e di tagli lineari per restituire slancio e fiducia al Servizio Sanitario Nazionale trovando le soluzioni più efficaci per garantire a tutti i cittadini il diritto di essere curati secondo i propri bisogni indipendentemente dalle condizioni economiche e dal luogo di residenza ed arrestare una deriva cui noi non vogliamo arrenderci.
 
In caso contrario, l’inevitabile contenzioso e la radicalizzazione del conflitto che verrà a determinarsi producendo una serie di iniziative di dura protesta rischiano di deteriorare ulteriormente il funzionamento del servizio pubblico.
 
Queste le sigle firmatarie dell’appello al presidente del Consiglio:
ANAAOASSOMED -CIMO-ASMD – AAROI-EMAC – FP CGILMEDICI– FVM– FASSID – CISL MEDICI – FESMED –ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI -UIL FPL MEDICI – SDS SNABI – AUPI– FP CGIL SPTA – UIL FPL FPTA - SINAFOFEDIR SANITA’ – SIDIRSS – FIMMG – SUMAI – SMI - FIMP – CIMOP – UGL MEDICI - FEDERSPECIALIZZANDI

09 ottobre 2013
© Riproduzione riservata

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