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Farmaci contraffatti. A Bari il primo master universitario contro la contraffazione. In aula sanitari e forze dell'ordine

Presentato oggi al Senato il primo Master di II livello sulla contraffazione dei farmaci promosso dall'Università di Bari. Presenti il senatore D'Ambrosio Lettieri, il presidente della Commssione Sanità De Biasi e il presidente della Fofi Mandelli. Tre moduli di formazione sugli aspetti sanitari, giuridici, economici e statistici del fenomeno

28 GEN - La contraffazione dei prodotti farmaceutici rappresenta un fenomeno in costante e preoccupante crescita, sia per gli impatti a livello economico che in termini di salute. In Italia il problema era già stato affrontato organicamente con un’indagine conoscitiva, approvata il 29 luglio 2010 dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato. A distanza di quasi cinque anni il problema viene nuovamente analizzato negli edifici di Palazzo Madama: l’occasione è la presentazione, del Master di II livello su ‘Contraffazione dei prodotti farmaceutici e diritto alla salute’ promosso dal Dipartimento di Farmacia - Scienze del Farmaco dell'Università degli Studi Aldo Moro di Bari.

Ed è stato proprio il relatore di quel documento, il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, ad aprire i lavori ricordando come “l’iniziativa parlamentare del tempo si sia inserita pienamente in una virtuosa dinamica di causa-effetto, poiché ha posto le basi del percorso poi sfociato nell’istituzione del Master”. La contraffazione dei farmaci è quindi un fenomeno che “va affrontato costruendo sinergie tra tutte le componenti in campo: forze dell’ordine, istituzioni, operatori e mondo della formazione”. In questo contesto l’università “riveste una funzione decisiva, anche se è necessario implementare l’armonizzazione dei percorsi didattici e dei sistemi legislativi a livello sovranazionale”. Un farmaco contraffatto “funge da moltiplicatore per le casse delle criminalità organizzata e produce enormi danni in termini di salute, poiché si caratterizza per una presenza ridotta o addirittura per l’assenza del principio attivo”. Intervenire sulla formazione “è quindi prioritario, soprattutto per restare al passo con le nuove dinamiche legate all’e-commerce”.


All’università spetta quindi un compito difficile ma ineludibile, “poiché deve fungere da collante con i problemi economici e sociali del territorio – ha sottolineato Francesco Leonetti, docente al Dipartimento di Farmacia all’Università di Bari – Bisogna saper poi allargare la visuale, tenendo presente che la contraffazione coinvolge in modo drammatico tutti i Paesi mediterranei che dialogano con l’Italia e che, allo stesso tempo, guardano all’Oriente”. Il Master riserva un’ampia parte “alla sfera operativa, proponendo 300 ore di stage presso le aziende e puntando con decisione sullo studio di complessi sistemi di analisi che consentano di individuare i diversi livelli di contraffazione”. Componenti essenziali risiedono poi “nelle esercitazioni pratiche in laboratorio e in un accurato sviluppo dei profili informatici, in modo da affinare gli strumenti atti a fronteggiare gli acquisti online”. L’input per l’attivazione del Master è arrivato direttamente “dalle professioni che hanno sempre denunciato con forza e costanza il problema – ha ricordato il direttore del Dipartimento, Giuseppe Perrone – Un segnale che evidenzia l’importanza di valorizzare il dialogo con il territorio. L’idea, infatti, è che il corso annuale costituisca soltanto la prima mattonella di un iter ben più lungo, che consenta di rendere l’Università un vero centro di eccellenza, trasformadola nel fulcro di un distretto del farmaco in Puglia”.
 
Il Master è riservato a laureti in discipline scientifiche e si rivolge essenzialmente a coloro i quali operano o potranno operare nella lotta alla contraffazione di prodotti farmaceutici e sanitari, e nel settore della tutela del diritto alla salute (ad es. Carabinieri, Finanzieri, Forze di Polizia, Agenti di Dogana, Analisti di laboratorio in istituzioni pubbliche e private).
La formazione diventa quindi un contenitore in grado di estendersi progressivamente, “sino a configurarsi come il punto di incontro tra salute e legalità – ha evidenziato Emilia De Biasi, presidente della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato – Questo perché è necessario ricamare un tessuto unico, che includa tutti i soggetti in gioco”. La contraffazione si intreccia anche con altre questioni complesse “come l’abusivismo professionale e l’opportunità di limitare la libertà sul web per garantire la sicurezza. In questo senso sono da valutare anche forme di censura, dato che internet è strumento adoperato da tantissimi minori”. Ma per farlo “bisogna velocizzare l’acquisizione di competenze informatiche da parte di autorità e istituzioni”.

La contraffazione è ormai strumento poderoso di arricchimento per la criminalità. “Basti pensare – ha messo in luce Francesca Mastroianni, direttore dell’Ufficio Affari Legali dell’Aifa – che un euro investito in sostanze stupefacenti frutta sedici volte, mentre un euro investito per un farmaco contraffatto si moltiplica per 2500. Tuttavia sono dati ancora poco conosciuti e discussi in Italia, dove si registra una bassa conoscenza della pericolosità e della diffusione del fenomeno”. Sotto il profilo operativo è attiva Impact Italia, la task force che include Aifa, Ministero della Salute, Iss, Nas, Agenzia delle Dogane e Ministero dello Sviluppo economico”. L’inversione di rotta ”deve essere di tipo culturale e, in questo senso, l’attivazione del Master è un segnale incoraggiante”.

Spesso i cittadini sono ammaliati dalle sirene del risparmio facile, come mostrano alcune cifre snocciolate da Cosimo Piccinno, Comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute. “Sul mercato legale il prezzo di una pillola di Viagra oscilla tra 2,5 e 3 euro, mentre l’acquisto illegale su internet consente di reperire lo stesso prodotto a poco più di 20 centesimi”. Numeri impressionanti che determinano “un ammanco di risorse per il Ssn, non solo con modalità dirette, ma anche nella lunga distanza. Spesso utilizzare un farmaco contraffatto determina l’insorgere di gravi patologie e genera quindi costi ulteriori a danno della collettività. Dinamiche che si traducono drammaticamente “nel doping per gli sportivi. Ma una via d’uscita esistere: comunicare sin dalle scuole, coinvolgendo anche medici e farmacisti, perché su internet si trova davvero di tutto, dall’aspirina agli antitumorali”.

Ma non bisogna dimenticare che l’Italia resta comunque “un punto di riferimento poiché affronta l’emergenza con un approccio trasversale, che viene studiato da molti – ha osservato Gennaro Vecchione, Comandante del Nucleo Speciale della Guardia di Finanza – Oltre ai controlli sul web, un lavoro determinante consiste nei controlli che vengono effettuati negli aeroporti, considerando la collocazione strategica dell’Italia che rappresenta il confine meridionale dell’Ue”. La lotta alla contraffazione “vede in prima linea anche i farmacisti – ha ricordato Andrea Mandelli, senatore e presidente Fofi – Si tratta infatti di una delle principali priorità nell’agenda della Federazione. Il percorso è lungo e tortuoso, perché l’Italia è inserita in una colpessa intelaiatura di dinamiche prodotte dalla globalizzazione”. Ma, ha ammonito Mandelli, “bisogna anche far attenzione alle istanze di liberalizzazione del settore: ben venga la discussione, ricordando però che la nostra filiera del farmaco rappresenta un’eccellenza, poiché garantisce un elevato standard nei controlli e un enorme livello di sicurezza”.

Le istituzioni devono continuare ad accelerare i percorsi di analisi e di contrasto, “dato che la criminalità si organizza a una velocità impressionante – ha concluso i lavori Angela D’Onghia, Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione – Continuiamo a costruire reti e a valorizzare le università affinché siano realmente luoghi di eccellenza, promuovendo raccordi capillari tra il mondo del lavoro e le nuove professionalità”.
 
Gennaro Barbieri

28 gennaio 2015
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