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Cancro. Gli esperti riuniti dall’Ordine dei Medici di Milano assolvono le carni rosse. Ma ne è sconsigliato l’abuso


È questo l’esito del “processo” svolto ieri sera. Per il Consulente Tecnico d’Ufficio Massimo Zuin, professore di Medicina Interna UNIMI, “non si può parlare di rapporto provato causa-effetto tra carni rosse e tumori, ma solo di una certa correlazione, peraltro comune a tantissimi altri alimenti”.

20 APR - Le carni rosse assolte dall’accusa di provocare il cancro. E’ questo l’esito del “processo” svolto ieri sera al MAC di P.za Tito Lucrezio Caro a Milano e organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano. Un processo, spiega una nota, con veri magistrati: Fabio Roia, presidente di sezione del Tribunale di Milano, Paola Pirotta, sostituto procuratore, mentre la difesa veniva assicurata dall’avvocato Enrico Moscoloni, tutti affiancati da autorevoli periti: Massimo Zuin, professore di Medicina Interna UNIMI come Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), Alberto Donzelli, Direttore Area Educazione alla appropriatezza ed EBM ATS Milano come CTP dell’Accusa e Antonio E. Pontiroli, Professore di Medicina Interna UNIMI come CTP della Difesa.

Sul banco degli imputati, in rappresentanza di tutti i componenti della filiera che produce e commercia carne rossa, lo Chef Matteo Scibilia, Ristoratore dell’“Osteria della buona condotta”, che ha accettato di difendersi nel processo.


Molte le argomentazioni a sostegno dell’accusa portate nel dibattimento dal PM, sostanzialmente riassunte dalla presa di posizione dell'International Agency for Research on Cancer (IARC)  di Lione, un'agenzia dell'Organizzazione mondiale della Sanità che, lo scorso Ottobre, ha valutato e classificato le prove di cancerogenicità delle sostanze, definendo la carne rossa come probabilmente cancerogena.

"Sintetica ed essenziale" la tesi a difesa dell’avv. Moscoloni: “Non esistono norme che statuiscano che la carne rossa sia pericolosa. Le leggi mettono sotto accusa solo le frodi alimentari”.

Tra i testimoni dell’accusa: Anna Villarini, biologa nutrizionista all'Istituto Nazionale Tumori, Laura Cavalluzzi, atleta di beach volley e vegana e Marco Olmo, maratoneta estremo.

A testimoniare, invece, le ragioni della difesa: Guido Caprio, dietologo, già primario di laboratorio, Giuseppe Pastore, tecnologo alimentare  e Arnaldo Migliorini, medico legale.

Sentiti i testimoni e le relazioni dei Tecnici di parte, il PM Paola Pirrotta, citando il codice penale, ha chiesto la condanna a circa 6 mesi e a una multa di 2.800, con delle aggravanti per alcuni dei protagonisti della filiera, per la mancata informazione sui rischi determinati dall’abuso di carni rosse, mentre l’avvocato Enrico Moscoloni ha chiesto la piena assoluzione per i suoi assistiti perché il fatto non sussiste.

Prima che i Giudici si riunissero in Camera di Consiglio, il Prof. Massimo Zuin, consulente Tecnico d'Ufficio, ha esposto il suo punto di vista, concludendo che: “Non si può parlare di rapporto provato causa-effetto tra carni rosse e tumori, ma solo di una certa correlazione, peraltro comune a tantissimi altri alimenti”.

Il Collegio giudicante, per bocca del Presidente Fabio Roia, ha infine comunicato l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” degli imputati, a partire dallo chef Matteo Sibilia.

20 aprile 2016
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