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Dimissioni Fioritti. Regione Emilia Romagna chiede a Lorenzin e Fnomceo di intervenire: “Situazione inaccettabile”

Per la Regione la sospensione comminata al direttore sanitario dell'Ausl Bologna da parte dell'Ordine provinciale dei medici è “incomprensibile e paradossale. Perché l'Ordine dei medici di Bologna non ha fatto ricorso contro le Linee guida regionali?”. Dalla Regione “l’auspicio che dal Ministero e dalla Fnomceo arrivino provvedimenti concreti rispetto a quanto accaduto”.

19 MAG - Un “grande dispiacere”, unito alla “massima stima” nei confronti di “un ottimo e qualificato professionista, che ha svolto il proprio lavoro in modo egregio”. Ma anche il “forte auspicio che ora il Ministero della Salute e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici intervengano su una vicenda che non è una questione personale, non riguarda un singolo professionista, bensì tutti i medici e il governo della sanità pubblica, cioè la tutela della collettività e la sua efficacia”. Così la Regione Emilia-Romagna interviene, con una nota, sulla decisione di Angelo Fioritti di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico di Direttore sanitario dell’Azienda Usl di Bologna, “attualmente impegnata nella programmazione dell’Assistenza territoriale e della Rete ospedaliera nell’Area metropolitana e in altri importanti processi organizzativi”, precisa la Regione.

Una decisione che lo stesso medico ha motivato ritenendo di non poter proseguire l’attività con la dovuta serenità, dopo la sospensione di sei mesi comminata dall’Ordine dei medici di Bologna nell’ambito della vicenda che vede altri medici sospesi per avere attribuito atti medici agli infermieri delle ambulanze del 118. Provvedimento, quello di Fioritti, per il quale l’Omceo Bologna non ha ancora reso note le motivazioni, come riferito dalla Ausl di Bologna.


“Da subito – dichiara la Regione Emilia Romagna nella - è stata espressa solidarietà nei confronti di tutti i medici della Centrale Operativa 118 di Bologna che erano stati sanzionati così come è stato fatto nel caso di Fioritti, sanzionato in modo incomprensibile per non aver segnalato all’Ordine dei Medici di Bologna i provvedimenti di alcuni medici dell’Azienda Usl che erano già stati sospesi dall’Ordine stesso. Ma Fioritti ha semplicemente dato attuazione alle Linee guida regionali per l’impiego di personale infermieristico nello svolgimento del servizio di emergenza territoriale 118”.

Linee guida, precisa la Regione, “applicate in tutte le Aziende sanitarie, elaborate dalla Regione con il supporto di esperti, dell’Emilia-Romagna ma non solo, e mai impugnate dall’Ordine dei medici di Bologna”.

Appunto: “Perché l’Ordine dei medici di Bologna non ha fatto ricorso contro l’atto regionale? Invece di colpire i singoli medici?”, chiede la Regione.

Per la Regione Emilia Romagna la sospensione voluta dall’Ordine “è conseguenza di comportamenti che in realtà sono stati assolutamente responsabili e professionali; comportamenti con cui Fioritti ha semplicemente attuato i provvedimenti regionali, assicurando agli utenti le migliori condizioni di soccorso e di assistenza in situazioni di emergenza e rischio. Questa situazione paradossale, che interferisce nelle scelte organizzative regionali, è appunto stata segnalata sia alla ministra della Salute che alla presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, proprio in considerazione dei possibili effetti negativi che potevano interessare il sistema sanitario regionale, ora diventati concreti con le dimissioni del direttore sanitario dell’Azienda Usl di Bologna. Una situazione inaccettabile, riferita al sistema sanitario regionale, al servizio della collettività”.

Dall’Emilia Romagna l’auspicio che “dal Ministero e dalla Federazione nazionale arrivino provvedimenti concreti rispetto a quanto accaduto a Bologna”.

19 maggio 2017
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