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23° Congresso Anaao Assomed. Patto per la Salute, De Filippo:  “Subito cabina di regia con professioni per confronto su temi scottanti”. Lusenti: "Fondo sanitario 2014 a 109,928 mld"

Ovvero per discutere di responsabilità professionale,contratto e ingresso nel servizio sanitario anche senza specializzazione. Questa l’intenzione del ministero comunicata dal sosttosegretario De Filippo nel corso di una tavola rotonda dedicata al Patto per la Salute, svoltasi all’interno del 23 congresso nazionale Anaao, alla quale hanno partecipato, oltre al segretario Anaao Troise, anche gli assessori alla salute Lusenti e Coletto.

20 GIU - Il Patto perla Salute, meglio, la sua chiusura, in queste settimane è al centro dell’attenzione del mondo della sanità. Gli operatori lo aspettano dal 2012, è in dirittura d’arrivo e il 23° Congresso dell’Anaao, in corso di svolgimento ad Abano Terme, non poteva non dedicargli uno spazio apposito con una tavola rotonda dal titolo “Patto per la Salute, finanziamento, professioni, organizzazione”. Un confronto al quale hanno partecipato, oltre al segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise, gli attori che lo stanno scrivendo ovvero il governo, presente il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, e le regioni con gli assessori alla Salute dell’Emilia Romagna, Carlo Lusenti e del Veneto, Luca Coletto.

Ma oltre al patto durante il confronto si è parlato anche della riforma della PA, quindi delle normache riguardano la governance con l’istituzione di un unico albo nazionale per direttori generali, sanitari e amministrativi, e della riforma del Titolo V che,  nonostante sia stato modificato nel 2001, ha bisogno di una nuova rilettura.


De Filippo: "Massimo due settimane e il Patto si chiude"
“Il lavoro è a buon punto – ha confermato De Filippo, facendo riferimento ai tempi di chiusura – se non è una, saranno due settimane, ma ci siamo. E ci sono elementi di avanzamento importanti”. Ci sono inoltre notizie positive ha aggiunto il rappresentante del governo “nonostante la crisi profonda, la revisione della spesa, nonostante tutto questo grazie al ministro Lorenzin, la sanità riceve un’attenzione positiva con un finanziamento che per il  sarà di 109 miliardi e via via ad incrementarsi nel 2015 e nel 2016”. In più ha ribadito quanto più volte detto da Lorenzin ovvero che “tutto quello che sarà risparmiato in sanità sarà reinvestito nel settore”.

De Filippo ha poi parlato anche della riforma della Pa, messa in cantiere dal governo per dire che “le professioni mediche sono state escluse dalla riforma, tutto il tema della dirigenza medica non c’è ad esclusione di un articolo che prevede l’albo nazionale per i direttori generali, sanitari e amministrativi”.

Infine sul Titolo V  l’opinione del sottosegretario è che “non è fallito il modello ma gli amministratori che non hanno saputo gestire autonomia, per questo non mi aspetto grandi stravolgimenti”.

L’assessore dell’Emilia Romagna, Lusenti, ha invece spiegato che il Patto “è un documento programmatico, che fa dichiarazioni di principio, di quadro”. Entra quindi  “poco nel dettaglio, conta più il quadro generale”. Una dichiarazione che ha lasciato un po’ interdetti i congressisti che sembrano non comprendere il perché di tanta segretezza per un documento che è stato definito più volte “programmatico”.

Lusenti: "Finalmente un quadro certo di risorse per il triennio"
“Il quadro delle risorse però è certo – ha ribadito Lusenti – ed è incrementale. Il 2013 è stato l’anno più basso per il finanziamento del Ssn, ma da qui si riparte, dai 109,928 miliardi”. Lusenti ha poi ricordato la scelta politica “né scontata, né banale” che ha evitato che il decreto Irpef  togliesse alla sanità per far fronte all’impegno di mettere in busta paga gli 80 euro. “L’articolo 2 è stato tolto e le risorse trovate da altre parti”.
 
Sul merito del Patto, Lusenti non si è scoperto più di tanto. Ma su due questione è stato abbastanza chiaro. La riforma dell'assistenza territoriale si farà, e il decreto Balduzzi dovrebbe finalmente trovare applicazione in tutta Italia. Ma con una novità: Regioni e Governo sembrano infatti condividere la ncessità che il territorio sia dotato di una "sede", in termini strutturali dove possano confluire i diversi soggetti coinvolti. "Non solo i medici di medicina generale convenzionati", ha tenuto a precisare Lusenti. "Come si chiameranno queste strutture non importa - ha aggiunto - ma è essenziale che ora sono tutti d'accordo sulla loro necessità". La seconda questione, riguarda invece il riordino della rete ospedaliera. In proposito Lusenti ha detto che nella sostanza si darà seguito al regolamento a suo tempo proposto da Balduzzi e mai però ratificato dalle Regioni. E quindi con gli standard di posti letto lì previsti, ed anche con la probabile chisura delle strutture convenzionate con pochi letti (sulla soglia minima, che dovrebbe essere di 60 letti, Lusenti non ha però voluto essere più preciso).

Anche Lusenti ha detto la sua sulla riforma del Titolo V: “Siamo in una fase – è stato il suo ragionamento - in cui il vento del neocentralismo municipalista soffia forte, non vorrei che si abolissero le regioni. La concorrenza tra Regioni e Stato in sanità è forte, la concorrenza va mantenuta però rafforzando e ridefinendo il ruolo del ministero della salute. Allo stesso tempo va ridefinito il ruolo delle Agenzie e degli altri Enti e Istituzioni, come Aifa, Agenas, Iss e Css perché garantiscono un alto livello qualitativo del sistema”.
 
Nessuna spending review lacrime e sangue per la sanità
Ma il Patto per la salute avrebbe dovuto anche fare le veci della spending review sanitaria, così come si erano accordati il commissario Cottarelli e il ministro Lorenzin. Quest'ultima a più riprese aveva poi infatti sottolineato come in sanità si potessero risparmiare fino a 10 mld di euro in 3 anni, da reinvestire nel settore. Il Patto sta andando in questa direzione? “Il finanziamento c’è - ha rassicurato Lusenti - e le risorse non vengono più manomesse”. Inoltre, ha aggiunto l’assessore, “il Patto è una macchina che rafforza il presupposto che le risorse vengono utilizzate al meglio e per questo sono intangibili”. Ma non basta. Lusenti ha anche assicurato che l'impegno di Governo e Regioni è di blindare lo stanziamento 2014 provvedendo immeditamente al riparto del Fondo con le Regioni prima della prossima Legge di Stabilità.
 
Per Lusenti, in ogni caso, "fortunatamente è finito il tempo dei tagli lacrime e sangue". Per l'assessore all'Emilia Romagna di conseguenza non ci sarà nessuna spending review drammatica in sanità ma l'obiettivo è essenzialmente quello di razionalizzare i meccanismi di acquisto e di spesa. A partire da una forte concentrazione delle centrali di acquisto e con interventi decisi sui costi della macchina organizzativa del Ssn.
 
Tornando sul Patto per la salute, De Filippo ha provato a chiarire che “l’aspettativa nei confronti del Patto è dovuta al fatto che negli ultimi 2 anni la gestione della finanza pubblica non ha consentito di avere certezza finanziaria”. In questo senso il sottosegretario ha ricordato come in passato ci sono state manovre di governo che ”addirittura a Patto operante toglievano risorse già stabilite tra governo e regioni”. Oggi invece il “governo non taglia e l’Anaao farebbe bene a chiedere di concludere il Patto presto perché molte delle rivendicazioni che il vostro segretario Troise ha avanzato nella sua relazione congressuale trovano risposta nel documento”.

Riforma Titolo V. Coletto: "Auspico un quadro più chiaro delle competenze"
“Il lavoro che stiamo facendo cade in un momento molto difficile”, ha ribadito Luca Coletto. “Il risultato che stiamo ottenendo è dovuto all'impegno profuso da tutto il settore. Ora siamo vicini alla conclusione”. “La riforma del Titolo V – ha aggiunto Coletto – ha dato alle Regioni la possibilità di esprimersi meglio. Io non auspico una grande riforma ma un grado maggiore di responsabilità per le Regioni stesse”.

Il segretario nazionale dell’Anaao, Costantino Troise, ha tirato le conclusioni della tavola rotonda, dichiarando il suo “apprezzamento per le parole di Coletto, che ha riconosciuto nel personale che lavora all’interno del Ssn la risorsa più preziosa”. Troise si è poi lamentato dell’eccessiva “riservatezza sul Patto, di cui, però, già girano diverse bozze, siamo quindi di fronte al 'segreto di Pulcinella'”. Il segretario Anaao ha poi fatto presente l’allarme della categoria perché “al di là dei fondi reinvestiti rispetto a quanto ci è stato tolto in passato, siamo in presenza di più di un attacco al lavoro dipendente. La tendenza è verso il ribasso e si taglia dove è più facile e non dove è più utile”. Insomma per  Troise “la malattia genetica del sistema è la governance, e non basta un Albo nazionale per risolvere i contrasti. Il problema è tra governance, professionisti e diritti da tutelare. Cambiare la sanità – è il suo monito finale – contro di noi e senza di noi, non è possibile”.

De Filippo: "Subito dopo il Patto via alla cabina di regia con le professioni"
Nel tentativo di conciliare i toni De Filippo ha quindi fatto sapere che “è interesse del ministero della Salute, aprire a breve un Tavolo di concertazione, una cabina di regia, per avviare un confronto sui temi che saranno dentro il Patto, ovvero responsabilità professionale, contratto e ingresso nel Ssn anche senza specializzazione”.

20 giugno 2014
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