Oculisti ambulatoriali. Concluso il primo congresso nazionale Goal. Ecco le parole chiave per il futuro

Oculisti ambulatoriali. Concluso il primo congresso nazionale Goal. Ecco le parole chiave per il futuro

Oculisti ambulatoriali. Concluso il primo congresso nazionale Goal. Ecco le parole chiave per il futuro
Oltre 300 gli esperti nazionali che si sono confrontati a Milano il 29 e 30 settembre. Innovazione tecnologica, low dose medicine, medicina legale e diversi focus su specifiche malattie tra i temi discussi. E “puntare sulla sinergia in rete tra ospedali, oculisti ambulatoriali, enti ospedalieri e centri di reicerca per una migliore assistenza ai pazienti con patologie della vista”.

“Fare rete tra realtà ambulatoriali territoriali, enti ospedalieri e centri di ricerca è fondamentale ed è anche una esigenza molto sentita dalla nostra professione, lo testimonia l’elevata partecipazione a questo nostro primo congresso nazionale che è stata un’occasione di incontro e di aggiornamento professionale di alto livello”. Ad affermarlo è stato Danilo Mazzacane, oculista e segretario della società scientifica Goal (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi) in occasione del primo Congresso nazionale del Gruppo appena concluso a Milano.

Oltre trecento esperti da tutta Italia hanno partecipato ai lavori, che si sono aperti alla presenza delle autorità istituzionali Angelo Capelli, vicepresidente della III Commissione permanente Sanità e politiche sociali di Regione Lombardia che ha portato i saluti del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin; Fabio Rolfi, Presidente della III Commissione permanente Sanità e politiche sociali di Regione Lombardia, Sara Valmaggi, Vicepresidente del Consiglio regionale lombardo; e di rappresentanti del Comune di Milano e dell’Ordine dei medici di Milano, presidenti di altre associazioni e società medico-scientifiche quali AIMO, SILA, SIOL, SOC, SONO, Società Oftalmologica lombarda.

Testimonial di eccezione del primo congresso Goal è stata Graziana Saccocci, medaglia d’oro, campionessa delle paraolimpiadi di canottaggio di Pechino, che ha evidenziato come sia importante dare ai giovani e ai diversamente abili un messaggio positivo e sensibilizzare sulle patologie dell’occhio e sulla prevenzione ed assistenza personalizzata.

I relatori, provenienti da tutta Italia da centri di riferimento nazionali nel campo dell’oculistica, docenti universitari, ricercatori si sono confrontati con gli oculisti territoriali ambulatoriali ed hanno discusso anche casi clinici e temi relativi alla gestione integrata dell’assistenza ai cittadini dall’età pediatrica alla terza età. La parte espositiva comprensiva di oltre 30 stand di aziende di vari ambiti, per lo più farmaceutiche di rilievo internazionale, ha consentito di presentare le ultime novità per la terapia e diagnosi delle patologie oculistiche e le apparecchiature più all’avanguardia scientifiche e tecnologiche a supporto degli oculisti.

Nella prima giornata sono stati trattati temi quali glaucoma, medicina antroposofica, sindrome della disfunzione lacrimale, malattie rare, oftalmologia pediatrica, cecità civile, medicina integrata. Nella seconda giornata sono stati approfonditi tutti gli aspetti relativi alla gestione integrata della retinopatia diabetica, dallo screening alle nuove tecnologie diagnostiche, il buon utilizzo della tele-oftalmologia, le nuove frontiere per il trattamento della cheratite neurotrofica, il contributo dell’omeopatia nella gestione delle patologie della superficie oculare (occhio secco), la gestione delle malattie rare oculari.

“Abbiamo fatto il punto – spiega Flavia Ronconi, presidente di Goal –  sul presente ed il futuro della professione degli oculisti ambulatoriali e questo congresso raccoglie esperienze di vita e tutti i dati più aggiornati sulle varie patologie oculistiche: lavorare insieme ridarà la giusta dimensione territoriale al nostro ruolo che è sempre più di trade-union tra i bisogni dei cittadini e l’assistenza sanitaria regionale e nazionale. Rappresentiamo la front line a favore delle famiglie e possiamo essere la chiave di volta per dare risposte concrete. Le innovazioni tecnologiche, quali i nuovi dispositivi diagnostici, le apps, la telemedicina, non potranno mai sostituire il rapporto umano medico-paziente, ma dovranno aiutare a potenziare l’assistenza capillare territoriale personalizzata”.

E’ emersa la criticità nella gestione territoriale nazionale per le problematiche di superficie oculare e per le infezioni oculari. Un focus è stato dedicato alle malattie rare sia per la diagnosi che per il loro trattamento. Sono stati presentati i dati relativi alla genomica e al trattamento laser delle distrofie corneali. Ai presenti è stato dato un aggiornamento sulla diagnosi delle malattie rare per l’oculista territoriale quali distrofie corneali, ectasie corneali, otticopatie mitocondriali. Sono stati evidenziati anche i nuovi paradigmi terapeutici in oftalmologia per le atrofie retiniche e per la sindrome di Sjogren.

“Si parla sempre di più di medicina integrata, di precisione e personalizzata con un’ottica di gender”, osserva il Gruppo, evidenziando che “dal congresso è infatti emerso quanto, ad esempio, per le donne in menopausa, la terapia, per diverse patologie oculari, vada rimodulata in modo adeguato, tenendo conto degli scompensi ormonali e delle minori difese dell’organismo femminile in tale fase delicata della vita, aprendo una finestra sulla medicina di genere”.

02 Ottobre 2017

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